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(it) Italy, FDCA, Cantiere #25 - Liberiamoci oggi del nostro razzismo quotidiano - Marilina Veca (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Thu, 16 May 2024 07:30:04 +0300


Ero a pranzo con un'amica congolese, qualche giorno fa: mentre bevevamo il caffè, Didi mi ha chiesto: "Non trovi che questo paese diventi sempre più razzista?". Ho risposto: "Lo avverti anche tu? Dobbiamo arrivare a dire che gli italiani sono razzisti?". ---- Eh sì, 'Italiani brava gente' affermava ironicamente il titolo di un bellissimo e indimenticabile film di molti anni. Ma forse non siamo così tanto "brava gente", e quest'immagine stereotipata, buffonesca, dolciastra, dell'italiano dal cuore d'oro, non funziona più. ---- Giorni fa, nel bar dove vado sempre, il barista mi chiedeva: "Ci vai sempre in Serbia?". E prima ancora che potessi rispondere, un signore, mai visto prima, interloquiva: "Che ci vai a fa' in mezzo a quegli zingari? Nei Balcani...Gli Slavi, per carità... Quelli so' pericolosi...". Tentando di mantenere la calma, rispondevo: "Scusi, di quali zingari parla? E a quali territori o popolazioni si riferisce?". "Mah, quelli, Rumeni, Albanesi, Ungheresi...". Replicavo: "Mi duole informarla del fatto che non ha nominato neanche un solo popolo slavo, e che i Balcani non c'entrano proprio niente". Ho finito il caffè un po' stravolta e sono uscita chiedendomi: "Ma quanto è diffuso il razzismo nel nostro Paese? Ed è in aumento?".
Il razzismo è una malattia sociale determinata da ignoranza, paura dell'altro, guerra fra poveri, presenza egemonica della cultura/incultura dei bianchi: una malattia sociale dalle conseguenze terribili, che comprende la fobia antiafricana, l'antisemitismo, l'antiziganismo, l'islamofobia: e la maggior parte delle discriminazioni resta subdola, invisibile, non denunciata, sommersa.
Chi di noi non ha assistito, in autobus, in treno, per strada, sui social a esibizioni di razzismo, espresse nell'uso di parole tossiche, di espressioni d'odio, di volti stravolti dal rancore, dall'incomprensione? E parliamo solo di violenze verbali: ma, a questa tipologia di offese odiose, a volte seguono violenze fisiche, aggressioni immotivate, etc.
Ricordiamo l'11 novembre 1938, la promulgazione delle leggi razziali fasciste contro gli ebrei, ma ricordiamo anche che il razzismo in Italia è un fenomeno storico, complesso, sicuramente ancora presente.
I primi movimenti legati esplicitamente al mito della razza, ariana, pangermanica o italica, affondano le loro radici nel razzismo "scientifico" del XIX secolo, generatore di xenofobia e segregazione razziale, base per l'avvento dei fascismi europei del XX secolo prima in Italia con il fascismo e poi in Germania con il nazismo, parallelamente a fenomeni razzisti nella società statunitense, come quelli espressi dal Ku Klux Klan contro gli afroamericani.
Accanto a queste ben note espressioni di razzismo, si sono sviluppate altre forme di razzismo e xenofobia ai danni dei popoli romanì (Rom e Sinti) comunemente identificate con i termini zingari, gypsies, o "nomadi" (antiziganismo).
Dobbiamo riconoscere che negli ultimi anni – complice l'aumento di una non-cultura spazzatura propagata attraverso social e rete, di una oggettiva crisi economica, di difficoltà abitative e sanitarie – sono in aumento atteggiamenti razzisti e xenofobi come danni contro le proprietà, discriminazione, violenza verbale e violenza fisica, diretti verso gli stranieri immigrati, nuovi comunitari e extracomunitari.
Dobbiamo prestare molta attenzione a specifiche forme di razzismo (antisemitismo, islamofobia) e a forme derivate dall'incomprensione di contesti storici e culturali sconosciuti (per esempio contro gli Slavi dei Balcani), e all'andamento variabile dell'informazione che alterna false o parziali rappresentazioni del razzismo alla rimozione pressoché totale delle discriminazioni e delle violenze razziste.
È sempre più necessario monitorare e controllare l'uso di parole derivate da ignoranza e paura dell'altro, che inquinano i rapporti fra le persone: parole e comportamenti tossici generano valori tossici, gesti tossici, lacerando il mondo relazionale, favorendo una vera e propria regressione civile e deteriorando la qualità e la struttura del nostro stare insieme, come esseri umani. Le parole, il tono che usiamo, i gesti, le immagini, non sono mai neutrali, non sono mai strumenti inerti, ma definiscono le relazioni fra persone e i rapporti sociali.
Dati:
L'Osservatorio dell'ODIHR (Office for Democratic Institutions and Human Rights), organismo dell'OSCE (Organization for Security and Co-operation in Europe), segnala per l'Italia 494 reati di odio razziale (denunciati, processati e passati in giudicato) nel 2016 e 848 nel 2019, registrando un incremento del 71%. La maggior parte dei reati di matrice razzista e xenofoba denunciati è legata a violenze fisiche e contro la proprietà. Solo una parte esigua dei reati compiuti viene formalmente denunciata e solo una modesta percentuale delle denunce porta a una condanna.
https://hatecrime.osce.org.

Il Quinto libro bianco sul razzismo, pubblicato nel 2020 dalla associazione di promozione sociale Lunaria, segnala 7426 episodi di intolleranza e discriminazione razziale riportati tra il 2008 e il 2020 dalla stampa nazionale e locale. Si tratta in media di più di un episodio al giorno.
https://www.lunaria.org/quinto-libro-bianco-sul-razzismo-in-italia/.
L'UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), organismo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, segnala per il 2021 709 casi di discriminazione etnica e razziale (a fronte dei 545 del 2020) e 241 casi di discriminazione religiosa (183 nel 2020), 170 dei quali riferiti a episodi di antisemitismo, mentre crescono anche gli episodi di anti-islamismo e di apologia del fascismo.
https://www.unar.it.
La Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza, istituita dal Senato della Repubblica e presieduta dalla senatrice a vita Liliana Segre, ha presentato nel 2022 l'Indagine conoscitiva sulla natura, cause e sviluppi recenti del fenomeno dei discorsi d'odio, nella quale viene evidenziata la crescente diffusione di contenuti e discorsi d'odio (hate speech) nei mezzi d'informazione e sui social media ("odio online").
https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=18&id=1355283&part=doc_dc-allegato_a#_ftn372.

Suggerimenti di lettura:
Mauro Biani, La banalità del ma, People, Busto Arsizio, 2019.
Alberto Burgio, Critica della ragione razzista, DeriveApprodi, Roma, 2020.
Giuseppe Faso, Lessico del razzismo democratico. Le parole che escludono, DeriveApprodi, Roma, 2008.
Lorenzo Guadagnucci, Parole sporche. Clandestini, nomadi, vu cumprà: il razzismo nei media e dentro di noi, Altreconomia, Milano, 2010.
Annamaria Rivera, Razzismo. Gli atti, le parole, la propaganda, Dedalo, Bari, 2020.
Teun van Dijk, Il discorso razzista. La riproduzione del pregiudizio nei discorsi quotidiani, Rubbettino, Soveria Mannelli, 1994.
Disegni di Mauro Biani

https://alternativalibertaria.fdca.it/
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