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(it) France, UCL AL #349 - Sul posto, Le 93 si ribella alla truffa dello "scontro di saperi". (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Wed, 8 May 2024 07:55:40 +0300


La protesta educativa, iniziata alla fine di febbraio, ha segnato una tappa fondamentale il 30 marzo, con diverse manifestazioni in tutta Seine-Saint-Denis. Nel sud del dipartimento, i cortei di Bagnolet, Les Lilas, Montreuil e Rosny confluiscono davanti al municipio di Montreuil. Sotto i cieli piovosi, insegnanti, genitori e studenti chiedono un'istruzione pubblica di qualità accessibile a tutti. ---- Questo sabato 30 marzo, nonostante i capricci del cielo, Montreuil è stata teatro di una mobilitazione contro lo "scontro dei saperi" e la riforma scolastica di Attal. Questa riforma, inizialmente intesa a riorganizzare il sistema educativo, è diventata il simbolo delle lotte per una scuola pubblica di qualità e accessibile a tutti.

Bagnolet, ore 10, davanti al collegio Politzer: un'auto con il suono, due bambini in cappotto, tre striscioni e quattro ombrelli: folla piccola, ma determinata. Insegnanti e genitori si sono riuniti per manifestare la loro opposizione allo "smistamento scolastico". I manifesti plastificati che espongono, presentando le foto dei locali degradati del collegio Langevin a Bagnolet, lasciano meditativi: pennarelli ricoperti di muffa, muri fatiscenti, acqua stagnante sul pavimento che fa marcire le gambe dei tavoli, tante visioni dell'orrore del realtà che studenti e insegnanti affrontano quotidianamente. (nei manifesti viene menzionato l'hashtag #travailenlutte che rimanda agli account Youtube, Tiktok e Twitter che riassumono la riforma ed elencano le richieste degli insegnanti).

Approccio controproducente e scoraggiante
Prende la parola un docente universitario per illustrare la riforma di Attal. I volti stanchi accolgono in silenzio le sue parole. Non dice nulla che i manifestanti non sappiano già: la costituzione di gruppi di livello rischia di creare distorsioni molto significative. Solo pochi studenti sarebbero considerati "forti", mentre il gruppo degli studenti in difficoltà sarebbe sovraccarico. Questo approccio non è solo controproducente, ma anche scoraggiante per gli studenti in difficoltà, incidendo sulla loro autostima. Questo metodo di smistamento degli studenti pone inoltre gli insegnanti responsabili di giudicare il livello degli studenti in una situazione scomoda e difficile, ponendoli di fatto in un atteggiamento di complicità con il governo.

Dopo questo conciso discorso, nonostante la pioggia insistente e il selciato scivoloso, i manifestanti si sono messi in cammino. Quando i cortei provenienti dai quattro angoli del dipartimento si sono riuniti a Montreuil, il numero dei partecipanti è aumentato fino a quasi 500 persone, a testimonianza della forza e della determinazione del movimento.

Reminiscenze del movimento del 1998
Questa manifestazione segna il culmine di un mese di intensa mobilitazione, segnata dall'apparente indifferenza del Ministro dell'Istruzione, che minimizza la portata del movimento e ignora le legittime richieste del personale docente.

Nel dipartimento di Seine-Saint-Denis, la mobilitazione ricorda il movimento del 1998. Contrassegnata dallo slogan "Vogliamo mezzi, non siamo meno di niente", ha poi prodotto risultati significativi, tra cui l'assunzione di insegnanti e misure per le scuole in difficoltà. Ne parlavamo qui. Organizzato da un "Coordinamento degli istituti in sciopero", ha illustrato la forza dell'unità nella lotta per un'istruzione pubblica di qualità.

La mobilitazione di quest'anno è iniziata con lo stesso slogan: la richiesta di un piano di emergenza per i 93, auspicato dall'intersindacato, che richiede assunzioni, risorse aggiuntive, rinnovamento degli stabilimenti e limitazione del numero di studenti per classe... Di fronte a A causa del crescente deterioramento dell'istruzione, gli insegnanti hanno deciso di non tornare a scuola, lanciando scioperi a partire dal 26 febbraio.

Visite agli stabilimenti, riunioni e assemblee generali
Per stabilire un equilibrio di potere solido e più ampio, questo sciopero rinnovabile è stato accompagnato da una dinamica di sciopero in marcia. Gli insegnanti hanno preso l'iniziativa di incontrare i loro colleghi per convincerli a unirsi alla lotta, organizzando visite scolastiche, incontri e assemblee generali. Questa mobilitazione ha cercato di coinvolgere attivamente anche genitori e studenti, organizzando volantini nei mercati, incontri di quartiere e assemblee generali aperte a tutti.

Questa alleanza tra insegnanti, genitori e studenti ha segnato un punto di svolta nella lotta per l'istruzione. Gli scambi con le famiglie hanno rivelato una profonda consapevolezza politica, che collega i problemi incontrati a scuola con problemi sociali più ampi, come il crollo dell'ospedale pubblico o le conseguenze dei Giochi Olimpici sulla città. Questa mobilitazione ha quindi trasceso la questione dei mezzi per diventare una lotta politica globale contro gli attacchi neoliberisti del governo.

Le assemblee generali hanno svolto un ruolo centrale in questa mobilitazione, fornendo uno spazio di discussione e deliberazione sulle richieste e sulle strategie da adottare. Questa riappropriazione di metodi progressisti di lotta, come l'autorganizzazione e l'alleanza con la popolazione, costituisce un risultato importante per la lotta attuale e futura. Unendosi, studenti, genitori e insegnanti dimostrano di essere pronti ad accettare la sfida di difendere un'istruzione pubblica di qualità, affrontando al contempo i problemi sociali più ampi che colpiscono le classi lavoratrici.

"Moula, per il 9-3"
Alle manifestazioni hanno partecipato i sindacati Solidaires, CGT e FSU, organizzazioni politiche come il PCF, l'NPA, la LFI, l'UCL e l'associazione dei genitori FCPE. Tra gli slogan scanditi con forza durante la manifestazione: "Du fric, du fric, pour la public school", "Du pèze, du pèze, pour le 93", "De la moula, pour le 9-3" e "De la moula , pour le 9-3" e "Du pèze, du pèze, pour le 93", Attal, prepara il tuo piano sociale". Tante le grida di mobilitazione che esprimono il rifiuto delle politiche di austerità che hanno un impatto diretto sull'istruzione. Questo perché al di là di questa riforma, la questione della mancanza di risorse è al centro delle preoccupazioni. Aule chiuse, insegnanti che scoprono gli orari la mattina stessa, locali fatiscenti... Al Politzer College, le aule tecnologiche sono allagate e nell'aula di musica il pianoforte ha ormai i piedi nell'acqua...

Sulla piazza del municipio di Montreuil, al termine della manifestazione, sulle note di La Foule di Édith Piaf, una donna canta una canzone di protesta mentre la nebbia viola del fumo si disperde nel vento. Alcuni manifestanti hanno i tamburelli, altri battono le mani e il cielo si svela.

Soldi per un'istruzione pubblica equa e di qualità! Solidarietà agli studenti e agli insegnanti! Pieno sostegno alle richieste del movimento!

Nasham (UCL Montreuil)

https://www.unioncommunistelibertaire.org/?Le-93-se-souleve-contre-l-escroquerie-du-choc-des-savoirs
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