A - I n f o s

a multi-lingual news service by, for, and about anarchists **
News in all languages
Last 30 posts (Homepage) Last two weeks' posts Our archives of old posts

The last 100 posts, according to language
Greek_ 中文 Chinese_ Castellano_ Catalan_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Francais_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Türkurkish_ The.Supplement

The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Türkçe_
First few lines of all posts of last 24 hours

Links to indexes of first few lines of all posts of past 30 days | of 2002 | of 2003 | of 2004 | of 2005 | of 2006 | of 2007 | of 2008 | of 2009 | of 2010 | of 2011 | of 2012 | of 2013 | of 2014 | of 2015 | of 2016 | of 2017 | of 2018 | of 2019 | of 2020 | of 2021 | of 2022 | of 2023 | of 2024

Syndication Of A-Infos - including RDF - How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups

(it) Italy, FAS Sicilia Libertaria: Bandiera bianca o dell'arte della resa (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Fri, 26 Apr 2024 10:12:02 +0300


I pusillanimi hanno gridato allo scandalo, mentre i costruttori di armi si sono mossi rapidamente con il ministro accolito per far dichiarare alla presidente con l'elmetto che non era nei piani italiani ritirarsi dall'appoggio armato all'Ucraina che lotta contro la Russia di Putin, l'invasore, a cui vendono armi nuove di zecca (Crosetto ha appena dichiarato che sono già a 450 milioni di euro), mentre lo stato italiano gli regala quelle vecchie e quasi inutili. E tutto questo perché il papa argentino, rispondendo a metà marzo a un giornalista svizzero, parlava di accordo, mettendoci dentro un riferimento alla "bandiera bianca", tanto che lo stesso Vaticano si è sentito in dovere di precisare, alludendo implicitamente all'incomprensione linguistica del papa venuto da lontano. Come se nella lingua spagnola l'espressione non esistesse e il papa non fosse gesuita. Persino l'esperto in geopolitica trasferitosi permanentemente dalla Gruber, Caracciolo, si è premurato a sottolineare che se uno si arrende, non ha più niente da "dialogare" con il nemico, dimenticando che accanto alla "resa incondizionata" esiste anche una figura contraria, la "resa condizionata", in cui a un tavolo, con o senza mediatori, si discutono i termini in cui questa si possa realizzare (pensiamo a un armistizio, per esempio). Il fatto è che anche Caracciolo, come il papa, sa che le possibilità dell'Ucraina di vincere la guerra non ci sono e nemmeno le speranze che il dittatore russo venga deposto dalla sua stessa popolazione, e non dopo la vittoria travolgente nelle elezioni realizzate a punta di mitra.

Agli italiani appassionati di musica, il riferimento alla bandiera bianca può ben ricordare la canzone di Battiato, quando allude precisamente a essa di fronte agli uomini di potere: ma in quelli più antichi la memoria potrebbe andare alla poesia di Arnaldo Fusinato dedicata a Venezia ridotta allo stremo dopo la lunga resistenza contro l'Austria: Il morbo infuria, il pan ci manca, sul ponte sventola bandiera bianca! Questo grido sembra alludere più a un "non ce la facciamo più" che a una resa, ma questo significato non rimane completamente in sordina. Storicamente, la bandiera bianca, nel contesto di un conflitto bellico, può avere vari significati: resa, evidentemente, ma anche richiesta di tregua o, addirittura, un segnale di pace. Non sappiamo cosa passava per la testa del papa, ma al di là delle interpretazioni, più o meno ideologicamente interessate, il contesto del riferimento ci sembra chiaro quando dice: "È più forte chi vede la situazione, chi pensa al popolo, chi ha il coraggio della bandiera bianca, di negoziare. Oggi si può negoziare con l'aiuto delle potenze internazionali. La parola negoziare è coraggiosa. Quando vedi che sei sconfitto, che le cose non vanno, occorre avere il coraggio di negoziare. Hai vergogna, ma con quante morti finirà?".

Sembra che l'argentino, quando vuole, non abbia peli sulla lingua e non si risparmi di esprimere quello che molti pensano da tempo e che, in generale, tacciono per non andare controcorrente, rovinoso se sei un giornalista o un politico, visto l'andazzo governativo. Ma c'è anche un trasfondo culturale che considera negativa l'idea dell'arrendersi, attitudine che si cerca di inculcare ai bambini fin dall'infanzia, insieme alla bontà di una certa aggressività, mentre alle bambine si procede in senso contrario, accettare di cedere e fare di questo cedimento un valore. Da questo derivano le liti fra i maschi e i giochini a chi piscia più lontano, fino alla logica maschile della stessa guerra, con il suo corollario: arrendersi è un comportamento da codardi. Il che farebbe ridere, se non ci fossero migliaia di morti in mezzo, mentre la Meloni si mette l'elmetto, imitando il suo idolo nero. Al contrario, ci vuole molto coraggio a stendersi a terra disarmati di fronte ai fucili, vedi la nostra Maria Occhipinti di Ragusa, durante il Non si parte, o Jan Palach a Praga di fronte ai carri armati russi, o come i giovani di Tienanmen.

Ce ne vuole di coraggio per rifiutare la guerra e sacrificarsi di persona contro i soprusi. Non stiamo facendo una apologia della resa o della passività come stile di vita o lotta, ma insinuare, come insegnano i manuali della guerra, che una strategia che non includa la possibilità di un accordo sia tendenzialmente irrazionale, soprattutto quando una delle parti in causa dispone di molti più uomini e armi sofisticate. Infatti, in verità, a pochi mesi dall'inizio dell'invasione, ucraini e russi stavano a un passo dal firmare in Turchia un accordo che prevedeva di cedere definitivamente la Crimea alla Russia e sedersi a un tavolo per decidere le sorti del Donbass. Fu in quel momento che il capo del governo inglese si precipitò a Kiev per dissuadere Zelenski dal firmare.

Che è come dire: il piano delle potenze occidentali e la Nato aveva una sua razionalità che sacrificava, come stiamo vedendo, l'Europa per dissanguare la Russia e ridurre la sua influenza mondiale. Come sappiamo la cosa non sta funzionando e chi sta emergendo come potenza mondiale è la Cina e, in parte, l'India. Perché delle due una: considerando che le possibilità dell'Ucraina di vincere la guerra non ci sono, anche con l'appoggio dell'Occidente, o si arriva presto a un concordato, magari cedendo i territori russofoni occupati dalla Russia, o la Nato interviene con uomini e armi più potenti, e l'Europa dietro, e la quarta guerra mondiale sarà ben servita.

Di questa disgiuntiva anche la Meloni sembra cosciente, per lo meno quando conversa per telefono con i comici russi, ma non può certo gridarlo ai quattro venti per non doversi contraddire e frustrare il suo elettorato e, ancor di più, i suoi finanziatori produttori di armi. Così, seguendo il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, che dichiara "se vogliamo la pace prepariamoci alla guerra", la presidente del nostro governo ripete criminalmente come un pappagallo: "La pace non si costruisce con i sentimenti e le buone parole, ma con la deterrenza". Sembra che non abbiamo imparato nulla dalla storia o, meglio, giochiamo a chi c'è l'ha più lungo, tanto chi ne soffre le conseguenze sono le masse succubi, che magari li hanno anche votato! (la metafora genitale si presta bene alla presidenta con l'elmetto!).

Al contrario, quando non ci sono altri sbocchi e la gente continua a morire a migliaia, "piegarsi", significato incluso nell'etimologia, può essere paradossalmente un atto intelligente e persino tattico, nel senso del detto siciliano cálati juncu, ca passa la china (piegati giunco che passa la piena), per poi rialzarsi quando si è più forti o trovato una via differente della guerra per risolvere i conflitti. Purtroppo, nel caso specifico della guerra tra Occidente e Russia, tramite la povera Ucraina che ci mette i morti e la distruzione del suo territorio, fra i capi e capetti manca precisamente il coraggio di arrendersi. "In quest'epoca di pazzi ci mancavano gli idioti dell'orrore...", cantava Battiato!

https://www.sicilialibertaria.it/
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe https://ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
A-Infos Information Center