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(it) Italy, FDCA, Cantier #24: LE COSPIRATRICI. - Rivoluzionarie russe di fine Ottocento. Lettere e memorie di Olimpia Kutuzova Cafiero. - Martina Guerrini - BFS edizioni, 2016. (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Tue, 9 Apr 2024 08:01:21 +0300


Le vicende del movimento rivoluzionario russo di metà Ottocento sembrano uscire da una trama di Dostoevskij, mentre sono state esse stesse di ispirazione alla grande letteratura dell'epoca. ---- La storiografia dei movimenti sociali ha spesso tradito il ruolo delle rivoluzionarie, eludendone il protagonismo, o al contrario ne ha celebrato la presenza per sottolinearne gli aspetti di conflitto, aperto o implicito, con la parte maschile rivoluzionaria. ---- Pur essendo talvolta vere entrambe queste prospettive, ciò che si perde è la visione di insieme che appare nella relazione, difficile o paritaria, a seconda dei contesti storici analizzati, tra rivoluzionarie e rivoluzionari. Il tentativo di questo mio lavoro è dunque quello di restituire la profondità del processo rivoluzionario russo antizarista - in particolare tra il 1860 e il 1881- intrecciando tutti i protagonisti che si agitavano nel sottosuolo.

Le ricerche storiche confermano la rilevanza e l'originalità di tale esperienza, e il mio testo, suddiviso in tre parti, ne offre uno spaccato significativo, attraverso due saggi e i racconti autobiografici dell'anarchica russa Olimpia Kutuzova Cafiero.

Lo sfondo sociale di quel processo unitario che prende il nome di populismo russo è quello dell'obshcina, la tradizione comunitaria e cooperativa del mondo contadino russo che era una realtà del tutto inedita per il resto dell'Europa ottocentesca. Tale nucleo sociale era caratterizzato da una rigida struttura patriarcale che pure esercitò un fascino sulle avanguardie politiche che vi intravedevano il sostrato concreto e possibile di una società di eguali al di fuori e contro l'oppressione statale.

Essa fu al centro del dibattito ideale tra Marx, che ebbe su di essa posizioni diverse fino a prospettarne la difesa da parte rivoluzionaria, e Bakunin che ebbe a sottolinearne da subito e con maggior senso critico gli aspetti negativi e reazionari del suo carattere conservativo e esplicitamente patriarcale.

La relazione con il mondo contadino russo divenne il cuore di riflessioni e pratiche di una nuova generazione di giovani donne e uomini, impegnati a sollevare il popolo contro il giogo zarista.

Nel mondo femminista, in particolare, si divaricavano e acuivano contrasti insanabili tra le nichiliste e le liberali: quest'ultime, dirette dal triumvirato di Marja Vasil'evna Trubnikova, Nadezda Vasil'evna Stasova e Anna Pavlovna Filosofova, cercavano di riformare il sistema scolastico, contrastando l'analfabetismo femminile, attraverso una costante pressione sullo zar per ottenere l'accesso all'istruzione superiore per le donne più colte; al contrario, le giovani radicali di orientamento nichilista, come la matematica Sof'ja Vasil'evna Kovalevskaja e la futura zaricida Sof'ja Perovskaja, utilizzavano le scuole femminili per propagandare idee rivoluzionarie tra le donne, in una rivolta individuale che coinvolgerà la famiglia e il matrimonio, definito come fonte di "anni di deludente noia e tirannia domestica".

In entrambi i casi, grazie all'impegno di questi gruppi femministi, iniziavano a intrecciarsi fitte reti di associazioni di autoaiuto, seppure con differenti finalità, come scuole, iniziative editoriali, circoli professionali, tipografie autogestite, da subito oggetto di una durissima repressione statale.

Lo scontro aperto con le riformiste liberali aveva al centro il rifiuto nichilista della dimensione della beneficenza e del filantropismo caritatevole, «spostando in profondità la riflessione all'interno della sfera privata, nella famiglia, all'interno del matrimonio, nelle relazioni sessuali», e in un secondo momento, in quelle sociali. «Chi ha bisogno di filantrope e patronesse?» si chiedevano sarcasticamente le nichiliste.

E' indiscutibile che il progetto liberale non ebbe alcuna possibilità di incidere, a causa della sua incapacità di affrontare, prima ancora che risolvere, le drammatiche condizioni di vita delle donne povere, come ebbe ad ammettere davanti alle due figlie - ormai convinte rivoluzionarie - la stessa Marja Trubnikova, riconoscendo la futilità dei gruppi di pressione riformisti in un regime autocratico e reazionario come quello zarista.

Nel frattempo, la radicalizzazione degli uomini e delle donne, a seguito della feroce persecuzione dello stato russo, impresse un'accelerazione alle urgenti istanze di giustizia sociale e di liberazione dallo zarismo, che saranno il cuore del populismo nascente.

L'evento più noto, e tra i più significativi, della nascita del populismo russo è senza dubbio l'andata al popolo del 1874, ovvero l'estate nella quale studentesse e studenti si riversarono nella campagne russe, organizzando una attivissima campagna propagandistica tra i contadini per sollevarli contro lo zar. Quella campagna, nota anche come la folle estate, divenne il primo passo del movimento rivoluzionario russo, ed ebbe il suo culmine con l'attentato di Vera Zasulic contro l'odiato efferato governatore di Pietroburgo, il generale Trepov, nel 1878.

Il gesto di Vera Zasulic, ben al di là della sua volontà, apriva la fase cospirativa, clandestina e terrorista del movimento - la sua discesa nel sottosuolo - che si concluderà con l'assassinio nel marzo 1881 dello zar Alessandro II, e con il capestro per i suoi attentatori.

L'attentato, messo in atto con tecniche di guerriglia partigiane, sarà organizzato e diretto dalle donne, che rappresentavano un terzo della direzione del movimento clandestino della Narodanja Volja, al quale contribuivano anche da un punto di vista teorico, su posizioni prevalentemente anti-giacobine, non rinnegando in alcun modo la necessità di una lotta armata.

La vicenda delle nichiliste e delle populiste russe ha senza alcun dubbio avuto carattere cosmopolita e transnazionale. La biografia di Olimpia Kutuzova, detta Lipa, è forse uno degli esempi più chiarificatori del legame tra il movimento rivoluzionario russo e quello italiano. Appartenente alla stretta cerchia di associati di Bakunin - contesto nel quale conoscerà e si legherà sentimentalmente al giovane rivoluzionario Carlo Cafiero - Lipa sarà tra le protagoniste dell'andata al popolo e delle azioni di collegamento e sostegno degli attentati terroristici antizaristi.

La sua vita - restituita anche dalla pubblicazione inedita, all'interno del mio lavoro di ricerca, di due racconti autobiografici, corredati da fotografie e riproduzioni dell'epistolario e di alcune cartoline - sarà divisa tra la Russia e l'Italia, paese nel quale rientrerà rocambolescamente, nel 1883, dopo un'incredibile evasione dalla residenza coatta a Ishim, in un estremo tentativo di evitare a Cafiero l'internamento manicomiale.

In conclusione è possibile, attraverso la ricostruzione delle biografie delle rivoluzionarie e dei rivoluzionari russi della seconda metà dell'Ottocento, comprendere il legame internazionale di una storia complessa che si sviluppa e dipana attraverso le origini del femminismo radicale russo, la nascita del movimento rivoluzionario europeo e lo sviluppo del socialismo in Italia.

Martina Guerrini

Riferimenti sitografici:

https://lnx.bfs.it/edizioni/index.php

https://martinaguerrini.wordpress.com

http://alternativalibertaria.fdca.it/
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