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(it) France, UCL AL #346 - Violenza di genere e sessuale: 11 gennaio 2024, mobilitazione femminista (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Fri, 8 Mar 2024 08:16:28 +0200
Dopo lo scandalo del "caso Depardieu" e le dichiarazioni di Emmanuel
Macron, il collettivo di associazioni e sindacati femministi
#feministstrike ha indetto per questo 11 gennaio manifestazioni davanti
ai tribunali o alle prefetture con lo slogan: "Mantenete il vostro
vecchio mondo, vogliamo uno senza violenza sessista e sessuale". ---- Il
programma televisivo "Complément d'énquête" ha recentemente evidenziato
i commenti e le azioni totalmente inaccettabili di Depardieu nei
confronti delle donne, rilanciando sui media la sua accusa nel 2020 per
stupro e violenza sessuale.
L'elenco delle persone implicate non fa che allungarsi: pensiamo in
particolare al caso di Benoit Jacquot denunciato da Judith Godrèche. Ciò
fa emergere problematiche che vanno oltre il semplice caso individuale:
le violenze sessuali commesse da celebrità spesso sono note a tutti, e
il sistema le tutela. Non possiamo quindi che accogliere con favore il
contro-tribunale firmato da 600 artisti in risposta a quello dell'élite
della settima arte pubblicato su Le Figaro che temevano la fine della
carriera di Depardieu.
Ma del resto, al massimo vertice dello Stato, era già stato deciso:
"Gérard Depardieu rende orgogliosa la Francia", "vige la presunzione di
innocenza". Grande ammiratore dell'attore, Emmanuel Macron denuncia una
presunta "caccia all'uomo". Nemmeno una parola per le vittime... Oggi
potremmo qualificare il Presidente della Repubblica come difensore dei
presunti attentatori. In ogni caso, questo non è il suo primo tentativo.
Ricordiamo il caso Darmanin, o quello di Nicolas Hulot quando screditò
le femministe paragonandole a una "società dell'Inquisizione"
trasformandole in carnefici.
Invalidando le parole delle vittime che denunciano queste parole e
queste azioni, Emmanuel Macron può distruggere le speranze di
riconoscimento del danno subito e i tentativi di ricostruzione di queste
donne. Come il suo primato politico in questioni di grande causa
nazionale, autoproclamato leader nella lotta contro la violenza sulle
donne, ha svuotato ancora una volta questa necessità assoluta del suo
significato.
Un'inversione degli stigmi dannosi
Il 25 novembre eravamo ancora in migliaia nelle strade per influenzare
il corso degli eventi chiedendo mezzi per combattere la violenza contro
le donne e le minoranze di genere. Molti di noi se ne occupano
quotidianamente, perché purtroppo l'esercizio della violenza non è solo
responsabilità di potenti e personaggi pubblici.
Ma a differenza dei predatori anonimi di tutti i giorni, gli aggressori
noti, attraverso la loro influenza e notorietà, legittimano la codardia
e la violenza di tutti gli altri come norme sociali accettabili.
L'8 marzo saremo di nuovo in piazza, in particolare per denunciare la
violenza esercitata dai nostri capi e dai nostri superiori gerarchici
attraverso le nostre condizioni di lavoro, la cattiva gestione delle
molestie e della violenza nelle aziende e nelle istituzioni. Resta il
lavoro domestico gratuito per le donne. Il patriarcato è così abituato a
contare su di esso che quando le donne continuano il lavoro che già
svolgono a casa retribuito, sono sottopagate, insicure, maltrattate e la
loro funzione sociale svalutata.
Non lo accettiamo ed è per questo che non ci arrenderemo.
Anne (UCL Montpellier)
https://www.unioncommunistelibertaire.org/?Violences-sexistes-et-sexuelles-11-janvier-2024-mobilisation-feministe
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