|
A - I n f o s
|
|
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists
**
News in all languages
Last 30 posts (Homepage)
Last two
weeks' posts
Our
archives of old posts
The last 100 posts, according
to language
Greek_
中文 Chinese_
Castellano_
Catalan_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Francais_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkurkish_
The.Supplement
The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
First few lines of all posts of last 24 hours
Links to indexes of first few lines of all posts
of past 30 days |
of 2002 |
of 2003 |
of 2004 |
of 2005 |
of 2006 |
of 2007 |
of 2008 |
of 2009 |
of 2010 |
of 2011 |
of 2012 |
of 2013 |
of 2014 |
of 2015 |
of 2016 |
of 2017 |
of 2018 |
of 2019 |
of 2020 |
of 2021 |
of 2022 |
of 2023 |
of 2024
Syndication Of A-Infos - including
RDF - How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
(it) Sicilia Libertaria 2-24: Relativismo: Ribelli giuridici: il caso zapatista in Messico (4) (ca, de, en, pt, tr) [traduzione automatica]
Date
Sun, 3 Mar 2024 08:02:02 +0200
Il percorso di ricerca che mi ha condotto dall'Italia alla Bolivia e
poi, tra altre nazioni, al Messico, inseguendo le tracce di un possibile
pluralismo giuridico interno a società con popolazioni indigene, nazioni
con lingue, culture e norme proprie, arriva, finalmente, in Chiapas, là
dove la ribellione di un popolo ha prodotto spazi di libertà
autogestita, senza feticizzare il passato e guardando al futuro. Alcuni
dati indispensabili: nel 1994, nello stato messicano del Chiapas, gruppi
di indigeni organizzati si ribellarono al dominio e controllo dello
stato messicano, creando un movimento di resistenza locale e anche
ispirando altri gruppi indigeni a organizzarsi. Come dichiarava il
subcomandante Marcos, non si trattava della presa del potere, ma "appena
qualcosa di più difficile: un mondo nuovo". Trent'anni dopo, la regione
Lacandona ha visto svilupparsi nuove forme di socialità, basate in gran
parte sulla tradizione indigena, compresa l'organizzazione di forme
proprie di amministrare la giustizia. Tutto questo è stato possibile,
grazie a strategie multiple di lotta e comunicazione, riuscendo ad avere
l'appoggio anche di parte della popolazione messicana non indigena e,
ancor più, nel mondo occidentale, specialmente quello che vedeva nella
lotta zapatista, un esempio da seguire. Una delle caratteristiche più
importanti del sistema sociale e politico che si è andato costruendo in
questi trent'anni riguarda la gestione del potere, tendenzialmente
orizzontale, dove gli incaricati di gestire la vita pubblica, che durano
in carica tre anni, non decidono ma, in quanto rappresentanti, eseguono
le decisioni che la comunità locale ha preso e di cui controlla
l'esecuzione: "Comandare obbedendo", è la regola chiave di questo sistema.
La completa esclusione dello stato dalla vita comunitaria, a volte
difesa anche con le armi, è stata la condizione per la produzione di un
modello nuovo di società, anche se non è stato facile, dato che le
società indigene originarie si andarono trasformandosi lungo i secoli di
dominazione coloniale e repubblicana, tanto che le culture attuali sono
il risultato di mescolanze e sincretismi, di imposizioni ma anche di
resistenze e appropriazioni di elementi culturali stranieri impiantati,
più o meno coscientemente, sull'ordito delle culture tradizionali,
riuscendo a mantenere in gran parte le loro identità, lingue e culture
di base. Per questo, al momento di pensare il futuro, gli zapatisti si
sono trovati nella necessità di produrre modelli di gestione alternativi
che, senza tradire il passato, potessero servire per gestire le nuove
realtà. È innegabile in questo processo il contributo del subcomandante
Marcos, che ha impersonato le differenti tradizioni utopiche, tanto
indigene come di derivazione libertaria.
Per quanto riguarda l'amministrazione della giustizia, il sistema
zapatista che si è andato affinando durante questi trent'anni, si
struttura in tre livelli sovrapposti di funzionamento interno, anche se
è aperto al confronto e anche allo scontro con il sistema nazionale
messicano. Il livello più basico riguarda delitti minori, come furti o
offese, litigi tra vicini e anche fra coniugi, ubriachi scandalosi, ecc.
Di questi problemi si incaricano le autorità comunali elette, anche se,
in casi complicati, si ricorre all'assemblea comunale, che difende
fondamentalmente il buon andamento della vita della comunità locale. Non
sempre i problemi vengono risolti in modo soddisfacente dall'assemblea,
per cui si può ricorrere a una Commissione di Onore e Giustizia,
nominata specificamente. A questa si ricorre anche quando i problemi
coinvolgono più di una comunità, anche se l'ultima istanza è
rappresentata dalla Giunta del Buon Governo, l'organizzazione generale
delle comunità. È questo il livello che si occupa anche dei casi che
coinvolgono individui non zapatisti o altre organizzazioni politiche e,
naturalmente, il governo non indigeno della regione (questioni
politiche, conflitti attivi e dispute di terra). Infine è importante
risaltare che, quando si tratta di problemi domestici o che, in
generale, coinvolgono le donne, questi sono trattati dalle sole donne
che compongono le varie istanze di giustizia.
In generale, la funzione che queste istituzioni svolgono è di mediazione
dei conflitti, spingendo gli attori coinvolti a mettersi d'accordo nelle
diatribe. In caso di condanna, le pene raramente sono di reclusione e,
in questi casi, si tratta di una stanza o capanna aperta per i pochi
giorni di punizione. Nella maggior parte dei casi la pena consiste in
lavoro da svolgere per la comunità o nel pagare una quantità di denaro
per risarcire chi è stato vittima dell'azione trasgressiva. Anche in
caso di condanna a periodi ampi di lavoro comunitario, in caso di
necessità, si permette al condannato di ritornare ai propri campi per
non danneggiare la sua famiglia. Anche se sembra secondario, occorre
rilevare che tutti questi procedimenti si realizzano in lingua indigena
locale, essendo questo uno dei problemi maggiori che affrontano gli
indigeni quando finiscono, con o senza ragione, nelle maglie del sistema
nazionale di giustizia. Ed è gratuito, altro elemento importante, dato
che, come in molti paesi, sono i poveri che maggiormente finiscono nelle
carceri statali. Infine, la differenza fra il sistema statale di
giustizia e quello zapatista è tanto evidente che, spesso, anche i
contadini non indigeni si rivolgono a quest'ultimo, ottenendo, nei casi
in cui interviene o è già intervento il sistema statale, appoggio e
assistenza, particolarmente quando rimangono vittime della polizia
statale o regionale. Il riferimento alla polizia messicana risulta
necessario, considerando che si tratta di corpi storicamente violenti e
simbolo della repressione dello stato per i settori sociali ed etnici
più poveri della popolazione. Infatti, da anni è in corso in tutti i
territori indigeni una lotta per limitarne i poteri. In Chiapas è stata
letteralmente abolita, sostituita da "ronde" indigene di membri della
comunità che prestano questo servizio in modo volontario e rotatorio.
Evidentemente, tutto questo è stato possibile grazie alle conquiste
politiche che gli zapatisti hanno portato avanti, riuscendo a mantenere
il proprio territorio e conseguendo che lo stato terminasse, non certo
con entusiasmo, col riconoscere il valore del loro sistema giuridico
autonomo. Questa condizione di autonomia, difesa anche con le armi, si
dimostra necessaria per riuscire a produrre e mantenere le proprie
regole di convivenza, come lo ha dimostrato anche il caso siriano del
Rojava. Questi casi ci indicano che la lotta per l'autonomia giuridica
e, in generale, politica e sociale, è possibile anche di fronte allo
stato, che può essere piegato ad accettare le differenze, chiaramente di
gruppo e non individuali; mentre in termini regionali o comunali, una
volta conquistato un sufficiente grado di autonomia, questa possibilità
sarebbe una contraddizione antropologica, dato che ogni struttura
sociale, anche nuova e libertaria, ha bisogno di un minimo di coesione e
di regole comuni.
(Per approfondire: Rebrii, Anne (2020): "Zapatistas: lecciones de
auto-organización comunitaria" (https://www.opendemocracy.net);
Gasparello, Giovanna (2017): "Nuestra justicia es la alegría del
corazón. Justicias indígenas e interculturales en el sur de México".
Revista de Paz y Conflictos, X-2: 143-164).
Emanuele Amodio
https://www.sicilialibertaria.it/
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe https://ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
- Prev by Date:
(it) Greece, APO, land & freedom: Manifestazione contro il nuovo codice penale (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
- Next by Date:
(it) Italy, FDCA, il Cantiere #23: Solidarietà oltre i confini - Pace e autodeterminazione per i popoli del Medio Oriente - Alfio Nicotra, Copresidente nazionale Un Ponte Per. (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
A-Infos Information Center