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(it) Italy, FDCA, il Cantiere #23: YEMEN - L'escalation della guerra - Iene Anarchiche (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Thu, 29 Feb 2024 09:16:08 +0200
Nella notte del 12 Gennaio, gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno
lanciato una massiccia offensiva sul territorio yemenita come risposta
contro gli attacchi degli Houthi verso quelle navi mercantili israeliane
- o dirette verso quello Stato - transitanti tra il Golfo di Aden e il
Mar Rosso. Il comandante dell'aeronautica statunitense Alex Grinkiewicz
ha riferito che sono stati colpiti più di 60 obiettivi militari in 16
località.
Diverse basi militari e campi d'aviazione degli Houthi sono finiti sotto
il fuoco britannico-statunitense - compresa una base militare vicino
all'aeroporto di Sanaa, capitale dello Yemen. Come riportato dalla
CNN,(1) un alto funzionario militare statunitense ha dichiarato che gli
attacchi hanno distrutto una parte significativa delle strutture
militari degli Houthi.
L'offensiva è stata condotta da aerei, navi e sottomarini; in totale
sono stati utilizzati più di 100 munizioni di precisione, tra cui
missili da crociera Tomahawk.
Dopo gli attacchi missilistici contro gli Houthi, il prezzo del greggio
Brent è aumentato del 4,1%, arrivando a 78 dollari al barile. Secondo
Saul Kavonich,(2) analista del MST Marquee, un'eventuale interruzione
delle forniture petrolifere presso lo stretto di Bab el-Mandeb potrebbe
"essere tre volte superiore a quello della crisi petrolifera degli anni
Settanta e più del doppio di quello della guerra in Ucraina sui mercati
del gas, con conseguenze sulle catene di approvvigionamento e sui
livelli delle scorte già fragili."
L'Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) stima (3) che
fino ad un quarto del traffico marittimo mondiale passi lungo questa
rotta - equivalente a diversi miliardi di tonnellate di merci ogni
anno-, mentre secondo la U.S. Energy Information Administration, in
quella parte di mare passano circa 4,5 milioni di barili di petrolio al
giorno (provenienti dai paesi del Golfo Persico e dell'Asia).
Gli attacchi degli Houthi, intensificatisi negli ultimi mesi, hanno
spinto i maggiori trasportatori di merci in container via mare, tra cui
il leader mondiale "Maersk", ad abbandonare questa rotta e spostarsi
nella circumnavigazione dell'Africa - trascorrendo dieci giorni in più
rispetto a prima.
Secondo Jonathan Panikoff, ex ufficiale dell'intelligence statunitense e
analista presso l'Atlantic Council Center, è improbabile (4) che
l'offensiva alle strutture militari degli Houthi porteranno ad una
cessazione immediata degli attacchi alle navi mercantili.
Guerre tra capitalisti
Dall'inizio della strage in Palestina, gli Stati Uniti e i loro alleati
della NATO hanno ripreso vigore in Medio Oriente e parte del Mar Rosso.
Il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha dichiarato (5) che
gli attacchi missilistici erano "difensivi" e "una risposta diretta agli
attacchi senza precedenti degli Houthi," mentre il portavoce della
Casa Bianca, Kirby, ha detto che gli Stati Uniti non sono interessati
"ad un conflitto con lo Yemen".
La guerra trentennale che si combatte in Yemen ha visto la discesa in
campo degli USA, Arabia Saudita e Regno Unito contro questi ribelli e,
più in generale, contro la popolazione yemenita - compiendo innumerevoli
stragi e distruzioni.
A livello globale, invece, gli attacchi in Yemen, insieme alla morte di
Abu Taqwa al Said a Bagdad e i ripetuti scontri in Siria e Iraq tra
truppe statunitensi e gruppi armati riforniti dall'Iran, si inseriscono
in uno scontro sempre più alto tra gli alleati di USA-UE-NATO e quelli
del duo Russia-Cina.
La strategia statunitense è quella di eliminare gli alleati militari
dell'Iran in tutto il Medio Oriente e, de facto, isolandola da questo
contesto geografico e spingendola a dipendere unicamente dalla Cina e
Russia. Gli accordi presi ad Aprile tra Iran e Arabia Saudita dello
scorso anno (6) probabilmente salteranno.
La dirigenza cinese, dal canto suo, ha invitato gli USA e il Regno Unito
a rispettare la sovranità territoriale degli Stati che si affacciano tra
il Mar Rosso e il Golfo di Aden, mentre la Russia, invece, ha accusato
Londra e Washington di aver violato la carta dell'ONU a seguito di
questi attacchi in Yemen.
Il timore dei governi di Mosca e Pechino è la perdita dell'influenza
politico-economico-militare in quella parte di mondo - a favore degli
USA-NATO-UE. Ciò si traduce nel seguente modo: la Russia, dopo quasi due
anni di guerra in Ucraina, si ritrova a dover commerciare sotto embargo
con la Cina e i suoi alleati (Iran compresa); la Cina, invece, teme che
una possibile escalation tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden possa
mettere in pericolo i suoi accordi commerciali ed economico-finanziari
con l'Egitto di al-Sisi.
Appare chiaro come la guerra e la finta opposizione a quest'ultima da
parte dei governi e dei loro alleati borghesi siano misure atte a
riprodurre e rinnovare le condizioni materiali capitalistiche - tramite
la distruzione (tramite stragi e genocidi) e lo sfruttamento di
territori considerati geograficamente strategici (come il Mar
Rosso-Golfo di Aden nel nostro caso).
Nel mondo della merce non c'è spazio per i sentimenti di pace e
prosperità globali. Anzi. Solo una parte di questa popolazione potrà
giovare di ciò. E quando questa verrà minacciata, come accade nel nostro
caso, allora l'intervento sarà spietato e radicale.
Chi pagherà pegno di tutto questo stato di cose sarà quella popolazione
umana che si sorbirà la propaganda mediatica e/o, nel peggiore dei casi,
i proiettili e i missili di questa aberrazione sistemica
statal-capitalistica.
Note
1)
https://edition.cnn.com/2024/01/11/politics/us-strikes-houthis-yemen/index.html
2)
https://www.oedigital.com/news/510735-oil-prices-rise-over-2-5-after-us-uk-strikes-in-yemen
3)
https://www.nationalgeographic.it/perche-lo-stretto-di-bab-elmandeb-e-cosi-importante-per-l-economia-mondiale
4)
https://www.atlanticcouncil.org/content-series/fastthinking/will-us-uk-strikes-against-the-houthis-halt-their-red-sea-aggression/
5)
https://www.theguardian.com/world/2024/jan/12/us-uk-air-strikes-yemen-houthi-rebels-red-sea-crisis
6)Vedere il paragrafo "Il cambiamento della strategia politica estera
saudita" in "Normalizzare il regime di Bashar al-Assad. La Siria, la
Lega Araba e il processo controrivoluzionario", 15 Giugno 2023.
Normalizzare il regime di Bashar al-Assad. La Siria, la Lega Araba e il
processo controrivoluzionario | Gruppo Anarchico Galatea (noblogs.org)
http://alternativalibertaria.fdca.it/
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