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(it) Sicilia Libertaria 2-24: AMBIENTE CIBO CLIMA - SULLA CARNE SINTETICA (ca, de, en, pt, tr) [traduzione automatica]

Date Wed, 28 Feb 2024 07:41:44 +0200


Singapore prima, Israele e Paesi Bassi poi, Stati Uniti e Regno Unito oggi, sono questi gli stati in cui al momento è possibile consumare carne sintetica o, come preferisce chiamarla chi la produce, carne coltivata. La carne sintetica si ottiene in laboratorio con una serie di passaggi che prevedono: il prelievo di cellule staminali da un animale per mezzo di una biopsia; la coltivazione delle cellule prelevate su un supporto adeguato, che orienti la crescita consentendo l'acquisizione di una struttura tridimensionale (ottenere una bistecca è più difficile che non ottenere un hamburger) e permetta il passaggio del mezzo di coltura che deve favorire la proliferazione cellulare e consentire la differenziazione delle cellule staminali in cellule muscolari ed adipose; l'aumento di dimensione del prodotto all'interno di bioreattori nei quali le condizioni di crescita sono tenute sotto controllo.

La corsa alla produzione di carne sintetica è iniziata e tutti vogliono essere i più bravi, i primi della classe, i più etici perché come dicono gli olandesi di Bistro in vitro (il primo ristorante del futuro che propone un menu concettuale dove si possono vedere piatti virtuali di carne in vitro, creato dall'artista e filosofo olandese Koert Mensvoort): "Ora che la popolazione mondiale raggiungerà i 9 miliardi nel 2050, il nostro attuale modo di produrre e consumare carne sta rapidamente diventando insostenibile. Il riscaldamento globale, il consumo di energia, le malattie degli animali e la prevista scarsità di cibo a livello mondiale sono solo alcune delle pressanti questioni legate al cibo che dovremo affrontare, e questo prima ancora di aver considerato la tanto dibattuta questione della crudeltà sugli animali e dell'allevamento intensivo". Anche in Italia, in cui il governo si è schierato contro la produzione e commercializzazione di carne sintetica, esistono centri sperimentali, come la startup trentina Bruno Cell nata nei laboratori del CIBIO, il Centro di Biologia Integrata progettato da Università di Trento e Provincia Autonoma di Trento, per esplorare le potenzialità delle biotecnologie per la salute umana. Il profitto incalza e resta poco spazio per valutazioni di tipo diverso che però è necessario fare. Intanto bisogna dire che le criticità in questo tipo di produzione sono ancora tante. Per esempio il prelievo delle staminali da un animale rende la presenza di quest'ultimo indispensabile. Poi il mezzo di coltura che si è dimostrato più efficiente è il siero fetale bovino che viene prelevato dal sangue del feto di bovine gravide durante la macellazione, il tentativo di sostituirlo con sostanze esclusivamente di sintesi non ha dato finora risultati altrettanto validi e richiede l'impiego di sostanze pericolose come gli ormoni anabolizzanti che sono vietati in Europa per l'allevamento degli animali. Inoltre una fettina di carne non contiene solo cellule muscolari e grasso (tessuto adiposo) ma anche connettivo, sangue ed altri tessuti la cui riproduzione in laboratorio sarebbe troppo complessa quindi il sapore, il colore e la consistenza della carne sintetica differiscono da quelli della carne allevata e, per minimizzare le differenze, si deve ricorrere all'aggiunta di numerose sostanze di sintesi. Così come il valore nutritivo della carne sintetica non è paragonabile a quello della carne allevata, per ovviare al problema anche in questo caso bisogna aggiungere principi nutritivi di sintesi. Ancora, le sostanze aggiunte come mezzo di coltura e quelle da aggiungere per rendere la carne sintetica simile a quella coltivata possono avere vari effetti negativi sulla salute dell'uomo, dalla comparsa di allergie ad alterazioni del metabolismo fino allo sviluppo di cellule cancerogene. Un altro aspetto da non sottovalutare è il fatto che, per ridurre i costi di produzione, si vuole arrivare all'uso di cellule immortalizzate, cioè capaci di riprodursi all'infinito (e non solo un certo numero di volte come avviene normalmente), ottenute da cellule tumorali o da cellule modificate geneticamente, cellule il cui consumo non si sa cosa potrebbe causare. Se ciò non bastasse la produzione di carne sintetica al momento ha un impatto ambientale ed un costo che sono superiori, e non di poco, a quelli della carne allevata.

D'altro canto quello degli allevamenti intensivi è un problema da affrontare ed anche urgentemente; il loro impatto ambientale, dovuto non solo alla produzione di gas serra e al consumo idrico ma anche alla deforestazione, alla produzione di alimenti OGM (soia e mais), alla perdita di biodiversità, allo sviluppo di zoonosi e alla diffusione dell'antibiotico-resistenza, per non parlare della crudeltà verso gli animali, ne fanno una priorità. Ma immaginare che la carne sintetica, la cui produzione sarà protetta da brevetti in mano ai soliti noti, possa sostituire quella allevata è una favola a cui nessuno crede, meno che mai i produttori che si affannano ad investire in questa nuova tecnologia proprio perché sanno che resterà un prodotto di nicchia dai costi elevati destinato ad una fascia di mercato medio-alta.

E allora? Allora occorre innanzitutto guardare al mondo in cui viviamo, un mondo in cui gli effetti della crisi ambientale e climatica sono diventati tangibili molto prima di quando si pensasse, con la penuria di acqua che già ci assilla e le temperature assolutamente incredibili in un inverno che inverno non può più chiamarsi. Poi bisognerebbe rendersi conto del fatto che la dieta della stragrande maggioranza degli abitanti del cosiddetto mondo occidentale, non ultimi gli italiani, è diventata assolutamente insostenibile in quanto basata prevalentemente sul consumo di alimenti di origine animale con aberrazioni nelle quali si consuma carne tutti i giorni ed anche più volte al giorno. Insostenibilità ambientale che si somma ai rischi di una simile dieta per la salute umana, predisposizione alle malattie cardiovascolari ed alla comparsa di tumori per dirne solo qualcuno, ed all'assurdità, dovuta alla standardizzazione delle tecniche di allevamento e del cibo consumato dagli animali allevati, che il gusto dei diversi tipi di carne è oramai indistinguibile, si può così mangiare carne suina pensando che sia bovina o viceversa. Bisogna anche considerare il fatto che quasi un miliardo di individui oggi muore di fame e non perché non ci sia cibo a sufficienza, dato che con lo spreco alimentare si butta un terzo del cibo prodotto, ma perché il cambiamento climatico e l'esproprio forzato delle terre messo in atto dalle grandi multinazionali del comparto alimentare ha reso impossibile praticare l'agricoltura in varie zone del mondo e perché le crescenti disuguaglianze precludono l'accesso al cibo, anche nella nostra avanzata Italia, ad un numero sempre crescente di persone.

A fronte di tutto ciò vogliamo veramente continuare a nasconderci dietro il dito della soluzione tecnologica ai nostri problemi, ieri la rivoluzione verde, oggi la carne sintetica e domani chissà cos'altro, invece di cercare di guardare in modo diverso alla realtà in cui siamo immersi e di renderci conto del fatto che una crescita illimitata delle nostre richieste non è possibile perché la produzione che si vorrebbe sempre crescente dei beni di consumo ha prodotto una serie di squilibri tale che, se non si inverte la rotta, si rischia la distruzione del pianeta e dei suoi abitanti. Il tempo stringe e diventa indispensabile cominciare ad immaginare un differente sistema economico ed un cambiamento del nostro stile di vita che ci consentano di trovare soluzioni realmente capaci di salvare il mondo in cui viviamo con tutti i suoi abitanti.

Brunella Missorici

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