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(it) France, UCL AL #346 - Riflettori puntati, affare Oudéa-Castéra Sono i separatisti! (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Mon, 26 Feb 2024 07:52:13 +0200
La prima apparizione pubblica del nuovo ministro part-time
dell'Istruzione nazionale è stata l'occasione per un'uscita da incubo
per il nuovo governo Attal. Il suo disprezzo così disinibito nei
confronti della scuola pubblica e degli insegnanti pubblici è il segno
di una borghesia che fa dei rapporti comunitari e del separatismo
sociale un'arte di vivere. ---- La scena è già entrata nel pantheon
delle peggiori uscite politiche. Il giorno dopo la sua nomina al
Ministero dell'Istruzione Nazionale per sostituire Gabriel Attal,
nominato Primo Ministro, Amélie Oudéa-Castéra è stata interrogata da
Mediapart sulla scolarizzazione dei suoi figli nello selezionatissimo
Collège Stanislas[1]. Questo istituto cattolico privato si è già
distinto per l'eccellenza dei suoi risultati di maturità (100% promosso
e lode nel 2022) e dei suoi corsi preparatori alle grandes écoles, ed è
uno degli istituti più apprezzati dalla borghesia parigina.
Il ministro si lancia allora in un'invettiva, preparata, come conferma
Ilyès Ramdani, giornalista del polo politico di Mediapart[2], che è solo
un tentativo di imporre uno storytelling politico: "Vi racconterò
brevemente questa storia[...]". L'obiettivo era quello di favorire
l'identificazione di quante più persone possibili, facendo appello a
elementi tanto di critica agli insegnanti quanto ai dipendenti pubblici
(necessariamente sempre assenti) e ponendosi al livello dei milioni di
genitori preoccupati per il futuro dei loro figli: "E poi la
frustrazione dei suoi genitori, mio marito ed io, che vedevamo tante ore
non sostituite seriamente, eravamo stufi come centinaia di migliaia di
famiglie che ad un certo punto hanno scelto di cercare un posto diverso
soluzione."
Un disprezzo di classe abilmente mantenuto
Per fortuna ci sono ancora giornalisti per i quali l'informazione non si
limita a servire la minestra ai potenti e ben presto si accumulano le
prove delle dissimulazioni e delle menzogne del ministro: suo figlio ha
frequentato solo per pochi mesi la scuola pubblica, part-time , in una
piccola sezione; l'insegnante di suo figlio nega che ci siano state
"molte ore che non sono state seriamente sostituite"; lei e suo marito
hanno scelto l'educazione omosessuale per i loro figli... La
comunicazione del ministro è diventata di giorno in giorno più assurda,
al punto da affermare che lei non aveva mentito ma che "la realtà gli ha
dato torto"! Amélie Oudéa-Castéra è arrivata al livello di Emmanuel
Macron in termini di disprezzo espresso nei confronti delle classi
lavoratrici.
La coppia Castéra non è una famiglia francese come tante altre. Siamo
qui nel cuore dell'élite mediatico-politico-finanziaria, tante volte
menzionata ma raramente smascherata (sa essere discreta). Amélie
Oudéa-Castéra si è laureata a Science-Po Paris, ESSEC e infine ENA. Se
inizia la sua carriera alla Corte dei Conti, passerà presto a esercitare
la professione nel settore privato, molto più redditizio, in AXA prima,
poi in Carrefour, è presente anche nei consigli di amministrazione di
diverse aziende e integra anche Medef . Suo marito, Frédéric Oudéa, è ex
consigliere di Nicolas Sarkozy al Ministero del Bilancio, ex direttore
generale della Société Générale dal 2008 al 2023, di cui è stato
amministratore delegato dal 2009 al 2015, e attuale presidente del
consiglio di amministrazione della laboratorio farmaceutico Sanofi dal
maggio 2023. Aggiungiamo che Amélie Oudéa-Castéra è la nipote degli
editorialisti politici Alain Duhamel (BFM TV) e Patrice Duhamel
(direttore generale di France Télévisions), nipote dell'editorialista
Nathalie Saint-Cricq (France Télévisions ) e cugino del giornalista
Benjamin Duhamel (BFM TV). Mediapart non esita a parlare dei coniugi
Castéra come di un "esempio delle élite francesi".
Un rapporto lasciato sulla scrivania del ministro
L'istituto privato in cui i coniugi Castéra educano i loro figli è un
istituto cattolico che promuove la terapia di conversione per le persone
omosessuali (vietata in Francia), che nega la contraccezione diversa da
quella "naturale", che sostiene un'educazione differenziata a seconda
della tipologia - studiano i bambini Castéra nelle lezioni dello stesso
sesso! - e che impone alle ragazze di indossare abiti "corretti" per non
attirare l'attenzione e per "rispettarsi". Ricordiamo che tra le
missioni del ministro a tempo parziale c'è la lotta contro gli
stereotipi di genere a scuola. Le numerose infrazioni di questo
prestigioso istituto sono state anche oggetto di un rapporto interno
dell'Ispettorato Generale dell'Istruzione Nazionale commissionato da Pap
Ndiaye, ma che Gabriel Attal ha scelto di non rendere mai pubblico[3].
Senza dubbio Gabriel Attal, ex studente di un altro istituto privato ma
laico, l'École Alsacienne, altro luogo d'élite[4], anch'esso situato nel
6° arrondissement di Parigi, non voleva offendere un istituto dove "
amico" della borghesia economica manda i figli a scuola? La coscienza di
classe è ancora ben sviluppata nella borghesia.
L'"affare Stanislas" è tanto più grave per Macronie in quanto arriva
poche settimane dopo che un altro istituto religioso privato, ma
musulmano, è stato anch'esso oggetto di un rapporto di ispezione: il
liceo Generale dell'Educazione Nazionale, il liceo Averroès di Lille. In
un caso un rapporto schiacciante è stato messo a tacere. Nell'altro, un
rapporto in cui non si suggerisce alcuna raccomandazione... ma il
prefetto che la utilizzerà per notificare la fine dell'accordo con lo
Stato[5]. Mentre apprenderemo che a Stanislas viene offerta una tariffa
oraria più elevata rispetto agli esercizi pubblici comparabili e che
ottiene sussidi sovralegali dalla Regione Île-de-France[6]. Due pesi,
due misure...
Borghesi e reazionari mano nella mano
Dietro il caso Oudéa-Castéra e il Lycée Stanislas c'è tutto un sistema
di persone interprivilegiate che vivono di fondi pubblici inneggiando
alla libera impresa e facendo del separatismo l'arte di vivere. Niente
nel liceo Stanislas è in accordo con la legge che rafforza il rispetto
dei principi della Repubblica, conosciuta come legge sul separatismo.
Ovviamente questo non era rivolto alla comunità borghese, volentieri
cattolica integralista. La copertina dello straccio razzista e
reazionario - il cui titolo va inteso come anti-frase -, Valori Attuali,
del 25 gennaio: "Perché dobbiamo salvare le scuole private", mostra
chiaramente chi sono i sostenitori di questi progetti di scuola
segregazionismo.
Contrariamente a quanto afferma Valori Attuali, questa non è una guerra
scolastica ma anzi una guerra di classe. Se la "scuola libera", come ama
chiamarla chi sogna solo le scuole di caserma, è una scelta che
appartiene alle famiglie, non va fatta con fondi pubblici. D'ora in poi
chiediamo la deregolamentazione di Stanislas e la fine del finanziamento
pubblico alle strutture private. Ciò di cui hanno bisogno le scuole
pubbliche non è un ministro part-time, sprezzante dei valori di
uguaglianza e libertà, ma di risorse commisurate alle esigenze di tutti
gli studenti.
David (UCL Savoia)
convalidare
[1]Si tratta infatti di un complesso scolastico, di proprietà di una
società per azioni, che educa i bambini dalla scuola materna alle classi
preparatorie.
[2]All'aria aperta, "Oudea-Castéra, liceo Stanislas: come indaga
Mediapart", sul sito Mediapart.fr
[3]"Affare Oudéa-Castéra: Mediapart pubblica il rapporto su Stanislas
nascosto dai ministri", Mediapart, 16 gennaio 2024.
[4]"La coppia Oudéa-Castéra, esempio delle élite francesi", Médiapart,
15 gennaio 2024
[5]"Tra i licei Stanislas e Averroès, "la disparità di trattamento è
evidente", intervista a Pierre Mathiot", Mediapart, 24 gennaio 2024.
[6]"Aperta un'indagine sulla scuola privata Stanislas per insulti
sessisti e omofobici", Le Monde, 19 gennaio 2024.
https://www.unioncommunistelibertaire.org/?Affaire-Oudea-Castera-Ce-sont-eux-les-separatistes
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