|
A - I n f o s
|
|
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists
**
News in all languages
Last 30 posts (Homepage)
Last two
weeks' posts
Our
archives of old posts
The last 100 posts, according
to language
Greek_
中文 Chinese_
Castellano_
Catalan_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Francais_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkurkish_
The.Supplement
The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
First few lines of all posts of last 24 hours
Links to indexes of first few lines of all posts
of past 30 days |
of 2002 |
of 2003 |
of 2004 |
of 2005 |
of 2006 |
of 2007 |
of 2008 |
of 2009 |
of 2010 |
of 2011 |
of 2012 |
of 2013 |
of 2014 |
of 2015 |
of 2016 |
of 2017 |
of 2018 |
of 2019 |
of 2020 |
of 2021 |
of 2022 |
of 2023 |
of 2024
Syndication Of A-Infos - including
RDF - How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
(it) Italy, UCADI, #181: La rabbia contadina dei tedeschi (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Mon, 19 Feb 2024 08:57:09 +0200
Ormai da mesi un'ondata di scioperi senza precedenti sconvolge la
Germania in conseguenza della crisi economica prodotta dalla crisi del
sistema economico tedesco, basato sul basso costo dell'energia,
garantito dagli accordi stipulati con la Russia e venuti meno per
effetto della guerra in Ucraina. L'aumento spropositato dei costi
energetici ha costretto il governo tedesco a sovvenzionare
massicciamente sia i consumi energetici dell'industria che quelli dei
privati cittadini, a riaprire alcune centrali a carbone, nel tentativo
di ridurre l'impatto del maggior costo dell'energia sulla produzione e
sui salari. Di queste scelte ha risentito il bilancio e la produzione
industriale e agricola e il paese è di fatto è entrato in recessione,
con conseguenze catastrofiche sul bilancio pubblico che, a causa dei
vincoli adottati dalla Germania per effetto dello shock subito dalla
forte inflazione dopo la fine della prima guerra mondiale - che
distrusse l'economia del paese e apri la strada al nazismo - non può
operare in perdita, ma deve necessariamente raggiungere il pareggio di
bilancio.
Di fronte alle necessità della guerra e ancor prima a causa del Covid e
delle spese necessarie per contenerlo sia dal punto di vista epidemico
che per gli effetti economici che l'epidemia ha prodotto sulle capacità
produttive del paese era stato in verità escogitato un escamotage
prevedendo che fosse possibile spendere in deficit per esigenze
improvvise ed eccezionali. Il passo successivo era stato quello di
dichiarare sia il covid che la guerra eventi eccezionali; quindi era
stato possibile effettuare spese in deficit di bilancio. Ciò ha permesso
di reperire le risorse necessarie a fronteggiare il covid ma ancor più
destinare cospicue risorse (circa 100 milioni di EUR) per la fornitura
di armi all'Ucraina, per pagare le spese di funzionamento ordinario di
uno stato in fallimento, addossandosi il costo del bilancio ucraino.
Ancora altre risorse sono state necessarie per gestire il flusso di
profughi ucraini ed accoglierli ,ma ora i nodi vengono al pettine.
Senonché il paese è impegnato, per effetto delle politiche green
adottate dall'Unione europea a portare a termine la conversione
energetica del sistema produttivo, eliminando le centrali nucleari,
dismettendo le centrali ad energia fossile e riducendo drasticamente le
emissioni di anidride carbonica e per portare a termine questo programma
occorrono risorse notevoli che il bilancio federale attualmente non
possiede. Tuttavia il risultato delle politiche di transizione
energetica in Germania sembra esserci tanto che l'anno scorso le
emissioni di gas a effetto serra sono diminuite di oltre il 20 per
cento, toccando il livello più basso dai primi anni Cinquanta del secolo
scorso, ma la flessione è venuta per la maggior parte dalla riduzione
della produzione industriale, e non dalla sua riconversione alle energie
rinnovabili. Solo il 15 per cento di tutta la riduzione di emissioni
viene da innovazioni tecnologiche come l'utilizzo di energie
rinnovabili. Le aziende tedesche stanno semplicemente trasferendo
all'estero - dove non sono in vigore obiettivi ambiziosi di riduzione
delle emissioni come quelli tedeschi - le loro produzioni, oppure
riducono le attività.
La Basf, che costituisce il più grande gruppo chimico del mondo, ha
annunciato tagli permanenti al personale nella sua sede centrale di
Ludwigshafen a causa degli alti prezzi dell'energia. Mentre il prodotto
interno lordo tedesco è diminuito dello 0,3 per cento, quello
rappresentato da attività energivore come l'industria della chimica e
dell'acciaio è precipitato dell'11 per cento. Un dato positivo sarebbe
costituito dal fatto che l'elettricità prodotta da fonti alternative ha
superato il 50 per cento del totale, ma il governo sembra non capire
quanto sia critica la situazione che il settore manifatturiero tedesco
sta affrontando.
La Corte costituzionale di Karlsruhe ha bocciato con sentenza
l'istituzione di fondi speciali fuori bilancio per il finanziamento
delle politiche ambientali e ha stabilito che l'articolo della
Costituzione che dal 2009 proibisce la spesa in deficit al di sopra lo
0,35 per cento del Pil annuo, risultava violato dall'escamotage con cui
il governo intendeva
finanziare le sue politiche. L'unica deroga possibile al "freno del
debito" costituzionalizzato è rappresentata dalla dichiarazione di uno
stato di emergenza, a cui si è già fatto ricorso - come si è detto - per
gli stanziamenti di sostegno a privati e imprese in occasione della
pandemia da Covid e per gli aiuti all'Ucraina attaccata dalla Russia, ma
la Corte ha sentenziato che le politiche a favore della transizione
energetica non possono essere qualificate come provvedimenti causati da
un'emergenza. Così al governo non è rimasta altra strada che quella di
ricorrere a un aumento delle tasse che ha colpito in particolare il
settore dell'agricoltura e quindi i contadini i quali sono entrati in
sciopero insieme a tutte le altre categorie di lavoratori i cui salari
subiscono la morsa dell'inflazione.
Un'ondata di scioperi senza precedenti
Le proteste che stanno bloccando la Germania avvengono in un paese che
l'anno scorso ha conosciuto una recessione pari allo 0,3 per cento del
Pil, mentre per il 2024 è previsto un rimbalzo non superiore all'1 per
cento, a essere ottimisti. In questa situazione l'obiettivo di diventare
un Paese "climaticamente neutrale" danneggia l'economia di Berlino ed è
incompatibile con i costi della guerra. n governo, per far quadrare i
conti si è trovato nella necessità di operare tagli draconiani per 17
miliardi di euro nelle diverse voci di bilancio per non compromettere
quelle relative alla transizione
energetica e ha avuto la malaugurata idea di intervenire sui sussidi ai
produttori agricoli, già in difficoltà per l'aumento dei prezzi
dell'energia e per i costi di applicazione dei regolamenti ecologici,
per le spese necessarie a garantire il benessere animale che si sono
accumulati negli ultimi anni. Di conseguenza sono stati aboliti i
sussidi per il gasolio usato per la mobilità e il lavoro rurale (pari a
2.900 euro per azienda agricola) e l'esenzione dal bollo di circolazione
per i trattori e le macchine agricole.
Così la protesta si è allargata alle diverse categorie, gli scioperi dei
ferrovieri hanno bloccato i trasporti pubblici, mentre i lavoratori
metalmeccanici e gli impiegati del settore pubblico, compresi gli
insegnanti, erano già scesi in piazza a dicembre. Nelle ultime
settimane, diversi settori, dalla metallurgia ai trasporti, fino
all'istruzione, gli infermieri hanno inscenato proteste a causa della
crescita stentata dell'economia e dei salari e dell'aumento dei prezzi.
Ma non basta: Il Mittelstand, la classe media, protesta e le conseguenze
si fanno sentire. La Germania è costruita sul Mittelstand: piccole e
piccolissime imprese, che si tratti di un imbianchino, di un
installatore di impianti di riscaldamento, di un muratore, di un
agricoltore, di un'azienda agricola, qualsiasi cosa sia, la prosperità e
il benessere si basano su queste migliaia di imprese.
Perciò la protesta cresce di ora in ora, senza distinzioni tra Land.
I trattori occupano Berlino
Così il 13 gennaio i manifestanti si sono accampati vicino nei pressi
della Porta temperatura sotto lo zero, birra e vin brulè. Migliaia di
trattori dopo aver bloccato le autostrade e le principali città tedesche
contro il taglio dei sussidi per l'agricoltura. bloccandole e arrivando
ad occupare la Porta di Brandeburgo come segno di protesta contro i
tagli annunciati dal governo al termine dei sette giorni di blocchi e
mobilitazioni; agli agricoltori si è aggiunto lo sciopero dei trasporti
ferroviari che fra mercoledì e venerdì ha tenuto fermi nelle stazioni di
tutto il paese l'80 per cento dei treni e la mobilitazione continua.
Trattori davanti alla Porta di Brandeburgo, a Berlino, per le proteste
degli agricoltori tedeschi
Trattori davanti alla Porta di Brandeburgo, a Berlino, per le proteste
degli agricoltori tedeschi Le manifestazioni hanno spinto il governo a
ritirare parzialmente le riduzioni, promettendo di ripristinare uno
sconto sulle tasse automobilistiche e di eliminare gradualmente un
sussidio per il diesel nell'arco di diversi anni anziché immediatamente.
Ma gli agricoltori sostengono che si tratta di una misura insufficiente
e chiedono al governo una retromarcia totale sui tagli annunciati.
Le manifestazioni degli agricoltori, avendo come bersaglio inevitabile
il governo, hanno attirato anche manifestanti di estrema destra, facendo
temere che gli estremisti stiano cercando di cavalcare la protesta.
L'AfD, partito di estrema destra, sta godendo di un'impennata di
popolarità, con percentuali tra il 21 e il 23% a livello nazionale in
termini di intenzioni di voto e oltre il 30% in alcune zone dell'ex
Germania dell'Est. È un dato di fatto che la destra ha ben compreso la
contraddizione scaturita dall'appoggio incondizionato del governo
all'intervento in Ucraina e non a caso si pronuncia contro questa scelta
che costituisce una causa oggettiva delle difficoltà economiche che il
governo avrebbe modo di affrontare con strategie diverse e soprattutto
con maggiore disponibilità economiche se solo guardasse agli interessi
oggettivi del paese.
Gli agricoltori non fanno mistero della loro opposizione alla guerra e
all'ingresso dell'Ucraina nell'Unione perché ricordano bene la
concorrenza indebita dei prodotti cerealicoli ucraini sul mercato
europeo che ha colpito i loro profitti, lasciando invenduto parte del
raccolto di grano e mais, ma anche di altri cereali. Ben conoscendo i
meccanismi della politica agricola comune e vivendo di lauti sussidi
comunitari gli agricoltori tedeschi sanno bene che un eventuale ingresso
dell'Ucraina nell'Unione finirebbe per assorbire la gran parte delle
risorse comunitarie destinate al settore
agricolo, e ciò a causa dei meccanismi di riequilibrio del mercato
agricolo e di gestione delle eccedenze che caratterizzano gli accordi
comunitari e la gestione del mercato agricolo. La destra fascista e
nazista, non ha caso, è contraria alla guerra in Ucraina, e all'invio di
armi e specula su questa contraddizione inserendo un cuneo potente negli
umori dell'elettorato, e creando le premesse per la crisi sempre più
probabile del governo rosso-verde e la crescita del suo consenso
elettorale che intende sfruttare espellendo i migranti. Contro questa
ipotesi e contro la destra domenica 21 sono scesi in piazza in tutta la
Germania un milione e mezzo di persone. Tuttavia il paese scivola verso
la recessione tecnica e il governo è sommerso dallo scandalo dei trucchi
di bilancio ai quali ha fatto ricorso per mascherare il fatto che stava
operando in deficit; in
questa situazione ammettere gli eccessivi e insostenibili costi della
guerra diviene inevitabile.
https://www.ucadi.org/2024/01/23/la-rabbia-contadina-dei-tedeschi/
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe https://ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
- Prev by Date:
(it) Argentina, FORA: 24-E: Ancora il popolo, ancora la casta, ancora lo Stato in Argentina (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
- Next by Date:
(it) UK, ACG: Sit-in della fase a gironi di Housing Action (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
A-Infos Information Center