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(it) Italy, Anarres Info: ANARRES DEL 26 GENNAIO. Errico Malatesta. Piccole patrie e centralismo. Assemblea antimilitarista. Revisionismo di Stato... (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Thu, 15 Feb 2024 08:27:15 +0200
Dirette, approfondimenti, idee, proposte, appuntamenti: ---- Per
l'anarchia. La forza e l'attualità del pensiero di Malatesta. ----
Errico Malatesta, la vita e il pensiero di un anarchico che ha
attraversato attivamente la nascita del movimento anarchico, le lotte
operaie e contadine a cavallo dei
duhttps://radioblackout.org/podcast/anarres-del-26-gennaio-errico-malatesta-piccole-patrie-e-centralismo-assemblea-antimilitarista-revisionismo-di-stato/e
secoli, l'insurrezione dell'1911 contro la guerra coloniale in Libia, il
Biennio Rosso e l'avvento del fascismo.
Spesso in carcere o in esilio seppe legare un impegno politico
inesauribile con una costante riflessione sulle lotte che attraversava,
nella prospettiva, sempre presente, della rivoluzione sociale.
Il suo approccio, pur nel legame imprescindibile con il suo tempo,
riesce a riconsegnarci intatte suggestioni e proposte capaci di
alimentare un dibattito vivo e vitale anche in un tempo tanto diverso
dal suo.
Il volontarismo malatestiano chiude i conti sia con chi riteneva che una
storia già scritta andasse solo assecondata sia con il positivismo
dominante all'epoca.
Amante della scienza ma critico dello scientismo Malatesta sa che la
verità è un processo in costante verifica, senza approdi finali: la sua
riflessione ci offre spunti importanti in un tempo che paga il prezzo
della follia capitalista, che ha messo la ricerca al servizio del
profitto, anche a costo della distruzione del pianeta e di chi ci abita.
Malatesta sostenne la necessità dell'organizzazione specifica degli
anarchici. Organizzazione anarchica e, quindi, garanzia di libertà per
chi vi aderisce, e prefigurazione di rapporti politici e sociali di
segno libertario. In questo si distinse da chi, rispetto al movimento
dei lavoratori e lavoratrici, riteneva che le organizzazioni sindacali
bastassero a mettere in moto la trasformazione sociale.
Cruciale la sua riflessione sulla violenza, necessaria alla difesa, ma
mai strumento di imposizione perché, per la necessaria coerenza tra
mezzi e fini, una rivoluzione imposta nega se stessa e sfocia nel
peggiore degli autoritarismi.
La sua riflessione, in costante revisionismo di se stessa, approda alla
concezione del gradualismo rivoluzionario, ossia alla consapevolezza che
l'evento insurrezionale, che segna la fine della gerarchia e del
capitalismo, non apre automaticamente le porte ad un mondo di liber ed
eguali, senza conflitti.
Al contrario l'insurrezione e la conseguente rottura dell'immaginario
sociale sono il primo, indispensabile passo per l'innescarsi di un
processo di sperimentazione, che, passo dopo passo, renda più concreta
la prospettiva anarchica dell'autorganizzazione e dell'autogestione.
Di questo e di tanto altro abbiamo parlato con Davide Turcato, curatore
delle opere complete di Errico Malatesta, anticipando alcuni dei temi di
cui parleremo alla FAT - Corso Palermo 46 - venerdì 1 febbraio alle 21.
Autonomia differenziata tra le piccole patrie leghiste e il centralismo
del PD
La Lega incassa in parlamento l'approvazione del progetto di autonomia
differenziata, che inevitabilmente accentuerà il già forte divario tra
le regioni più ricche e quelle più povere.
L'opposizione parlamentare risponde sventolando tricolori in difesa
dello stato centralizzato, che decide e dispensa.
Nessuna delle due prospettive appare allettante per chi a nord come a
sud deve fare i conti con la fatica del vivere in una società divisa in
classi che sia i leghisti/fascisti/centro destri sia i democratici e
pentastellati difendono attivamente.
Lo chiamano federalismo ma è solo un meccanismo che alimenta l'egoismo
sociale. La nuova legge finirà con il colpire anche le regioni ricche,
perché ha lo scopo esplicito di smantellare del tutto la sanità
statalizzata a favore di quella privata.
Sappiamo che nessuno dei due modelli tutelerà la salute di noi tutti, in
primis dei più poveri, con pochi soldi e scarse risorse sociali.
Abbiamo cominciato a ragionarne con Francesco Fricche
Assemblea Antimilitarista
Due settimane fa si è tenuta a Massenzatico il periodico incontro di
gruppi, assemblee, coordinamenti antimilitaristi, che si sono
confrontati sulle lotte d'autunno e sulle prospettive di lotta dei
prossimi mesi
Ne abbiamo parlato con Federico dell'Assemblea Antimilitarista
Il 26 gennaio era la "Giornata nazionale dedicata alla memoria e al
sacrificio degli alpini". Istituita nel maggio del 2022, per la prima
volta è stata celebrata lo scorso anno "in ricordo dell'eroismo
dimostrato dal corpo d'armata nella battaglia di Nikolajewka del 26
gennaio 1943", durante la seconda guerra mondiale. L'intenzione sin
troppo esplicita è celebrare l'avventura dell'ARMIR, il corpo di
spedizione italiano inviato in Russia da Mussolini per sostenere
l'aggressione della Germania nazista contro l'Unione sovietica.
Il 26 gennaio, un giorno prima della giornata della memoria, in cui si
ricorda lo sterminio di ebrei e rom europei nei campi nazisti e le leggi
razziali in Italia durante la dittatura, si celebra la guerra voluta dal
governo fascista e i valori patriottici che la giustificarono.
Un vero revisionismo di Stato.
Questa celebrazione, che rimette al centro l'interesse nazionale e la
retorica patriottica, come elemento fondante del militarismo dei giorni
nostri, produce un eccesso di memoria ai danni della storia.
Il 26 gennaio del 1943, le truppe italiane e tedesche avevano ormai
perso la guerra sul fronte russo. Gli alpini inviati nella pianura
ghiacciata erano completamente circondati dalle truppe sovietiche. La
battaglia di Nikolajewka servì a garantire una via di fuga ai soldati.
Una fuga disastrosa, nel cuore dell'inverno russo, nella quale morirono
tantissimi poveracci inviati al fronte per il duce e per il re.
L'umana pietà per quei proletari inviati al macello, sentimento
condiviso da tanti nel nostro paese, non può e non deve tradursi in
esaltazione patriottica di una guerra di invasione a fianco dei nazisti.
Gli alpini sono stati e sono oggi in prima fila nelle guerre cui
l'Italia ha partecipato in questi anni. Sei mesi all'estero e sei mesi
nel controllo militare delle città - operazione "strade sicure" - o nei
cantieri militarizzati della Valsusa.
Il cerchio si chiude. Una battaglia fascista per celebrare la guerra di
Mussolini e per rilanciare le nuove avventure imperialiste dell'Italia.
Il 26 gennaio dovrebbe essere un giorno di lutto. Lutto per i milioni di
civili morti in quella guerra che ha insanguinato l'Europa. Lutto
perché, dalle ceneri del fascismo, un governo che si ispira a
quell'epoca riesuma la retorica patriottica, la guerra di conquista, gli
orrori del colonialismo.
Fermiamoli prima che sia troppo tardi.
Iniziative:
Venerdì 2 febbraio
Per l'anarchia. La forza e l'attualità del pensiero di Malatesta.
ore 21 alla FAT in corso Palermo 46
Introdurrà l'incontro Davide Turcato, curatore delle opere complete di
Errico Malatesta
Giovedì 8 febbraio
ore 18 - salone di via Leoncavallo 23
in occasione del Consiglio circoscrizionale aperto sulla "sicurezza" in
Barriera
invitiamo ad un presidio antifascista
l'ipocrisia è finita: vogliamo servizi sociali e non manganelli! Il vero
degrado sono fascisti e polizia!
Organizza Oltredora Antifascista
Venerdì 16 febbraio
ore 21 alla FAT
in corso Palermo 46
Spaccare l'atomo in quattro. Contro la favola del nucleare
Il nucleare, travestito di energia green, è entrato nell'agenda della
Cop 28, svoltasi in Qatar, una delle petromonarchie della penisola
arabica, come energia pulita che non compromette il clima.
Non bastano i disastri e Cernobyl e Fukushima a far desistere la lobby
atomica.
I maghi dell'atomo tentano ancora una volta di rilegittimare questa
tecnologia pericolosa, verniciandola di verde e raccontandoci la
storiella del nucleare di quarta generazione "nuovo" e "sicuro".
Introdurrà l'incontro Angelo Tartaglia, professore emerito del
Politecnico di Torino, autore de "Spaccare l'atomo in quattro. Contro la
favola del nucleare"
Sabato 24 febbraio
A due anni dall'inizio della guerra in Ucraina
Manifestazione antimilitarista
ore 15 piazza Castello
Con i disertori di tutte le guerre
Contro tutti gli eserciti, contro tutti i nazionalismi, contro tutte le
frontiere
Sabato 2 marzo
ore 14,30 corso Palermo angolo via Sesia
Via i militari da Barriera!
La vera sicurezza è un mondo senza fascisti, senza polizia, senza
sfruttamento. Un mondo di liberi ed uguali.
A chi vive in Barriera serve una sanità gratuita ed efficiente, che
garantisca a tutt* prevenzione e cura. Servono trasporti pubblici
gratuiti, case, scuole.
Facciamola finita con i lavori precari, pericolosi, mal pagati: la
sicurezza è lavorare molto meno con buoni salari per tutti.
Presidio con interventi, musica, pannelli info e quello ciascuno vuol
portare in piazza...
Ogni martedì fai un salto da
(A)distro - libri, giornali, documenti e... tanto altro
SeriRiot - serigrafia autoprodotta benefit lotte
Vieni a spulciare tra i libri e le riviste, le magliette e i volantini!
Sostieni l'autoproduzione e l'informazione libera dallo stato e dal mercato!
Informati su lotte e appuntamenti!
dalle 18 alle 20 in corso Palermo 46
Contatti:
Federazione Anarchica Torinese
corso Palermo 46
Riunioni - aperte agli interessati - ogni martedì dalle 20
Contatti:
fai_torino@autistici.org
@senzafrontiere.to/
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