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(it) Greece, Thessaloniki, APO: L'EAAK è la guardia del corpo dello statalismo nelle università | Comunicato di Mavro & Kokkino e ASF Quieta Movere (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Wed, 28 Oct 2026 07:59:28 +0200
Comunicato del Collettivo per l'Anarchismo Sociale - Nero & Rosso (Mavro
& Kokkino) e dell'Assemblea Studentesca Anarchica Quieta Movere riguardo
alle recenti ignominie della nota banda di stampo mafioso EAAK/ARAS a
Salonicco ---- Da dove nasce la violenza nelle università? ---- Chiunque
si sia confrontato, anche solo per breve tempo, con i fermenti politici
in ambito universitario sa che negli ultimi anni - nonostante le
profonde contraddizioni tuttora esistenti tra le organizzazioni, i
collettivi e i partiti della sinistra e del movimento anarchico, e
nonostante un passato conflittuale - gli scontri interni al movimento si
sono ridotti al minimo, se non addirittura azzerati; con un'unica
eccezione: ARAS/EAAK. Non esiste evento in cui, a fronte di un qualsiasi
gruppo, organizzazione, formazione giovanile o partito di sinistra, non
sia immancabilmente coinvolta anche la banda in questione. La creazione
di un clima permanente di violenza fisica e imposizione con la forza
rappresenta la principale - e quasi esclusiva - modalità di
"espressione" di questo gruppo. Di fatto, l'intensità di tale violenza
trova un perfetto riscontro nella narrazione governativa
sull'"illegalità nelle università", funzionale a un controllo più
agevole e alla loro progressiva disarticolazione, perseguendo il duplice
obiettivo di inasprire il controllo, sottomettere gli spazi universitari
e, al contempo, indirizzare migliaia di giovani verso le università
private. Il pogrom di stampo militarista organizzato da ARAS/EAAK
durante le celebrazioni dell'anno scorso al Politecnico ha rappresentato
l'apice di questa strategia. Ora sappiamo bene qual è il loro scopo:
così come il governo vuole disciplinare le università, la banda di
stampo mafioso ARAS/EAAK, che infesta questo ambiente, mira a
controllare le vestigia burocratiche del movimento studentesco. Se c'è
qualcosa che viene visceralmente detestato, sono le lotte sociali di
massa e aperte degli studenti; infatti, ogni volta che il movimento
studentesco trova sostegno in migliaia di giovani, il gruppo in
questione si ritrova privo di obiettivi reali ai margini delle
mobilitazioni, esaurendo le energie dei propri membri in risse legate a
blocchi stradali e altre frivolezze. La degenerazione del movimento
studentesco fa il gioco di questa banda di stampo micro-mafioso, la
quale si identifica pienamente con gli interessi che rappresenta
attraverso grandi aziende gestite dalla stessa leadership del gruppo in
questione.
Riguardo alla triste e volgare strumentalizzazione delle divisioni di genere
Un altro trucco ben noto del suddetto gruppo è la volgare
strumentalizzazione delle divisioni di genere, attraverso la
mercificazione delle donne presenti tra le loro fila. Costantemente -
come si legge nel loro più recente comunicato - compaiono alcune loro
esponenti che, senza alcun motivo apparente, aggrediscono verbalmente
gli attivisti sociali presi di mira, tentando se possibile di esercitare
violenza fisica (qualora siano in netta superiorità numerica) o, in caso
contrario, insultando donne e uomini con una volgarità sconcertante;
ricorrono alle espressioni più sessiste possibili e a menzogne
paragonabili solo ai comunicati ufficiali della Polizia Greca, con
l'obiettivo dichiarato di provocare una reazione in chi subisce
l'attacco gratuito, così da poter poi denunciare un'aggressione
sessista. Tutto ciò, naturalmente, con il sostegno dei membri maschili
della banda, i quali passano alla violenza fisica contro chiunque,
accompagnandola con un lessico che farebbe invidia a qualsiasi fedele
seguace di Alba Dorata. I pretesti più recenti per queste ridicole
bravate da teppisti nascono da fatti falsi o da episodi che nulla hanno
a che fare con i gruppi e le organizzazioni presi di mira; ciò dimostra
ancora una volta che il loro unico interesse è tentare di imporsi con la
violenza sugli attivisti sociali. È incredibilmente triste che questo
gruppo di aspiranti teppisti strumentalizzi i risultati positivi
ottenuti dal movimento delle donne - e più in generale dal movimento
antipatriarcale - degli ultimi anni, usandoli come benzina nel tentativo
di imporsi all'interno degli spazi universitari.
Quanto all'ossessione anti-anarchica:
La loro ossessione per la campagna anti-anarchica è legata, da un lato,
al fatto che l'anarchismo oggi è una forza in reale ascesa tra i giovani
- in particolare nella sua forma più organizzata e sociale - e mostra al
contempo una grande resilienza di fronte alle volgarità di questa
specifica cerchia, rispondendo alle loro provocazioni e ai loro
attacchi; esso rappresenta, nella sua forma più pura, il nemico
principale di queste bande: lo spirito libertario e indomito della
Resistenza sociale. Tutto ciò costituisce un "campanello d'allarme",
insieme - ovviamente - a tutti i contenuti politici messi in luce dal
pensiero anarchico e legati alla critica delle varie "versioni" assunte
da questo specifico gruppo e dai suoi attuali padrini politici di "Unità
Popolare": dal riformismo e dal governativismo più svuotati di
significato fino al nuovo "anti-imperialismo" presuntamente radicale,
presentato come una sorta di piscina di Siloe per ripulire i funzionari
che un tempo banchettavano con ambasciatori e diplomatici.
Riguardo agli eventi recenti:
Tutti i fenomeni sopra citati si sono manifestati nuovamente il 30
settembre, quando un gruppo ristrettissimo (due uomini e una donna) del
collettivo "Quieta Movere" si è recato alla Facoltà di Filosofia per
affiggere materiale di propaganda politica in vista del 2° Festival
Libertario; lì hanno subito - in modo diretto e senza alcuna
provocazione - prima un'aggressione verbale e poi una minaccia fisica da
parte di un folto gruppo di uomini col casco, appartenenti alla banda
che sta imperversando nelle università. Ciò che né la polizia né il
rettorato hanno osato fare - ovvero impedire l'affissione di materiale
politico - è stato compiuto da questi elementi di stampo micro-mafioso.
In questo caso, il fatto che quindici uomini col casco molestassero una
donna non è stato affatto considerato un atto sessista dai tardivi
paladini del femminismo. Cercare di attribuire "caratteristiche
aggressive" a un gruppo di tre persone munite soltanto di secchio e
scopa per affiggere manifesti è paragonabile solo allo storico annuncio
delle Forze Armate elleniche sulla famosa "jardinière"...
Ieri, 1° ottobre, alcune decine di compagni anarchici sono tornati
nell'area universitaria per completare la distribuzione del nostro
materiale politico, in uno spazio dove il movimento anarchico ha
letteralmente versato sangue durante tutto il periodo successivo alla
coalizione di governo per conquistare quel grado di libertà che, di
fatto, accoglie tutte le forze e le voci radicali. Ci siamo imbattuti
nuovamente in alcuni sedicenti addetti alla sicurezza che riprendevano
il nostro intervento e nello stesso gruppo di circa quindici individui
con il casco i quali, vedendoci semplicemente affiggere i manifesti del
nostro festival, si sono rapidamente barricati nella sede della STHE,
intrappolando le centinaia di studenti presenti nell'università. Si sono
"svegliati" solo quando il nostro gruppo se n'è andato, proseguendo la
propaganda, facendo i soliti gesti e comportandosi come oranghi
ingaggiati dalla DAP-NDFK, sostituendola nei discorsi e in
"argomentazioni" dal contenuto identico. Il tentativo di mettere in
imbarazzo i compagni di fronte a un pubblico ignaro dei fatti rivela la
natura di quel triste teppismo che ormai caratterizza questi individui.
In sostanza, la cosa ci lascia del tutto indifferenti. Da un lato,
perché la nostra azione è sempre stata ed è aperta, dichiarata e rivolta
alla società; dall'altro, perché di fronte al ridicolo, alle
intimidazioni e alle minacce subite dagli attivisti del movimento
anarchico da parte dello Stato, del suo servizio antiterrorismo e di
altri organismi simili, le pagliacciate dei "guardaspalle" dello
statalismo nelle università ci suscitano semmai un senso di imbarazzo
ancora maggiore.
Al di là della giusta rabbia che tutti gli attivisti provano per la
triste ma pericolosa presenza di questi soggetti all'interno
dell'università, dobbiamo sottolineare che, se isolarli e rispondere
alle loro provocazioni è un compito importante, altrettanto fondamentale
è proteggere lo spazio pubblico attraverso il quale - e all'interno del
quale - possono rinascere le lotte del futuro. Il nostro anarchismo,
indomito e militante, si trova da tempo a dover fare i conti con
l'ostacolo rappresentato dalla sigla di turno di un gruppetto incapace
di trovare riferimenti sociali al di fuori del microcosmo universitario
- un mondo purtroppo in via di distruzione, ma che al contempo volge lo
sguardo con fermezza al futuro.
Invitiamo tutta la cittadinanza - giovani, lavoratori, studenti e
progressisti - a visitare il 2° festival libertario e a partecipare agli
eventi politici e culturali in programma venerdì 2 e sabato 3 ottobre
presso il parco Xarhakou (XANTH)!
https://apo.squathost.com/thes-niki-ta-eaak-ine-i-somatofilakes-tou-kratismou-sta-panepistimia-anakinosi-ton-mavro-kokkino-ke-asf-quieta-movere/
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