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(it) France, Monde Libertaire - IDEE E LOTTE: Sull'immigrazione in Francia seguito da I documenti degli immigrati senza documenti (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Tue, 8 Sep 2026 07:18:37 +0300


Il ruolo degli immigrati ---- Patrick Weil è uno specialista riconosciuto in materia di immigrazione in Francia, avendo ricoperto il ruolo di capo di gabinetto del Segretario di Stato per l'Immigrazione, François Autain, dal 1981 al 1982. Le sue numerose opere offrono una panoramica affidabile e obiettiva, libera dai dibattiti isterici che circondano la presenza degli immigrati in Francia. Nella sua recente pubblicazione, *Sull'immigrazione in Francia*, si propone di sfatare miti e affermazioni fuorvianti, a partire dalla teoria della "grande sostituzione". ---- Questo è un libro che dovrebbe essere nelle mani degli attivisti che difendono i diritti fondamentali nel nostro Paese. È ricco di argomentazioni solide, basate sui dati e giuridicamente ineccepibili. Come definiamo gli immigrati? "Tutte le persone 'nate all'estero e residenti in Francia' sono considerate immigrati in Francia". E Patrick Weil distingue tra immigrato e straniero. Ricordiamo le parole di Camus: "Dare un nome sbagliato alle cose significa accrescere le sventure del mondo. Non dar loro un nome significa negare la nostra umanità". E che dire della battaglia dei numeri? Si prevede che nel 2024 ci saranno 7,7 milioni di immigrati, con un aumento di 133.000 persone all'anno: ben lungi dall'essere sopraffatti. Questa cifra varia a seconda della regione e rimane inferiore a quella di altri Paesi come la Germania. L'autore

smantella la demagogia e il razzismo

delineando le normative relative all'ingresso nell'Unione Europea, gli accordi di Schengen, i controlli in atto e il ruolo di Frontex. Di fronte alle ricorrenti richieste di ritiro da Schengen da parte della destra e dell'estrema destra, sottolinea che sarebbero necessari tra i 50.000 e i 100.000 agenti di polizia. Affronta con lucidità le carenze dell'amministrazione francese, a partire dalla gestione degli ordini di espulsione dal territorio francese (OQTF). Si spreca molto tempo negli uffici prefettizi, sovraccarichi dalla gestione digitale per gli stranieri in Francia (ANEF), nei tribunali, oberati di contenziosi, e cresce la preoccupazione per gli immigrati senza documenti, talvolta confinati in centri di detenzione anziché in strutture di accoglienza. È opportuno ricordare i libri di Marianne Leloup-Dassonville, *France, Terre d'écueils* (Rue de l'échiquier, 2025) e di Louise Tassin, *Comme on les enferme* (La Découverte, 2026), di cui si è parlato in queste pagine
e nel programma *Au fil des pages* di Radio Libertaire. I repentini cambi di rotta e le semplificazioni grossolane, derivanti in particolare dalle politiche di Nicolas Sarkorzin, mirano essenzialmente a destabilizzare gli immigrati e ad escluderli ulteriormente. Assistiamo a una politica migratoria senza una direzione precisa, perseguita da leader politici ipocriti riguardo al ruolo degli immigrati nel mondo del lavoro.

Il rifiuto dell'apartheid

Patrick Weil ha il compito di formulare proposte all'interno di un quadro istituzionale nazionale ed europeo, tenendo conto anche delle convenzioni internazionali, in particolare quelle che regolano le relazioni tra Francia e Algeria. Il lettore potrebbe talvolta nutrire scetticismo nei confronti di alcune soluzioni proposte, ma queste consentono un dibattito libero da aggressività e rigetto. Lo sviluppo della dimensione storica serve a ricordare che la teoria della "grande sostituzione" era già stata denunciata da Maurice Barrès, un ritornello ormai abusato. Hervé Le Bras sottolinea, a questo proposito, una forma di apartheid: "i discendenti degli immigrati e i loro discendenti sono ancora considerati parte della popolazione di nuovi arrivati". Ovviamente, la questione religiosa richiede un'analisi, evidenziando come la stragrande maggioranza dei musulmani sia perfettamente integrata; "essi sono la prova che il modello repubblicano francese funziona.[...]Questa laicità, se ben compresa e messa in pratica, può
unirci tutti". Il lettore troverà nel libro le principali tappe di questa legislazione specificamente francese. Per vivere meglio insieme, è fondamentale conoscere la nostra storia, distinguere tra la narrazione nazionale e il mito nazionale. È urgente integrare la schiavitù e la colonizzazione nei programmi scolastici. Aggiungerei il contributo dell'immigrazione all'economia e semplicemente il fatto che siamo tutti individui di razza mista, prodotti del nostro passato, per citare il titolo di un libro di Lucien Febvre.

* Patrick Weil,
*Sull'immigrazione in Francia
*, Grasset, 2026

https://monde-libertaire.net/?articlen=9135
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