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(it) Brazil, OSL: Note sul ruolo di OSL in CSP-Conlutas dopo il VI Congresso Nazionale (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Wed, 2 Sep 2026 07:55:53 +0300


Tra il 18 e il 21 aprile si è svolto a San Paolo il VI Congresso Nazionale del CSP-Conlutas, un importante spazio di dibattito politico e organizzativo per i settori sindacali e popolari brasiliani, consapevoli della propria classe e indipendenti. L'Organizzazione Socialista Libertaria (OSL) ha partecipato al Congresso, presentando posizioni che, pur non essendo state formalmente sottoposte a un contributo esaustivo o a una proposta di risoluzione, sono state parzialmente diffuse attraverso un manifesto congiunto redatto con il Gruppo di Liberazione Popolare (GLP) e presentato in una discussione tenutasi al termine dei lavori congressuali. Inoltre, l'organizzazione è stata politicamente attiva nella formazione delle liste per la Segreteria Esecutiva Nazionale.

CSP-Conlutas e il suo potenziale
Innanzitutto, è importante ribadire che CSP-Conlutas possiede un potenziale significativo come strumento per dare voce ai settori combattivi della classe operaia brasiliana e per costruire legami di solidarietà internazionale tra popoli e lavoratori in lotta.

Dal nostro punto di vista, intendiamo la Centrale come uno strumento per organizzare, coordinare e rafforzare le lotte delle classi oppresse, e non come uno spazio subordinato all'autocostruzione di organizzazioni politiche. A nostro avviso, il suo rafforzamento dipende fondamentalmente dalla sua capacità di ampliare il proprio inserimento reale nelle lotte concrete, di includere nuovi settori sociali e di consolidare i processi organizzativi di base.

In questo senso, riteniamo che CSP-Conlutas mantenga caratteristiche che la differenziano nel panorama sindacale brasiliano. In primo luogo, sottolineiamo la sua indipendenza di classe dai governi, dai datori di lavoro e dalle istituzioni del capitalismo-statalismo. In un contesto caratterizzato dall'integrazione di gran parte del movimento sindacale nei meccanismi di gestione istituzionale, il mantenimento di tale indipendenza costituisce un progresso politico per le classi oppresse, che deve essere difeso e consolidato.

Valutiamo positivamente anche i principali assi programmatici approvati dal Congresso, in particolare la difesa dell'abrogazione delle riforme del lavoro e delle pensioni, la lotta contro le privatizzazioni, l'opposizione al quadro fiscale e alle politiche di austerità, nonché la riaffermazione del socialismo come orizzonte strategico.

Sul piano internazionale, mettiamo in evidenza l'unità costruita attorno alla solidarietà con il popolo palestinese, alla difesa dell'autodeterminazione dei popoli, all'opposizione alle guerre imperialiste e alla critica delle diverse forme di dominio imperialista. Questi elementi costituiscono una base importante per rafforzare una prospettiva internazionalista all'interno del Centro.

Differenze politiche e sfide strategiche
Sebbene, in linea generale, condividiamo gran parte del programma approvato dal Congresso nei suoi aspetti più rilevanti, abbiamo individuato importanti differenze nei settori della strategia e della struttura organizzativa.

Il punto centrale scaturisce dalla nostra analisi, che parte dalla consapevolezza che il problema principale che la classe operaia si trova ad affrontare oggi non è fondamentalmente una "crisi di leadership", bensì un problema di orientamento per l'organizzazione della base. Mentre gran parte delle correnti interne al Partito Comunista Cinese tende a interpretare le sfide attuali come il risultato dell'assenza di una leadership rivoluzionaria capace di guidare le lotte, noi riteniamo che il compito centrale del periodo consista nel ricostruire la capacità di organizzazione popolare nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nei quartieri, con un orientamento che non consideri questi spazi come semplici recinti elettorali, in cui gli individui sono visti solo come numeri destinati ad avallare politiche precedentemente definite dalla leadership.

Questa differenza produce importanti conseguenze pratiche. Mentre in molti settori la priorità è la disputa programmatica e l'affermazione di progetti politici all'interno dell'avanguardia organizzata, l'OSL attribuisce maggiore centralità alla costruzione dell'unità d'azione, al rafforzamento del lavoro concreto a livello di base e alla formazione di una forza sociale organizzata in grado di confrontarsi efficacemente con le classi dominanti.

Riaffermiamo l'importanza del dibattito politico e il diritto di esprimere opinioni dissenzienti. Tuttavia, quando questo diventa il fulcro delle azioni delle forze organizzate, riteniamo che la conseguenza diretta sia l'indebolimento della capacità di intervento organizzato nella lotta di classe, sia nella disputa sui progetti con settori orientati alla conciliazione di classe, sia nello scontro diretto con i nemici di classe.

Questa posizione si ricollega alla distinzione che operiamo tra il livello sociale/di massa e il livello politico/partitico della lotta di classe. Ispirandoci alla tradizione anarchica inaugurata da Bakunin e sviluppata attraverso diverse esperienze storiche di anarchismo, riteniamo che i processi di organizzazione popolare debbano partire dai bisogni concreti e immediati della classe lavoratrice, creando le condizioni per il progressivo sviluppo della coscienza politica.

Tuttavia, osserviamo che una parte significativa delle correnti interne a CSP-Conlutas tende a rifiutare questa distinzione, identificandola come espressione di economicismo, corporativismo o degrado politico. In pratica, ciò si traduce spesso nella presentazione di slogan e formulazioni fortemente radicalizzate in contesti in cui non esiste ancora una forza sociale organizzata in grado di sostenerli.

Questa dinamica privilegia una costruzione politica dall'alto verso il basso, ovvero dalla leadership alla base. La nostra prospettiva è l'opposto: costruire a partire dall'esperienza concreta della base, sviluppando processi organizzativi capaci di ampliare gradualmente i livelli di partecipazione, consapevolezza e attivismo.

Il Congresso ha evidenziato un ricorrente squilibrio tra radicalismo discorsivo ed effettiva capacità di mobilitazione. In molti casi, l'intensità della retorica rivoluzionaria non corrisponde al grado di reale inserimento nelle categorie e nei movimenti. Ciò tende a spostare il centro dell'attività politica verso dispute interne tra correnti organizzate secondo le etichette più appropriate, indebolendo la costruzione unitaria di lotte concrete.

Abbiamo inoltre individuato una tendenza crescente alla trasformazione della Centrale in uno spazio caratterizzato da dispute permanenti tra blocchi politici di correnti organizzate, a scapito del suo ruolo di strumento di coordinamento per sindacati, movimenti popolari e organizzazioni di base. Questa dinamica potrebbe ostacolare l'espansione del CSP-Conlutas e limitarne la capacità di coinvolgere settori più ampi della classe lavoratrice.

Il ruolo di OSL al VI Congresso
Le nostre azioni durante il Congresso sono state guidate da questi principi.

Abbiamo mantenuto una posizione politica indipendente, senza aderire a blocchi permanenti o stringere alleanze strategiche fisse con alcun gruppo presente nella Centrale. Il nostro impegno principale rimane il rafforzamento del CSP-Conlutas stesso come strumento di lotta per la classe operaia.

È sulla base di questa consapevolezza che, durante il processo elettorale per la Segreteria Esecutiva Nazionale, abbiamo sostenuto una composizione che garantisse la rappresentanza di tutte le forze politiche che costituiscono il Governo Centrale.

Comprendiamo che una leadership più pluralistica può contribuire ad ampliare l'impegno collettivo per la costruzione della CSP-Conlutas, distribuendo le responsabilità in modo più equo e incoraggiando la partecipazione di settori che altrimenti rimarrebbero relegati al ruolo di opposizione esterna ai processi.

In questo contesto, l'esistenza della clausola di barriera ha favorito un riavvicinamento tattico con i gruppi minoritari durante la disputa sulla composizione del Segretariato Esecutivo Nazionale. Tale riavvicinamento non ha rappresentato la formazione di un blocco politico permanente, ma ha espresso una posizione coerente con la nostra difesa dell'ampliamento della partecipazione democratica e della distribuzione delle responsabilità all'interno dell'organo centrale.

Prospettive per il prossimo periodo
Il VI Congresso ha confermato simultaneamente il potenziale e i limiti attuali del CSP-Conlutas.

L'OSL ribadisce il suo impegno a costruire un'organizzazione centrale di classe, anticapitalista, internazionalista, democratica e autogovernata, indipendente da governi, datori di lavoro e burocrazie sindacali.

Continueremo a difendere l'indipendenza di classe, la lotta simultanea contro l'estrema destra e il campo democratico-popolare, il rafforzamento dell'organizzazione di base e la costruzione del socialismo libertario come nostro orizzonte.

In questa nuova fase che inizia dopo il Congresso, manterremo la nostra indipendenza politica da tutti i settori che compongono la Centrale. Continueremo a dialogare e a sviluppare iniziative specifiche con diverse organizzazioni ogniqualvolta, a nostro avviso, ciò contribuisca a rafforzare il CSP-Conlutas e a promuovere le lotte delle classi oppresse.

Difenderemo le iniziative che ampliano la partecipazione democratica, decentralizzano le responsabilità, rafforzano gli spazi di base e danno priorità all'azione concreta e al lavoro quotidiano delle organizzazioni popolari.

Comprendiamo che il futuro di CSP-Conlutas dipenderà dalla capacità collettiva di prendere definitivamente le distanze dalle pratiche burocratizzanti e centralizzanti, di ampliare la propria presenza nelle lotte reali e di costruire una forza sociale organizzata tra i lavoratori e i settori oppressi. Questa è, a nostro avviso, la principale sfida che ci attende nel prossimo periodo.

Organizzazione socialista libertaria, luglio 2026

https://socialismolibertario.net/notas-sobre-a-atuacao-da-osl-na-csp-conlutas-apos-o-vi-congresso-nacional/
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