|
A - I n f o s
|
|
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists
**
News in all languages
Last 40 posts (Homepage)
Last two
weeks' posts
Our
archives of old posts
The last 100 posts, according
to language
Greek_
中文 Chinese_
Castellano_
Catalan_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
_The.Supplement
The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
First few lines of all posts of last 24 hours |
of past 30 days |
of 2002 |
of 2003 |
of 2004 |
of 2005 |
of 2006 |
of 2007 |
of 2008 |
of 2009 |
of 2010 |
of 2011 |
of 2012 |
of 2013 |
of 2014 |
of 2015 |
of 2016 |
of 2017 |
of 2018 |
of 2019 |
of 2020 |
of 2021 |
of 2022 |
of 2023 |
of 2024 |
of 2025 |
of 2026
Syndication Of A-Infos - including
RDF - How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
(it) Italy, UCADI, #210 - Elly Schlein e le pulizie in casa PD (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Mon, 24 Aug 2026 10:07:00 +0300
Fin dal 12 marzo 2023, quando fu eletta segretaria del Pd, Elly Schlein
si è posta il problema di come ripulire il partito da quel ciarpame
accumulatosi dalla sua fondazione e aumentato esponenzialmente con la
gestione Renzi della segreteria, che ha imbarcato la feccia del
qualunquismo, proveniente dalle "zone TL" e che nel partito è rimasto
per poter essere rieletto. La Schlein aveva capito che questa era una
questione di vita o di morte, poiché alla "corrente riformista" che ne
radunava la gran parte, facevano capo quei sommovimenti periodici che
hanno reso deboli i segretari del partito e contribuito all'instabilità
della segreteria politica. Uno scontro diretto con questa componente,
molto forte e radicata nella struttura burocratica e nelle
amministrazioni, avrebbe certamente significato la sfiducia della
segreteria alla prima occasione: da allora l'alleanza, o forse sarebbe
meglio dire, il Patto di convivenza con Stefano Bonaccini, esponente
principale della componente degli amministratori del PD, inamovibili.
Sfruttando la regola dell'alternanza nelle cariche e nelle candidature,
la segreteria Schlein, con lentezza e prudenza, ha provveduto a
candidare al Parlamento europeo un insieme di personaggi, relegando i
superstiti, anche se eletti in Parlamento, ad un ruolo di minore
esposizione mediatica e facendo passare questa strategia come una lotta
ai cacicchi del partito. Così una serie di personaggi sono finiti nel
cimitero degli elefanti, costituito dal Parlamento europeo, sperando che
in quella sede potessero fare meno danni ed altri, pur se parlamentari
come la Guelmini, sono precipitati nell'oblio e oscurati.
Si è trattato di un calcolo solo parzialmente giusto, in quanto, molti
di costoro si sono inseriti in lobby politico-affaristiche sperimentate,
venendo colti con le mani nel sacco, come è avvenuto con l'inchiesta
Qatar-gate, mentre altri, più avveduti, hanno scelto l'ultra atlantismo
della Commissione europea, per dare sfogo a tutto il marciume che
avevano dentro, distinguendosi per le loro posizioni illiberali, e
servili, concretizzatesi in un sostegno senza se e senza ma
dell'Ucraina, e un ancora più forte sostegno ad Israele, sponsorizzando
l'adozione di sanzioni nei confronti della Russia, ma facendo argine
all'adozione di qualsiasi sanzione nei confronti di Israele. Alfiere di
questa componente Pina Picierno, affiancata da Gori e da tanti altri
meno noti ma non meno disgustosi.
La strategia della segretaria verso costoro è stata quella di lasciarli
fare e tacere, aspettando che le loro iniziative illiberali, il loro
livore anti-russo e anti-palestinese si manifestasse in ogni modo e in
ogni occasione, producendo il discredito e soprattutto l'allontanamento
e l'isolamento da quegli elettori, o almeno della gran parte di quelli,
che li avevano votati. Le posizioni canagliesche assunte da costoro, la
proiezione della loro attività, tesa a dimostrare alle lobby che li
sponsorizzano, di rispondere efficacemente al mandato ricevuto e alla
funzione assunta, di essere servili, si sono concretizzate nel sostegno
alle ruberie della Commissione e nel fare da sponda ai ladroni di Kiev
che hanno fatto la cresta ai finanziamenti concessi all'Ucraina,
coprendone le malefatte e capitalizzando i profitti.
Con il passare del tempo la posizione di costoro si è sempre di più
indebolita, al punto che con l'avvicinarsi della scadenza della
legislatura in Italia e il consolidarsi della segreteria Schlein, che si
è dimostrata capace di costruire alleanze elettorali e che soprattutto
promette di non andare alle prossime elezioni in ordine sparso, molti di
loro hanno deciso di lasciare volontariamente il partito, vedendo
ridursi il loro spazio di manovra.
All'interno del partito lo spazio politico per loro si è ridotto quanto
più hanno funzionato le alleanze a livello locale fra i partiti della
sinistra che hanno portato a sostanziali successi nelle elezioni
amministrative, dimostrando che un'alternativa è possibile e che le
nefandezze di Letta non si sarebbero ripetute.
La linea del PD e la politica internazionale
Se si guarda alla linea politica del partito, possiamo riconoscere la
capacità della Schlein di trovare un accordo elettorale con 5 Stelle e
Sinistra/verdi sulle questioni di politica interna, molto importanti,
che vanno dal salario minimo ad una politica salariale diversa, ad una
riforma radicale della tassazione dei redditi, adottando aliquote più
eque, a interventi a favore della sanità e della scuola, sempre più
bisognose di finanziamenti, al sostegno economico per i ceti più deboli
e a un piano industriale a favore delle aziende, all'abrogazione della
decretazione emergenziale del governo Meloni che ha inquinato il nostro
ordinamento penale e compresso le libertà civili. Ma allo stesso tempo
ci si accorge della presenza di posizioni inaccettabili in politica
estera, e in particolare sull'Ucraina e il Medio Oriente.
Il sostegno alla causa palestinese c'è stato sotto forma di
partecipazione alle gigantesche manifestazioni a favore di Gaza, e dei
palestinesi, ma non altrettanto incisiva è stata la posizione assunta
sulle sanzioni a Israele, reclamate a gran voce in tutti i consessi, da
quello europeo a quello del Parlamento italiano, ma sostanziatisi in un
fallimento, considerate le posizioni mantenute dal Governo italiano
sulla questione palestinese, la continuazione del commercio di armi e il
persistere di rapporti economici e finanziari con lo Stato di Israele.
Restano gravissimi i rapporti con Israele in materia di intelligence,
caratterizzati dall'acquisizione di sistemi di spionaggio per il
monitoraggio degli avversari politici e dei comuni cittadini; inefficace
l'azione del partito in sede UE.
Ma dove proprio i conti non tornano è in relazione alla posizione
assunta sull'Ucraina, rispetto alla quale la Schlein continua ad
esprimere solidarietà e sostegno, l'invio di armi e finanziamenti, anche
se cerca di mitigare le sue posizioni, pronunciandosi a favore
dell'apertura di trattative che conducano alla fine della guerra, oggi
irrealistiche. È del tutto evidente a chiunque la strumentalità di
questa posizione, funzionale ad evitare che gli Stati Uniti le
interdicano l'accesso a Palazzo Chigi, nell'eventualità di una vittoria
elettorale. Se la segretaria del PD fa questa scelta, sperando in tal
modo di rimuovere il veto statunitense per andare al governo, si illude,
perché Trump la considera, come in effetti rimane, una sostenitrice
degli odiati democratici statunitensi, e non della componente socialista
di essi, ma molto vicina a quella progressista di Obama e della Harris.
L'esibito legame di vicinanza con Bernie Sanders costituisce più
l'immagine di facciata che un'adesione alla radicalità, per gli USA, del
suo programma sociale.
Ciò che la Schlein sembra non aver compreso, a nostro avviso, è il
progetto che nella situazione contingente italiana è portato avanti da
alcuni ambienti a lei noti, identificabili nel mainstream legato agli
Stati Uniti, ovvero Mario Monti, Mario Draghi, Gentiloni, Letta e tanti
altri arnesi ormai desueti della politica italiana (no, Calenda no, è
troppo stupido e insignificante).
Costoro lavorano ad un sostanziale pareggio elettorale, che costringa
alla formazione di un Governo tecnico di unità nazionale o comunque
sostenuto da una larga coalizione, in modo da contenere la spinta
propulsiva che viene dall'alleanza politica che la Schlein sta cercando
di costruire, lasciando fuori Vannacci per permettergli di crescere come
opposizione per gestire un ulteriore spostamento a destra dell'asse
politico del paese. Per fare questo occorre la complicità del Presidente
della Repubblica. Così facendo, si salverebbero gli "equilibri
democratici" del paese, il che permetterebbe di imporre al Parlamento
l'elezione di un Presidente della Repubblica di garanzia, che assicuri
il mantenimento delle istituzioni democratiche dal punto di vista
formale, ma garantisca un ulteriore spostamento a destra dell'asse
politico. I nomi più probabili Mario Monti, Mario Draghi.
Un nuovo scenario si è aperto
Guardando a tutto quello che sta avvenendo sul piano della politica
internazionale, questo invece è il momento in cui sembrano aprirsi degli
spazi, per cui è il caso di osare, e battersi per una nuova collocazione
del paese nel quadro politico internazionale. La strategia che abbiamo
cercato di spiegare è frutto di un'analisi ponderata dei fattori in
campo, ma non tiene conto che a causa dell'instabilità trumpiana, si sta
producendo una crisi strutturale della NATO che verrebbe ulteriormente
aggravata da una sconfitta dell'Ucraina sul campo di battaglia,
decisamente molto probabile, anche se non ne conosciamo i tempi. Ciò
porterà con sé una crisi profonda dell'Unione Europea, ulteriormente
accentuata qualora si adottasse la decisione suicida di permettere
l'ingresso dell'Ucraina nella UE.
Gli spazi che si aprirebbero, supererebbero il ferreo controllo
esercitato dall'egemone statunitense su i suoi vassalli sparsi per
l'Europa e ciò potrebbe offrire la possibilità di spingere l'Italia
verso una posizione di neutralità direttamente connessa alla
estromissione delle bassi statunitensi presenti nel nostro paese. Questa
prospettiva è più realistica di quanto sembri a prima vista e forse
sarebbe il caso di cogliere l'occasione per tentare questa via, che è la
sola capace di dare al paese quello slancio anche ideale del quale ha
bisogno per superare l'attuale crisi di stagnazione e spazzare in un
solo colpo l'ipoteca della destra che pesa sulla gestione del potere in
Italia e la recessione economica che la affligge, salvandosi dal
coinvolgimento di una guerra in Europa che sembra avvicinarsi a grandi
passi.
Per quanto si possa essere benevolmente predisposti nel valutare
l'operato della Schlein, la sua struttura politica non sembra
sufficiente a reggere un tale progetto strategico e questo perché Ella
non possiede o almeno, non ha dimostrato di possedere, quelle qualità di
statista che sarebbero necessarie Né tantomeno è circondata da uno staff
politico preparato ed efficiente, in grado di applicare la strategia
appena descritta. Per questo motivo sarà già un miracolo che riesca a
sfuggire alle trappole che una politica abile come la Meloni le metterà
sul cammino e sarà già un'impresa riuscire a governare e gestire i
rapporti con i propri partner di uno schieramento politico che appare
percorso da notevoli personalismi e da una scarsa chiarezza strategica.
Il cosiddetto campo largo, qualora vinca le elezioni, si perderà dietro
a una politica di piccolo cabotaggio che purtroppo non inciderà sulla
sorte del paese né sulle ragioni vere e profonde della crisi italiana.
La Redazione
https://www.ucadi.org/2026/07/23/elly-schlein-e-le-pulizie-in-casa-pd/
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe https://ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
- Prev by Date:
(it) Greece, APO: Posizione del collettivo per l'anarchismo sociale "Nero e Rosso" all'VIII Congresso dell'Organizzazione Politica Anarchica (13-14 giugno | Salonicco) II. (2/4) (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
- Next by Date:
(it) France, Comunicato stampa UCL: Il fallimento di Makassar: quando il crollo di un distributore minaccia l'editoria indipendente (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
A-Infos Information Center