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(it) Italy, Sicilia Libertaria #469 - Ambiente cibo clima - Il luminoso futuro dell'U.E. (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Mon, 10 Aug 2026 07:25:48 +0300


In tempi bui come quelli attuali a rischiarare il futuro c'è l'Unione Europea che ha pensato bene di redigere prima, a fine 2025, e di approvare, durante il 2026, un insieme di norme, il pacchetto omnibus, che semplificano la normativa europea e riducono gli oneri a carico delle imprese dell'UE per non pregiudicarne la competitività, pur mantenendo gli impegni di sostenibilità e garantendo la salute dei consumatori. Questo almeno è quello che dicono le dichiarazioni ufficiali. Entrando nel merito si vede che il pacchetto si articola in dieci punti che riguardano: la sostenibilità, gli investimenti in UE, la politica agricola comune, le imprese a media capitalizzazione, la prontezza della difesa, i prodotti chimici, il digitale, l'ambiente, il settore automobilistico e la sicurezza degli alimenti e dei mangimi. La proposta via via che verrà approvata potrebbe subire delle modifiche. Se si legge ciò che è stato scritto ci si trova di fronte a dichiarazioni di intenti apparentemente animate da nobili principi ma nella sostanza la direzione reale è tutt'altra. Ecco cosa scrivono "Per ridurre gli oneri di rendicontazione a carico delle imprese[...]l'obbligo di redigere e pubblicare rendicontazioni di sostenibilità a livello individuale dovrebbe essere limitato alle imprese con ricavi netti delle vendite e delle prestazioni superiori a 450 000 000 EUR e un numero medio di dipendenti occupati durante l'esercizio maggiore di 1 000[...]Le imprese, i gruppi e gli emittenti al di sotto delle soglie specificate rimangono liberi di effettuare una rendicontazione di sostenibilità su base volontaria[...]Le disposizioni della direttiva (UE) 2024/1760 sul piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici sono state ritenute sproporzionate, in particolare a causa dell'onere amministrativo che grava sulle società e sulle autorità competenti, e rischiano di comportare incertezza giuridica. È necessario abrogare tali disposizioni al fine di razionalizzare gli obblighi e favorire un'attuazione più mirata ed efficace della direttiva."

Chiaro l'obiettivo: diminuire in modo sostanziale il numero di imprese soggette alla norma e inficiare la sia pur minima possibilità di ridurre l'impatto ambientale delle attività produttive. Se si passa poi ad analizzare la parte riguardante l'etichettatura si legge "La relazione del 2024 dal titolo "Il futuro della competitività europea" (relazione Draghi) ha sottolineato che il numero e la complessità delle norme rischiano di limitare il margine di manovra delle imprese dell'Unione e di impedire che rimangano competitive[...]ha consentito inoltre di evidenziare gli oneri amministrativi e i costi eccessivi associati alle prescrizioni introdotte dal regolamento (UE) 2024/2865. Sulla base di tali risultati, la Commissione ha proposto di semplificare alcuni requisiti e procedure per i prodotti chimici.

Tale proposta mira, tra l'altro, a trovare un equilibrio migliore tra la necessità che i consumatori comprendano chiaramente le informazioni riportate sull'etichetta, da un lato, e l'esigenza di ridurre gli ostacoli al mercato e gli oneri amministrativi per l'industria, dall'altro[...]Alla luce di tale proposta, è necessario differire ulteriormente gli obblighi introdotti dal regolamento (UE) 2024/2865 in materia di formattazione delle etichette, pubblicità, offerte di vendita a distanza e rietichettatura." Ancora più pericolose appaiono le proposte sulle sostanze chimiche a partire dal principio 'Una sostanza una valutazione' "La complessità delle procedure di valutazione rappresenta un problema specifico per le autorità e i portatori di interessi, in quanto può comportare incongruenze, un rallentamento delle procedure, un uso inefficiente delle risorse e oneri inutili. La Commissione si impegnerà per rendere tali processi di valutazione più semplici e trasparenti, al fine di ridurre gli oneri per tutti i portatori di interessi e rendere il processo decisionale più rapido oltre che più coerente e prevedibile. Questo processo favorirà inoltre il graduale passaggio dalla valutazione e regolamentazione delle sostanze chimiche sostanza per sostanza a una regolamentazione per gruppo". Ma la parte più interessante è la seguente: "Considerando che la maggior parte delle sostanze attive approvate è stata oggetto di almeno un processo di rinnovo e che ci si attende che le nuove sostanze attive abbiano proprietà tossicologiche ed ecotossicologiche migliori, si propone di rendere illimitata la durata delle approvazioni delle sostanze attive[...]Tale approccio porterà a un uso più efficiente delle risorse, in quanto gli Stati membri e l'Autorità europea per la sicurezza alimentare potrebbero destinare le risorse disponibili alle sostanze attive per le quali è giustificata una rivalutazione e alla valutazione delle domande di approvazione di nuove sostanze attive e delle domande di autorizzazione di prodotti fitosanitari contenenti tali sostanze". Si introducono autorizzazioni illimitate per le sostanze chimiche attualmente in uso di cui non si evidenzia una rilevante pericolosità e si elimina l'obbligo di periodica revisione, attualmente esistente, che si fonda sul presupposto che migliorando le tecniche e i metodi a disposizione si può venire a conoscenza di effetti dannosi non evidenziati in precedenza. Inoltre si prevede di allungare i periodi di deroga per l'utilizzo di sostanze non più autorizzate, in quanto pericolose, e l'ampliamento delle eccezioni al divieto all'uso di pesticidi pericolosi in nome della salvaguardia della produzione agricola. Il pacchetto nasconde poi altre mille deroghe e facilitazioni che hanno l'unico scopo di favorire la produzione agricola e industriale senza tenere conto dei danni arrecati da queste all'uomo, agli esseri viventi e all'ambiente. Ultima chicca la raccomandazione di aumentare l'investimento in armamenti ed eserciti. Un futuro veramente luminoso quello che si prospetta!

Brunella Missoric

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