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(it) Greece, APO, Landand & Freedom - Il Primo Maggio anarchico indica la via agli oppressi (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Sat, 6 Jun 2026 08:28:39 +0300
CONTRO IL MONDO DELL'INTEGRAZIONE MODERNA ---- L'anniversario dello
sciopero del Primo Maggio, giornata dedicata in tutto il mondo alle
lotte dei lavoratori, è un evento di grande valore storico per la classe
operaia e la sua eterna e intramontabile lotta contro lo Stato e il
Capitale. Non si tratta di una celebrazione di insurrezioni passate, ma
di un appello alla lotta nel presente. In particolare, commemora la
rivolta di Haymarket a Chicago e le grandi lotte di sciopero di quei
giorni, la cui principale rivendicazione era l'istituzione della
giornata lavorativa di 8 ore. Scioperi organizzati e promossi con il
grande contributo degli anarchici del movimento operaio, con il
sacrificio degli 8 compagni che rappresenta un punto di svolta nella
storia delle lotte di classe. Nello specifico, il 3 maggio 1886 a
Chicago, la polizia attaccò gli scioperanti riuniti, uccidendone sei e
ferendone molti altri. Il giorno seguente, durante una protesta a
Haymarket Square, che la polizia tentò nuovamente di disperdere, esplose
una bomba, uccidendo sul colpo un agente e ferendone mortalmente altri
sei, oltre a decine di scioperanti. Seguì una repressione, durante la
quale otto attivisti anarchici furono presi di mira con false prove del
loro coinvolgimento. Alla fine, sette di loro furono condannati a morte
per impiccagione.
Le rivendicazioni e la lotta degli attivisti anarchici e del movimento
operaio di Haymarket rimangono attuali e sono tuttora al centro della
lotta degli oppressi contro lo Stato e il Capitale. Il sistema
statale-capitalista, dalle sue origini fino ai giorni nostri, ha
promesso alle masse solo sfruttamento, oppressione, impoverimento e morte.
Stato e Capitale cercano costantemente di massimizzare il loro potere e
i loro profitti a spese della base sociale, senza il minimo rispetto per
la vita e la dignità umana. La conquista della giornata lavorativa di 8
ore è costantemente minacciata, in una situazione in cui gli
straordinari non retribuiti e gli orari estenuanti sono la norma,
soprattutto dopo la legalizzazione ufficiale della giornata lavorativa
di 13 ore, mentre qualsiasi reazione viene già repressa dai tribunali,
sulla base della legge Hatzidakis. Allo stesso tempo, le condizioni di
lavoro peggiorano sempre di più, mentre i lavoratori perdono
continuamente la vita nei cosiddetti "incidenti", che in realtà non sono
altro che omicidi sponsorizzati dai datori di lavoro. Un esempio recente
è quello di Violanta, dove cinque lavoratori hanno perso la vita in
un'esplosione, dopo una fuga di gas durata mesi, conseguenza di
molteplici inadempienze nelle misure di sicurezza, responsabilità del
datore di lavoro. Naturalmente, lo sfruttamento e il saccheggio della
classe lavoratrice da parte del Capitale sono accompagnati dalla
repressione statale, che si preoccupa di mettere a tacere, scioperare e
disperdere ogni movimento operaio e popolare che si opponga agli
interessi e ai metodi del potere, sia attraverso sentenze giudiziarie e
l'arsenale legale, sia attraverso la polizia e la repressione di strada.
Mentre le classi inferiori della società sono impoverite nelle segrete
della schiavitù salariale, Stato e Capitale riservano un destino ancora
peggiore a rifugiati e immigrati. Coloro che non vengono uccisi al
confine o sul fondo dell'Egeo dalla guardia costiera greca, come accade
ripetutamente nei vari naufragi, vengono mandati in campi di
concentramento con condizioni di vita terribili, o, nella migliore delle
ipotesi, hanno la "libertà" di essere sfruttati dalla borghesia locale
come manodopera a basso costo. Ne abbiamo avuto un'ulteriore conferma
solo pochi mesi fa, quando, al largo della costa di Chio, una
motovedetta della guardia costiera ha investito un'imbarcazione di
immigrati, provocando almeno 15 morti e 25 feriti. Allo stesso tempo,
come se non bastasse, i media borghesi trasformano gli immigrati in
capri espiatori, incolpandoli di ogni problema sociale, problemi creati
dallo stesso sistema statale-capitalista, al fine, da un lato, di
nascondere le vere cause e, dall'altro, di creare un'unità interna
basata sull'identità nazionale e sulla narrazione di un nemico comune
esterno.
Un altro evento che rivela le intenzioni omicide dei governanti è il
crimine di Tempi, che non è un "incidente", ma la più brutale
espressione del sistema statale-capitalista che sacrifica vite umane
sull'altare del profitto e dello "sviluppo". Da anni, le infrastrutture
sono abbandonate e la sicurezza è degradata. Lo Stato, insieme a
interessi privati, privilegia la gestione a basso costo alla vita umana.
Le ferrovie, come qualsiasi bene pubblico, vengono trasformate in una
fonte di profitto. Privatizzazione, carenza di personale e assenza di
controlli di sicurezza non sono casuali, ma scelte politiche
consapevoli. Il risultato è predeterminato: quando i costi vengono
ridotti e la responsabilità si disperde, il disastro diventa
inevitabile. Il problema non si limita ad attribuire la responsabilità a
singoli individui, poiché è il sistema di potere stesso a produrre tali
tragedie. Gerarchia, concentrazione del potere e commercializzazione
della vita creano le condizioni per una nuova "Tempi".
La stessa logica che sacrifica vite umane in infrastrutture degradate è
alla base dei conflitti bellici, a causa dei quali innumerevoli persone
perdono la casa, la famiglia, vengono impoverite e uccise, per gli
interessi e i piani dei potenti. In una condizione di crisi
generalizzata del sistema statale-capitalista globale, i fronti di
guerra si espandono sempre più, con conflitti in Medio Oriente, in
Sudan, in Congo, in Pakistan, nella guerra in Ucraina che ha causato
milioni di morti, nella Gaza sofferente, teatro di guerra e genocidio.
Stati e Capitale, nel tentativo di risolvere i propri problemi interni e
trovare nuove fonti di profitto, mandano i figli della classe operaia al
macello della guerra, con il pretesto dell'"interesse nazionale", della
"giustizia" o della "libertà". Mentre gli Stati si armano, l'industria
bellica si diffonde rapidamente, arrivando persino a invadere le
università, trasformate in strumenti di guerra. Lo Stato greco, insieme
all'intero mondo occidentale, fornisce i mezzi per lo sterminio di
milioni di persone, sostenendo finanziariamente e militarmente lo Stato
omicida di Israele nel genocidio che perpetra contro i palestinesi e
nella guerra imperialista contro l'Iran.
La risposta alla realtà disumana che Stato e Capitale cercano di
imporci, allo sfruttamento, all'oppressione, all'umiliazione, è una
sola: l'organizzazione dal basso in tutti gli ambiti sociali e una
resistenza diretta e senza filtri. Il movimento studentesco, in quanto
parte organica delle più ampie resistenze sociali e di classe, deve
essere connesso al movimento operaio e, con una lotta comune, con la
solidarietà di studenti, lavoratori, ma anche più in generale di tutta
la base sociale, per porre fine al mondo del potere e dei padroni.
Combattere con grinta, con scioperi, occupazioni, scontri,
manifestazioni, finché tutto non torni nelle mani della società. Per un
mondo senza oppressori e oppressi, un mondo umano, un mondo di
uguaglianza, libertà e solidarietà.
Tutti coloro che partecipano alle mobilitazioni per il Primo Maggio
Anarchico:
Manifestazione: giovedì 30 aprile, ore 19:00, Propilei
Marcia di sciopero: venerdì 1 maggio, ore 11:00, Chafteia
ORGANIZZAZIONE ANARCHICA DELLA CLASSE UMANA IN LOTTA
NON È CAPITALISMO
IL TERRORISMO È SCHIAVITÙ SALARIALE
NESSUNA PACE CON I PADRONI
Iniziativa Studentesca Anarchica di Atene
https://landandfreedom.gr/el/agones/2272-i-anarxiki-protomagia-deixnei-ton-dromo-stous-katapiesmenous
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