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(it) Spaine, Regeneracion - La nostra unica guerra è la guerra di classe: organizzazione e lotta; passato, presente e futuro. A cura della redazione di Regeneration (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Thu, 4 Jun 2026 07:31:25 +0300
Oggi, 1° maggio, ricorrono i 140 anni dallo sciopero di centinaia di
migliaia di lavoratrici americane che lottarono per la giornata
lavorativa di otto ore. E ci riuscirono. La classe operaia, ancora
giovane e rafforzata dagli instancabili sforzi di attivisti comunisti e
anarchici, forgiata in decenni di lotte, affilò le sue armi e mostrò al
mondo intero di cosa era capace. ---- La borghesia, naturalmente, non
poteva rimanere in silenzio: tre giorni dopo, a Chicago, la polizia
avrebbe aperto il fuoco indiscriminatamente sui lavoratori in protesta;
la stampa borghese avrebbe calunniato gli scioperanti e incitato alla
repressione; e un processo farsa avrebbe portato all'esecuzione di
attivisti anarchici. La borghesia rispose con tutte le sue forze, ma non
bastò.
Nonostante la barbarie, nonostante un capitale ormai smascherato, pronto
a usare ogni mezzo a sua disposizione per conquistare, devastare e
sterminare, la classe operaia di ieri ha dimostrato la sua forza sociale.
La borghesia ha potuto fare ben poco contro una classe consapevole di
sé, che è riuscita a imporsi e a imporre la giornata lavorativa di otto
ore. Quella vittoria è la nostra eredità.
Due secoli dopo, in questo Primo Maggio, rinnoviamo l'impegno di tutti
coloro che hanno lottato per la dignità della classe operaia. Oggi più
che mai, con la nostra classe in fase di riorganizzazione, alla ricerca
della propria strada, ricordiamo e abbracciamo la storia di tutti coloro
che hanno dedicato i propri sforzi, e talvolta persino la propria vita,
alla lotta di tutti.
Perché, sebbene le forme cambino, l'oppressione contro la nostra classe
continua. La scopriamo nelle nostre vite, sempre più precarie e
insicure, costrette a vivere in un sistema che mette a repentaglio la
possibilità di accedere a un alloggio dignitoso, di arrivare a fine mese
pur avendo un lavoro. Darle un nome è il primo passo per affrontarla.
Ancora una volta, denunciamo lo sfruttamento del lavoro, le condizioni
lavorative che ci rendono fisicamente e psicologicamente malati, i
salari insufficienti a coprire i bisogni primari, i contratti precari e
la crescente difficoltà di conciliare lavoro, riposo e vita privata; una
situazione che colpisce in particolare i settori più vulnerabili della
nostra classe.
Contro l'ascesa dell'estrema destra e contro il fascismo, che si insinua
nella società attraverso la paura, la disillusione e la sensazione che
nulla abbia senso. Si dissolve in internet e si cristallizza nelle
istituzioni dello Stato borghese per difendere gli interessi di chi ne è
il vero padrone: i capitalisti. Contro la paura che paralizza, ci
opponiamo all'organizzazione che libera.
La nostra classe non è omogenea. Viviamo sotto il peso di varie forme di
oppressione e violenza intrinseche al capitalismo e che lo alimentano,
come il colonialismo, l'imperialismo, il razzismo, il sessismo e la
discriminazione nei confronti delle minoranze sessuali e di genere.
L'unità non è scontata; la costruiamo giorno dopo giorno, sommando le
lotte e le persone emarginate della classe lavoratrice. Ogni contributo
è una vittoria. Siamo internazionalisti e, pertanto, possediamo una
comprensione globale del capitalismo, che ci porta alla solidarietà con
i popoli oppressi. I confini non sono altro che strumenti di classe.
Rifiutiamo tutte le istituzioni dello Stato borghese create per la sua
difesa, dai centri di detenzione per immigrati a Frontex.
Promuoviamo un'interpretazione di classe dell'ambientalismo, denunciando
il saccheggio e la distruzione delle nostre risorse, il neocolonialismo
economico e la devastazione del territorio causata dall'accumulazione
capitalistica e dalla falsa teoria della crescita infinita.
La crisi climatica ed energetica, esacerbata dalla distribuzione
ineguale, deve essere compresa in questo quadro. Sarà la classe
lavoratrice, soprattutto quella del Sud del mondo, a pagare con il
proprio sangue le conseguenze della lotta per le risorse e con i propri
mezzi di sussistenza le conseguenze di siccità e tempeste.
Contro il riarmo imperialista, la guerra e il genocidio, perpetrati per
difendere gli interessi della classe capitalista occidentale, che da
anni devasta il Sud del mondo. Guerre capitaliste, imperialiste e
criminali che mietono vittime tra la classe operaia in difesa degli
interessi di pochi che non conosceranno mai la straziante realtà di
mettere piede in una zona di guerra. La nostra solidarietà non conosce
confini, perché non ne conosce nemmeno la nostra lotta. Non c'è guerra
tra popoli, né pace tra classi.
La classe operaia sta attraversando un periodo di ricomposizione. Senza
un programma politico rivoluzionario, è condannata a una lotta di
resistenza, dove la vittoria non è progresso, ma piuttosto arrestare
l'erosione delle conquiste ottenute ieri. È frenata da sindacati
controllati dal e per il capitale, che limitano e tradiscono le sue lotte.
La fine della storia non è ancora arrivata, né tantomeno la fine della
storia della nostra classe. Germogli di speranza continuano a spuntare
dove altri vedono solo silenzio. Ogni assemblea convocata, ogni sciopero
sostenuto, ogni compagna che compie un passo avanti porta in sé la
potenziale crepa che potrebbe far crollare il muro.
Oggi ci viene offerta l'opportunità di riorganizzarci e costruire una
forte organizzazione rivoluzionaria e libertaria, capace di affrontare
burocrazie, deviazioni opportunistiche o autoritarie. Un'organizzazione
che non solo resista, ma che ci avvicini anche al mondo che desideriamo:
orizzontale, basato sulla solidarietà, vivo.
Non partiamo da zero. Partiamo da 140 anni di lotte conquistate a caro
prezzo, da memorie che ci sostengono, da compagni che ci hanno preceduto
e che credevano fosse possibile, e avevano ragione. L'unica strada che
abbiamo come classe è la rivoluzione.
Oggi, ieri e domani, la nostra guerra è una sola: la guerra di classe.
Batzac - Hedra - Liza - Xesta - Embat
https://regeneracionlibertaria.org/2026/05/01/nuestra-unica-guerra-es-la-guerra-de-clases/
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