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(it) Italy, FAI, Umanita Nova #12-26 - Liberiamoci dal fascismo (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Fri, 15 May 2026 08:39:04 +0300
L'esito del referendum sulla riforma della magistratura aveva acceso da
molte parti la speranza che il governo desse a breve le dimissioni. ----
Una valutazione diffusa era che il risultato delle urne avesse fermato
il progetto autoritario della destra fascista; questo poteva
rappresentare la base, unita alla manifestazione "No kings" del 28 marzo
a Roma, per rilanciare il movimento di massa per arrivare alla caduta
del governo Meloni e al recupero delle conquiste del movimento di classe
usurpate negli ultimi decenni.
Oltre al risultato del referendum c'erano i primi segnali economici e
finanziari di una crisi che si addensa sulla compagine di governo, il
malcontento di Confindustria, le tensioni all'interno della maggioranza.
In realtà, piuttosto che alla vigilia del 25 aprile sembra di trovarsi
nel 1924, all'indomani del delitto Matteotti, con le opposizioni
ritirate sull'Aventino in attesa di una mossa del capo dello stato che
licenziasse il governo Mussolini.
Oggi le opposizioni non si sono ritirate dalle aule parlamentari, ma,
come allora, sembrano aspettare che il cadavere del presidente del
consiglio passi trasportato dalle alterne correnti della politica
parlamentare. Ai tempi dell'Aventino quella politica portò all'Italia
venti anni di dittatura e le distruzioni e le tragedie di una guerra
d'aggressione perduta.
Di fronte alla passività dell'opposizione parlamentare, di fronte
all'inganno delle urne, oggi come ieri spetta alle classi sfruttate
dimostrare la loro forza, dando vita ad un nuovo 25 aprile.
Il 3 gennaio di Giorgia Meloni
il 3 gennaio del 1925 Benito Mussolini tenne un discorso davanti alla
Camera in cui si assunse la piena responsabilità delle violenze commesse
dai fascisti, prima e dopo il delitto Matteotti. "Se il fascismo è
un'associazione a delinquere" disse Mussolini "io ne sono il capo".
Mussolini riuscì a superare la crisi politica perché le forze politiche
di opposizione avevano paura di fare appello alla piazza, a quella
mobilitazione popolare oggetto delle violenze fasciste.
Oggi come ieri la crisi è la principale alleata di questo governo, che
si presenta alle classi privilegiate e alle forze politiche che le
rappresentano come unico argine all'esplodere della rabbia popolare; un
governo che si presenta inoltre come unico soggetto capace di destinare
le poche risorse pubbliche che ci sono alla garanzia degli utili
aziendali, piuttosto che a soddisfare i bisogni della collettività.
Questo è emerso in modo chiaro dall'informativa resa da Giorgia Meloni
alla Camera e al Senato. La presidente del consiglio ha ribadito una
visione autoritaria della politica: il suo intervento lascia infatti
nell'ombra il ruolo del Parlamento ed assegna all'esecutivo il compito
di fare le leggi e le stesse riforme costituzionali. Questo è un
passaggio molto delicato, perché, come fece prima di lei anche
Mussolini, si lascia intatto l'involucro formale della costituzione, ma
lo si stravolge con la pratica quotidiana. Se il voto del referendum ha
bocciato una riforma, non ha fatto cambiare opinione al governo
sull'abuso delle sue prerogative, e qui sta il pericolo.
Un passaggio importante del discorso è quello in cui Giorgia Meloni ha
rivendicato il suo ruolo di commesso viaggiatore, impegnato
nell'acquistare idrocarburi da Algeria e monarchie del Golfo.
Evidentemente la presidente del consiglio non si rende conto di quanto
questa affermazione mini la narrazione sulla globalizzazione e sul
libero mercato. Nella ricostruzione di Meloni infatti è il governo che
si preoccupa di trovare risorse definite indispensabili per l'Italia,
che pure ha un'azienda di stato, l'ENI, che dovrebbe svolgere proprio
questo ruolo. È chiaro che l'ENI, come un'impresa capitalistica
qualsiasi, è troppo impegnata nel raggiungere il massimo profitto per
preoccuparsi dei bisogni della collettività.
La presidente del consiglio infine ha rivendicato il garantismo della
maggioranza, parlando delle dimissioni di alcuni membri del governo. Un
garantismo che però sparisce quando rivendica il blocco navale nei
confronti dei naufraghi o il fermo preventivo di manifestanti:
provvedimenti che rimandano ad una concezione totalitaria dello Stato di
inequivocabile marca fascista.
Una strada in salita
In realtà non esiste in Parlamento una maggioranza alternativa, e le
stesse forze di opposizione puntano alle elezioni per il prossimo anno.
Lo stesso appuntamento "No kings" del 28 marzo ha avuto il sapore di una
prova di lista comune guidata dalla CGIL in vista delle prossime
elezioni. Ed anche le forze politiche che non sono in Parlamento, ma che
vorrebbero andarci, misurano le proprie iniziative di piazza sulla
prospettiva delle elezioni.
I fascisti non hanno mai avuto paura delle schede elettorali: lo
dimostrarono all'indomani della vittoria elettorale socialista nel 1921,
lo dimostrano oggi ignorando il risultato del referendum.
Chi sostiene che una vittoria elettorale apra la strada alla
mobilitazione popolare, ha una nuova occasione per ricredersi. Se
vogliamo che le classi sfruttate ritrovino il proprio protagonismo e
sbarrino la strada al fascismo, non possiamo illuderle che basti mettere
una scheda nell'urna.
La storia, del resto, ce lo dimostra: ottantuno anni fa, il 25 aprile
del 1945 il regime fascista fu rovesciato grazie all'insurrezione
popolare, e a quell'insurrezione popolare presero parte anche alcune
delle forze che avevano partecipato all'Aventino. Quell'insurrezione
popolare fu indubbiamente unitaria, come unitaria deve essere la lotta
al fascismo. L'esperienza storica ci insegna tuttavia che se la lotta al
fascismo non si accompagna al superamento del capitalismo,
all'abolizione della divisione in classi della società, le classi
privilegiate torneranno ad appoggiare una soluzione autoritaria,
militarista e razzista, come oggi. Unità quindi, ma sul terreno di
classe, sul terreno dell'autorganizzazione, sul terreno dell'azione diretta.
Tiziano Antonelli
https://umanitanova.org/liberiamoci-dal-fascismo/
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