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(it) Italy, FAI, Umanita Nova #8-26 - Un dibattito NATOblindato. La guerra, il Parlamento e il silenzio sulle basi USA (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Wed, 15 Apr 2026 08:55:37 +0300
Mercoledì 11 marzo il Parlamento italiano torna a discutere della guerra
che si sta allargando in Medio Oriente dopo l'attacco statunitense e
israeliano contro l'Iran del 28 febbraio scorso. Ma, al momento in cui
scriviamo, già dalle risoluzioni presentate alla Camera emerge una
contraddizione evidente: mentre il conflitto rischia di estendersi a
tutta la regione, il dibattito politico italiano continua a muoversi
entro i confini dell'alleanza atlantica, evitando accuratamente il nodo
delle basi militari presenti sul territorio. Insomma, le risoluzioni
presentate dai gruppi parlamentari mostrano i limiti del dibattito
politico italiano: si discute di energia e sicurezza, ma resta sullo
sfondo il nodo delle basi militari e del ruolo dell'Italia nelle guerre
della NATO.
Dietro i richiami alla "de-escalation" e alla necessità di una soluzione
diplomatica emerge una linea comune: confermare l'allineamento
dell'Italia al quadro strategico della NATO, rafforzare il dispositivo
militare europeo e gestire soprattutto le conseguenze economiche del
conflitto.
Non è un caso che nel dibattito parlamentare la guerra compaia spesso
sotto forma di problema domestico: aumento dei prezzi dell'energia,
sicurezza dei militari italiani presenti nell'area, tutela dei cittadini
che lavorano nei Paesi del Golfo. Il conflitto in sé - la sua
legittimità, il diritto internazionale violato, il rischio di una nuova
guerra regionale - resta in secondo piano.
Solo alcune risoluzioni sollevano esplicitamente la questione
dell'attacco contro l'Iran e del suo inquadramento giuridico
internazionale, arrivando a porre anche il problema dell'eventuale
utilizzo delle basi militari statunitensi presenti in Italia. Un tema
che attraversa tutta la storia repubblicana e che riaffiora puntualmente
ogni volta che un nuovo conflitto coinvolge direttamente o
indirettamente il Mediterraneo.
È proprio questo il punto più rimosso del dibattito politico italiano.
Dalla guerra in Jugoslavia a quelle in Iraq, Afghanistan e Libia, le
basi di Aviano, Sigonella e Camp Darby hanno rappresentato snodi
essenziali della proiezione militare statunitense nel Mediterraneo e in
Medio Oriente. Un dispositivo che opera spesso al riparo da un reale
controllo parlamentare e con un dibattito pubblico ridotto al minimo.
Se la crisi con l'Iran dovesse ulteriormente aggravarsi, questo nodo
tornerebbe inevitabilmente al centro della scena. Ma è proprio qui che
il dibattito parlamentare rischia di mostrare il suo limite più
evidente: discutere della guerra senza mettere davvero in discussione il
sistema di alleanze e di servitù militari che rende l'Italia parte
integrante di quel dispositivo.
Finché il territorio italiano resterà costellato di basi straniere e
integrato nel dispositivo militare della NATO, ogni discussione
parlamentare sulla guerra rischierà di assomigliare più a una presa
d'atto che a una reale decisione politica.
Totò Caggese
https://umanitanova.org/quando-la-cura-e-resistenza-ravenna-proibito-certificare-inidoneita-a-cpr/
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(it) Italy, Sicilia, FA: La guerra non è mai la soluzione. Solidarietà internazionalista. Diserzione (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
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