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(it) Italy, FAI, Umanita Nova #4-26 - Ostriche e petrolio. La Spezia: ampliamento dell'oleodotto (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Wed, 11 Mar 2026 09:13:55 +0200
Anche se si parla tanto di Green economy, il motore di questo maledetto
sistema economico è sempre lui: il petrolio, l'oro nero. Per
accaparrarsi le riserve petrolifere gli Stati mostrano i muscoli e
questi muscoli vanno oliati, come i culturisti, ma in questo caso con il
petrolio, perché l'apparato bellico, pur avendo investito soldi nelle
nuove tecnologie, ha necessità assoluta di petrolio e in gran quantità.
Nell'articolo pubblicato sul n.2/2026 di Umanità Nova dal titolo "Clima
di guerra", si è ben argomentato l'impatto ambientale enorme provocato
dall'apparato bellico sia in tempo di pace, sia, in maniera
esponenziale, con guerre in corso.
Pensare globale e agire locale: facciamo nostra questa frase per passare
da un'analisi sia complessiva sia pure parziale, semplice e modesta ad
un agire, monitorare, denunciare quello che avviene nei nostri
territori, che troppo spesso vengono usati, stuprati, sottratti per
interessi che non riguardano sicuramente le popolazioni che vi vivono.
Ne sanno qualcosa gli abitanti di Coltano, di San Piero, di Niscemi, di
Pordenone, di La Spezia, e potremmo ahinoi citare ancora molte altre
località vittime di queste brutali occupazioni imposte.
Domenica 18 gennaio a Marola (piccolo paese di La Spezia sul mare, ma
privato proprio del mare stesso dalla Marina Militare) sì è tenuta, nei
locali della storica Società di Mutuo Soccorso, un'assemblea convocata
dell'Associazione Murati Vivi, per parlare della base militare e del
progetto imminente del suo ampliamento per la necessità di adeguamenti
allo scopo di rientrare negli standard Nato: tra questi interventi è
compreso l'ampliamento del molo che fornisce carburante alle basi aeree
di tutto il nord est Italia. Eccolo il petrolio ritornare, per poi
sparire in novecento chilometri di tubazioni e attraversare sei regioni,
diciassette province e centotrentasei comuni, partendo da La Spezia per
raggiungere le basi di Aviano, Ghedi, Rivolto e Cervia. Inaugurato nel
1960, l'oleodotto non ha mai smesso di pompare, ininterrottamente, fino
a un massimo di un milione e seicento mila litri al giorno, record
raggiunto durante la guerra in Kosovo. L'intera struttura è sotto il
controllo e la gestione del Comando rete POL dell'aeronautica militare
con sede a Parma. La sua gestione prevede un costo di circa quattordici
milioni di euro l'anno.
La pipeline inizia il suo percorso nel porto ligure, come già detto,
attraversa il territorio spezzino nel quale sono presenti due stazioni
di stoccaggio (Pianazze 2250 tonnellate di capacità, Vezzano Ligure
addirittura 40100). Le richieste di predisporre un piano di sicurezza
avanzate nel tempo dalla cittadinanza incalzando i sindaci dei Comuni
nello spezzino sono cadute nel dimenticatoio, snobbate dai vari ministri
della Difesa. E questo nonostante che vi siano stati due episodi in cui
gli sversamenti hanno messo in luce forti criticità per l'ambiente e per
la popolazione, che si è vista il petrolio quasi passarle sotto i piedi.
Ora che spirano venti di guerra il progetto di potenziamento
dell'oleodotto della Nato, in stand by dal 2012, è riapparso incassando
tutte le autorizzazioni per i lavori previsti: per La Spezia inizio a
primavera del primo step, ovvero il consolidamento della piattaforma
marittima affacciata sul golfo di Ruffino, proprio davanti agli
allevamenti di mitili e ostriche, eccellenze del mare spezzino. È
prevista la costruzione di un nuovo pontile e due accosti in testata per
navi cisterna fino a ottantamila tonnellate di stazza. Il passaggio
successivo sarà una maggiorazione del pompaggio del carburante,
effettuando un potenziamento della rete delle condutture per rispondere
al crescente fabbisogno degli aerei militari in stato di allerta
permanente. L'intervento è considerato strategico sul fronte della
difesa militare: l'Hub è infatti l'unico punto marino d' immissione e
prelievo carburante aeronautico, un kerosene speciale con additivi che
in codice Nato viene indicato con la sigla F35, specifico appunto per i
motori dei caccia militari.
Costo previsto al momento dell'opera: trentotto milioni, ma siamo sicuri
che aumenterà.
Altro che ostriche e champagne.
Comitato Antimilitarista La Spezia
https://umanitanova.org/ostriche-e-petrolio-la-spezia-ampliamento-delloleodotto/
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