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(it) Italy, FAI, Umanita Nova #1-26 - Palestina: quando la solidarietà fa paura. DdL Delrio e bavagli sionisti (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Wed, 11 Feb 2026 08:35:04 +0200
Nelle ultime settimane del 2025 abbiamo assistito ad una crescita
esponenziale della spirale repressiva contro il movimento di solidarietà
al popolo palestinese, un movimento che nei mesi precedenti aveva dato
luogo a grandiose manifestazioni di piazza e a riusciti scioperi
generali contro il genocidio palestinese. ---- Lo Stato aveva evitato
immediate azioni repressive contro agitazioni che avevano l'evidente
simpatia dell'opinione pubblica ed ha aspettato che la falsa tregua
trumpiana facesse calare l'attenzione per scatenare la sua rabbiosa
reazione. Vogliono rendere illegale la solidarietà alla Palestina.
Prima il decreto di espulsione nei confronti dell'imam di Torino Mohamed
Shahin, poi il violento sgombero del centro sociale Askatasuna (con la
complicità del sindaco PD) e gli arresti indiscriminati anche di
minorenni che avevano partecipato a manifestazioni di protesta, poi le
sanzioni comminate dalla Commissione "di garanzia" ai sindacati di base
che avevano indetto lo sciopero generale del 3 ottobre 2025, quindi
l'operazione "antiterrorismo" che ha portato all'arresto di Mohamed
Hannoun e di altri esponenti della comunità palestinese in Italia, sulla
base di informative provenienti direttamente dalla polizia israeliana.
L'uso di veline provenienti dal Mossad è un copione già collaudato in
precedenza per arrestare e mandare a processo Anan, Mansour e Alì, tre
militanti accusati di aver compiuto atti di resistenza contro
l'occupazione israeliana. In tutti questi casi gli inquirenti italiani
hanno considerato credibili alcune informazioni provenienti da uno Stato
sotto processo per genocidio e che persegue come "terroristiche" persino
le organizzazioni di assistenza ai profughi gestite dall'ONU.
In precedenti articoli su UN (n. 28 e 29/2025) avevamo denunciato la
presenza in Parlamento di tre disegni di legge (Romeo, Scalfarotto e
Gasparri) volti a criminalizzare la solidarietà alla Palestina con il
pretesto di contrastare l'"antisemitismo". A questi se ne è aggiunto un
quarto, presentato, alla fine di novembre, dall'ex ministro Graziano
Delrio, e da altri 10 senatori/senatrici del PD, incluso il politico di
lungo corso Pier Ferdinando Casini, l'ex ministra Beatrice Lorenzin e la
senatrice Tatjana Rojc quest'ultima teoricamente rappresentante della
minoranza slovena, ma prodigatasi a suo tempo a sostegno della legge per
l'istituzione della Giornata degli alpini che celebra la battaglia di
Nikolaevka (cioè l'aggressione nazi-fascista contro l'URSS).
Nonostante le proteste di Schlein e soci, Delrio si è rifiutato di
ritirare il disegno di legge, e quindi il PD sta predisponendo un
proprio progetto di legge "più garantista" (ahinoi!). La situazione
appare di estrema gravità, visto che c'è ormai un attacco concentrico da
parte di tutti i sostenitori della politica genocida di Israele per
introdurre anche in Italia norme repressive simili a quelle già in
vigore in Germania e nel Regno Unito.
Il DdL Delrio si differenzia dai precedenti perché è una proposta di
"legge delega", cioè delega il governo (Meloni) ad emanare entro sei
mesi dalla data di entrata in vigore della legge una serie di decreti
attuativi che, sulla base della definizione operativa di antisemitismo
approvata dall'International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA),
prevedano (art. 2) una stretta sui social con rimozione dei contenuti
"antisemiti". Ai contenuti "antisemiti" verrebbe attribuito un codice
speciale per essere segnalati dagli altri utenti, e gli utenti che li
pubblicassero con continuità verrebbero esclusi dalla piattaforma per
sei mesi. Gli utenti (anche riuniti in associazioni e "in collaborazione
con gli organismi rappresentativi delle comunità ebraiche") potranno
autonomamente segnalare i contenuti "antisemiti". Le piattaforme che non
applicassero il filtro a questi contenuti subirebbero sanzioni.
Con l'articolo 3 del DdL Delrio le università verrebbero di fatto
obbligate a collaborare con enti e università israeliane col pretesto di
tutelare la libertà di ricerca. Con l'articolo 4 ogni università sarebbe
tenuta a individuare al suo interno "un soggetto preposto alla verifica
e al monitoraggio delle azioni per contrastare i fenomeni di
antisemitismo, in linea con il codice etico della stessa università e in
conformità con quanto previsto dalla Strategia nazionale per la lotta
contro l'antisemitismo.". Questa norma bavaglio è tra l'altro già in
vigore in Germania.
Con l'articolo 5 le scuole sarebbero tenute a comunicare "annualmente,
attraverso i sistemi informativi del Ministero dell'Istruzione e del
Merito, i dati circa le azioni attuate per contrastare i fenomeni di
antisemitismo".
Come abbiamo visto nei precedenti articoli, il problema nasce dal fatto
che la "definizione operativa" dell'IHRA identifica di fatto
antisemitismo e antisionismo. Negli "indicatori" sono infatti previsti
come esempi di antisemitismo:
"Negare agli ebrei il diritto dell'autodeterminazione, per esempio
sostenendo che l'esistenza dello Stato di Israele è una espressione di
razzismo." Oppure: "Fare paragoni tra la politica israeliana
contemporanea e quella dei Nazisti".
Quindi diventerebbe impossibile per legge denunciare l'apartheid su cui
si basa lo Stato di Israele e la politica genocidaria (obiettivamente di
stampo nazista) che sta perseguendo nei confronti dei palestinesi. Col
pretesto della lotta all'"antisemitismo" stiamo assistendo a una
convergenza (solo apparentemente paradossale) tra il governo di Israele
e le peggiori destre occidentali (queste realmente antisemite!), il cui
collante vero è una forma diversa di razzismo: l'islamofobia, cioè la
repulsione nei confronti degli arabi (specie se musulmani) molto forte
in Europa. Razzismo a senso unico, alimentato anche da buona parte dei
governi "progressisti" in funzione anti-immigrati e per allinearsi alle
politiche USA.
Come anarchiche e anarchici siamo fieramente contrarie/i ad ogni forma
di razzismo e di discriminazione contro chiunque, e vediamo ancora una
volta confermata la nostra analisi secondo cui ogni religione
(Cristianesimo, Ebraismo, Islam...) e ogni Stato sono uno strumento di
odio, di divisione e di oppressione. In questo inizio di 2026 dobbiamo
moltiplicare le mobilitazioni contro questa legislazione infame che si
sta preparando. Per difendere la libertà di pensiero, di parola, di
organizzazione e di manifestazione!
Mauro De Agostini
https://umanitanova.org/palestina-quando-la-solidarieta-fa-paura-ddl-delrio-e-bavagli-sionisti/
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