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(it) Italy, FAI, Umanita Nova #31-25 - GKN ancora punto di riferimento. Lotte operaie e crisi occupazionale in Toscana (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Tue, 16 Dec 2025 07:59:44 +0200
La crisi dell'occupazione in Toscana è sempre più acuta, rivelando un
consapevole attacco alle concentrazioni della classe operaia. ---- A
Campi Bisenzio, vicino Firenze, chiude il supermercato Panorama nel
centro commerciale I Gigli: 45 licenziamenti dopo che la direzione
Panorama aveva sospeso i lavoratori fragili. Costretta a reintegrarli,
aveva ridotto la superficie di vendita dell'ipermercato. Ora il colpo
decisivo. ---- Alla Atop di Barberino Val d'Elsa, sempre in provincia di
Firenze, la proprietà ha annunciato, nella seconda metà di ottobre, 120
licenziamenti. Atop produce linee automatiche per la realizzazione di
statori e rotori per motori elettrici, in particolare, oggi, utilizzate
principalmente nel settore dell'e-mobility (motori elettrici e ibridi),
ma anche per elettrodomestici, elettroutensili e altre applicazioni
industriali. La proprietà giustifica il proprio comportamento dando la
colpa al mancato sviluppo della mobilità elettrica. La società fa parte
del gruppo IMA, una multinazionale italiana controllata dalla famiglia
Vacchi e specializzata nella produzione di macchine automatiche per il
confezionamento.
Queste sono solo le due ultime notizie degli attacchi all'occupazione in
Toscana, che si aggiungono alle decine di vertenze aperte che coprono
praticamente tutte le provincie.
Ma il dato che dimostra la violenza dell'attacco alle concentrazioni
operaie in Toscana è costituito dalle ore di cassa integrazione: nei
primi 6 mesi dell'anno in Toscana sono state concesse 24,28 milioni di
ore di cassa integrazione. Sono 6 milioni in più rispetto all'anno
precedente, il 42%.
La crisi è l'arma che i padroni usano per spezzare la resistenza
operaia: quando l'organizzazione di classe riduce i loro profitti, i
padroni rispondono con la ristrutturazione, la precarizzazione, la
delocalizzazione. Mentre i bisogni individuali e collettivi della
cittadinanza rimangono insoddisfatti, i padroni lasciano arrugginire i
macchinari, tengono i capannoni vuoti in attesa che la disoccupazione
spinga gli operai ad accettare contratti capestro.
All'interno di questo quadro, la vertenza degli ex dipendenti GKN ha un
valore esemplare. Il collettivo di fabbrica non ha ancora vinto, ma per
ora non ha perso.
Lo dimostra il corteo del 18 ottobre scorso, che ha visto sfilare
migliaia di persone a fianco del collettivo di fabbrica per protestare
contro i ritardi della Regione Toscana nel sostenere il progetto di
reindustrializzazione elaborato dal collettivo di fabbrica con una
squadra di esperti. Il corteo si è diretto verso l'aeroporto di Firenze,
ha raggiunto i banchi del check-in e ha occupato temporaneamente lo
scalo. Le forze dell'ordine sono intervenute violentemente per scacciare
gli operai e porre fine alla protesta pacifica. È la prima volta, se non
vado errato, che le lavoratrici ed i lavoratori ex GKN usano un simile
metodo di lotta. Il collettivo di fabbrica è ancora lì, e ancora sul
tappeto ci sono solo le sue proposte per risolvere la crisi.
Come ha scritto Paola Imperatore su queste pagine a proposito del piano
elaborato dal collettivo di fabbrica, la mobilità pubblica e sostenibile
può intervenire realmente sulla diminuzione dell'inquinamento
atmosferico e delle emissioni che alterano il clima ed agevolare la
mobilità per i quartieri più periferici. Paola Imperatore ha
sottolineato i punti di svolta presenti nel piano: il primo riguarda il
protagonismo operaio nel processo di riconversione industriale; il
secondo riguarda la possibilità di una progettualità che metta in
sintonia esigenze dex lavoratorx e la tutela del territorio e
dell'ambiente in generale; il terzo è la subordinazione della scelta
produttiva all'utilità sociale; il quarto è legato al ruolo delle
organizzazioni operaie nell'intero processo produttivo. A questo
proposito è bene ricordare che l'organizzazione capillare degli operai
in fabbrica, non solo e non tanto tramite i sindacati e le RSU, ma
soprattutto attraverso il Collettivo di Fabbrica e i delegati di
raccordo, ha consentito di dare una risposta immediata ai licenziamenti,
avvenuti con gli operai già fuori dallo stabilimento, e di poter
organizzare in pochissimo tempo un presidio permanente. Infine, il
quinto punto di svolta è rappresentato dalla centralità riconosciuta ai
saperi operai, che in un dialogo paritario con le conoscenze accademiche
hanno dato vita al Piano per la Mobilità Pubblica e Sostenibile.
Che cosa voglia dire per il territorio la presenza di una collettività
operaia in lotta si è visto nei giorni dell'alluvione. Ancora Paola
Imperatore ce lo racconta: "a novembre 2023, dopo che le intense piogge
avevano fatto straripare il Bisenzio uccidendo 5 persone e seppellendo
centinaia di case sotto il fango, la fabbrica di Campi Bisenzio - già
epicentro di una resistenza operaia senza precedenti - è diventata anche
luogo di raccolta per le squadre autorganizzate per i soccorsi, punto di
ritrovo per prendere stivali e pale e disseppellire abitazioni,
biblioteche, circoli, magazzino per la raccolta di beni di prima
necessità da distribuire alla popolazione. Mentre le carenze dello stato
lasciavano le persone sott'acqua, e la burocrazia cercava di imbrigliare
anche le forme spontanee di solidarietà, gli operai di GKN - doppiamente
con l'acqua alla gola per l'alluvione e l'incombenza dei licenziamenti -
erano lì, a sporcarsi le mani di fango, a mettere a disposizione un
presidio di organizzazione e lotta fondamentale per il territorio."
Oggi la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori della ex GKN continua
ad essere un punto di riferimento, soprattutto per l'esperienza
maturata, ben sintetizzata nella frase: "Nessuna fiducia in 'loro', più
fiducia in noi".
Ma il piano da solo non basta, come non basta mettere in pericolo
l'ordine pubblico, che rimane comunque l'unico mezzo a disposizione
della classe operaia per fare uscire fuori quei capitali che prima non
si trovavano. Occorre unificare tutte le vertenze, attorno all'obiettivo
della drastica riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario, e
attorno alla garanzia del reddito per tutte le lavoratrici e i
lavoratori cacciati dal processo produttivo. Allora sì, sarà possibile
costruire una vera alternativa collettiva, unificante, al di fuori delle
questue più o meno umilianti verso le autorità; una vera alternativa ai
"tavoli" inconcludenti, che servono solo a stancare la classe operaia e
a farle accettare le soluzioni individuali e i compromessi al ribasso.
Tiziano Antonelli
Nell' immagine: copertina del testo Insorgiamo Diario collettivo di una
lotta operaia (e non solo), Collettivo di fabbrica Gkn, Edizioni Alegre
(particolare)
https://umanitanova.org/gkn-ancora-punto-di-riferimento-lotte-operaie-e-crisi-occupazionale-in-toscana/
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