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(it) Italy, Sicilia Libertaria #464 - I NUOVI CESARE (Caio Giulio) (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Mon, 15 Dec 2025 07:42:42 +0200


Il capitalismo neo fascista di Trump e Meloni ---- La globalizzazione, intesa come estensione universale dei modelli di impresa USA e di liberalizzazione transnazionale delle filiere della produzione, accompagnate da accordi commerciali che stimolavano la circolazione delle merci (WTO), ha avuto fine con la crisi mondiale del 2008. Una de-globalizzazione rimarcata nel 2016 dall'affermarsi del neo-conservatorismo anti UE della Brexit e la prima elezione di The Donald che promuovono la modifica sistemica delle democrazie costituzionali; l'oggi paventa la divaricazione tra liberalismo economico e democrazia politica, tra la libertà della persona e il potere politico, suggerisce un nuovo totalitarismo.
Una economia mercantile è sorta, diversificata per aree geo-politiche e nazioni. La seconda presidenza Trump ne è promotrice con la creazione, suddita l'UE, dei blocchi commerciali, gli aumenti dei dazi, le limitazioni all'export di tecnologie, i divieti all'import, le sanzioni finanziarie: la coercizione diventa strumento economico e politico che definisce i rapporti di forza e dominio verso le economie nazionali vassalle quanto quelle avverse, poiché subiscono la espropriazione della ricchezza per sovvenzionare i produttori nazionali che usufruiscono della abolizione del welfare, tagli alle aliquote fiscali, deregulation e privatizzazione, sfruttamento senza remore delle risorse naturali.
Mercantilismo internazionale e liberismo nazionale abbisognano che lo stato garantisca il controllo della forza lavoro e l'adesione popolare a una servitù volontaria di adesione alla gerarchia: alla conseguita destatalizzazione dell'economia si affianca lo Stato autoritario proprio di una società punitiva, perennemente in guerra contro nemici esterni (le economie e mercati concorrenti, per l'accesso coloniale alle risorse del pianeta, le migrazioni) e nemici interni (gli invisibili, i refrattari, i "diversi"); scelte giustificate dalla difesa della sovranità e identità in un Occidente presentato sotto attacco; un regime nuovo di guerra senza fine che si affida alla persuasione ideologica del terrorismo sicuritario ove ognuno soggettivamente percepisce come in pericolo la propria sicurezza economica (perdita del reddito) e sociale (i maranza di turno, gli invasori ai confini), vive come naturali le conseguenti repressioni che aboliscono il Diritto; uno stato di eccezione globale ove la Libertà, non più principio universale foriero di Eguaglianza, è ora arma ideologica ed egoista che evoca un presunto primato e potere perduti, contro ogni "minoranza" e "nemico alle porte". Spetterebbe quindi alle politiche di criminalizzazione e di riarmo la capacità di risolvere le debolezze strutturali dell'economia e il disagio sociale. E' la narrazione retorico-patetica di una iper-realtà propagata dai media di regime fatta di pseudo verità emotive che consolidano nuove identità per esclusione. Sia Trump che Meloni si distinguono per la persecuzione verso il giornalismo di indagine e per l'allineamento richiesto ai media. Nello stato decisionista, esecutivo, è l'autocrate al comando che promuove unilateralmente politiche e interventi, grazie alla capacità di svuotare il parlamentarismo e le rappresentatività della democrazia borghese per mezzo degli strumenti della democrazia medesima, ad esempio con i decreti legge (Meloni) o i decreti e ordini presidenziali (Trump). E' l'Autorità che si raccoglie in una persona, sintesi e culmine dello stato, garante della unità del popolo e capace di dirigerlo nella retta via dei valori dell'occidente: si abolisce lo stato di diritto, frutto del sistema delle rappresentanze dei corpi sociali e della pressione delle lotte di classe, ove l'autorità non era delegata ad personam ma alle norme. Ma è il capitalismo medesimo a non aver più bisogno delle regole da quando è divenuto la forma unica delle relazioni umane: il "fare gli USA e l'occidente grandi di nuovo" è la retorica neo imperialista trumpiana e di quelle nazioni sotto l'imperio americano, accumunati dai caratteri distintivi dell'egoismo, della crudeltà e della repressione, nemici dichiarati dell'eguaglianza, sostenitori della superiorità della "razza bianca" e della sua religione.

Nella fase attuale di stagnazione economica dei paesi europei come degli USA, va ricordato che le politiche predatorie di Trump verso alleati-sudditi quanto di paese terzi (i dazi e gli accordi sulle terre rare, le geo-esplorazioni marittime e artiche, gli accordi energetici e sulle forniture militari) rispondono a un nuovo periodo di accumulazione primitiva ove, fissati i nuovi rapporti di potere economico-politico basati sulla forza, ergo chi comanda e chi obbedisce, si possono riscrivere i trattati commerciali e i corpi giuridici, istituzionali sulla base del Nuovo Ordine che si è creato, canalizzare le politiche degli stati asserviti. "Giappone, Korea, Emirati,e soprattutto l'Europa si sono impegnati a investire secondo i desideri del Presidente"; si tratta di un Fondo di Investimenti gestito dal Presidente, un Fondo di Investimenti americano per una nuova industrializzazione, ma con i soldi degli altri": così, senza remora alcuna, Scott Bessent (segretario di stato americano al tesoro) intervistato da Fox News. E' chiaro che l'onere maggiore graverà sul proletariato europeo, spogliato del welfare e destinato a un generale impoverimento con una economia civile in contrazione, mentre quella bellica non determina crescita occupazionale ne reddito ma beneficia unicamente gli azionisti e investitori. Ad esempio. In Italia la Meloni, con la sua compagine e il silenzio assenso dei cosiddetti progressisti e di sinistra, in due anni e mezzo di governo autarchico ha approvato 40 miliardi di nuove spese militari da aggiungersi al budget ordinario alla cadenza di una delibera di spesa ogni 20 giorni (record assoluto dal 1948) mentre nelle Marche, fiore all'occhiello fascista, il 9,7% della popolazione ha rinunciato alle cure mediche perché povera, cure il cui accesso è comunque problematico per il taglio costante dei fondi e del personale, per le strutture inadeguate e per quelle mai compiute. Al contempo, nel genocidio palestinese, l'indice principale della Borsa di Tel Aviv segna un +200%, cioè un afflusso internazionale di capitali a sostegno della altamente profittevole economia prima di occupazione e poi di sterminio di un popolo.

Una accumulazione che usufruisce anche della capacità di produrre e riprodurre i conflitti poiché la guerra ha una economia assai profittevole oltre che essere strumento dai molteplici usi: acquisizione di nuove risorse, mercati, influenze geo-politiche, capitale umano, controllo sociale interno della forza lavoro, etc. Una predazione che non necessita della economia del debito o della finanziarizzazione. E ogni concorrente diviene un nemico. In realtà il capitalismo non fa che dispiegare la violenza insita nel suo modo di produzione sociale, utilizzando la guerra e l'imperialismo allorché un ciclo economico va esaurendosi. Non a caso dalla crisi del 2008, nella necessità di rilanciare l'economia, gli USA hanno accelerato la disruzione dell'ordine mondiale precedente attaccandone gli accordi economico-commerciali, le norme del diritto internazionale, i trattati del disarmo bilaterale e i programmi nucleari, aumentato gli interventi militari nel mondo: uno stato di eccezione globale permanente. Esso si riverbera nella guerra civile interna agli States, similarmente riprodotta dalla Meloni, ove il trumpismo MAGA schiera l'esercito della famiglia nucleare e cristiana, il patriarcato, il sessismo, il razzismo, la deportazione di migranti, la militarizzazione del territorio e della vita quotidiana, la censura della cultura, la messa all'indice di contenuti, idee e parole che siano "altre". E' una fascistizzazione che oggi rifugge dai riti collettivi di massa, dalle adunate obbligatorie, dalle divise esibite, ma utilizza una comunicazione, una relazione personalizzata, molecolare, su ogni membro della società potendo utilizzare le tecnologie digitali, i social media, la AI e, al contempo, l'azione di governo e degli apparati dello stato. In questa visione suprematista viene celata la complessità sociale a favore del facile da apprendere dualismo "amico-nemico", utile alla repressione, disciplinamento e individualizzazione del proletariato, alla distruzione di ogni pratica collettiva e mutualistica. Trump e la Meloni hanno ben chiaro che il Potere esiste solo nel suo esercizio poiché un Potere che non viene esercitato non è più tale. Benvenuti in Occidente.

"i tiranni non sono grandi che perché noi siamo in ginocchio"(*)

ma questo è un ottimo momento per levarsi in piedi

Roberto Brioschi

(*) Etienne de La Boétie, umanista, Discorso sulla servitù volontaria, 1550.

https://www.sicilialibertaria.it/2025/11/16/i-nuovi-cesare-caio-giulio/
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