A - I n f o s

a multi-lingual news service by, for, and about anarchists **
News in all languages
Last 30 posts (Homepage) Last two weeks' posts Our archives of old posts

The last 100 posts, according to language
Greek_ 中文 Chinese_ Castellano_ Catalan_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Francais_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Türkurkish_ The.Supplement

The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Türkçe_
First few lines of all posts of last 24 hours

Links to indexes of first few lines of all posts of past 30 days | of 2002 | of 2003 | of 2004 | of 2005 | of 2006 | of 2007 | of 2008 | of 2009 | of 2010 | of 2011 | of 2012 | of 2013 | of 2014 | of 2015 | of 2016 | of 2017 | of 2018 | of 2019 | of 2020 | of 2021 | of 2022 | of 2023 | of 2024 | of 2025

Syndication Of A-Infos - including RDF - How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups

(it) Italy, Sicilia Libertaria #463 - SUDAN. La guerra dimenticata (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Tue, 18 Nov 2025 07:40:24 +0200


La guerra civile combattuta in Sudan dall'aprile 2023 è uno dei più grandi conflitti militari tutt'ora in corso, sia per numero di vittime che per estensione territoriale dei combattimenti. Eppure l'attenzione mediatica su di essa è molto esigua, e difficilmente capita di ricevere notizie su di essa o su iniziative di solidarietà alla popolazione sudanese che, suo malgrado, vi è coinvolta e ne subisce gravemente le conseguenze. --Proprio per constatare e denunciare l'attuale crisi umanitaria, sociale e ambientale costituita da questa guerra dimenticata è opportuno riferire la sua storia, provando a individuarne le cause e gli sviluppi più rilevanti.

L'attuale territorio del Sudan è stato ridimensionato nel 2011 a seguito di una guerra civile che ha causato la separazione dei territori del Sud del Paese, portando alla costituzione del nuovo Stato del Sudan del Sud. Nel Sudan attuale vigeva una dittatura a tendenza islamica fin dal 1989, guidata ininterrottamente dal generale Omar al-Bashir; essa ebbe termine l'11 aprile 2019 con un colpo di stato militare condotto dopo quattro mesi di proteste popolari. Venne successivamente istituito il governo del Consiglio militare di transizione e, pochi mesi dopo, il Consiglio Sovrano del Sudan, un governo civile e militare al quale fu affidata la guida del Sudan fino alla transizione democratica fissata per il 2022. Ma tale transizione non ebbe luogo perché il 25 ottobre 2021 un altro colpo di stato, guidato dal generale Abdel Fattah al-Burhan (già presidente del Consiglio Sovrano), impose un nuovo governo militare.

Il generale al-Burhan divenne il nuovo capo di Stato del Sudan. Egli stabilì di riavviare il percorso per la transizione democratica nominando primo ministro Abdalla Hamdok, ch'era stato primo ministro durante il governo del Consiglio Sovrano. Hamdok si dimise il 2 gennaio 2022 a seguito della violenta repressione statale delle proteste indette contro i militari. Gli succedette Osman Hussein. Il Sudan continuò ad attraversare una forte instabilità politica che provocò, nell'aprile del 2023, un tentativo di colpo di stato condotto dall'organizzazione paramilitare denominata Forze di Supporto Rapido (in inglese Rapid Support Forces - RSF) con a capo il generale Mohammed Dagalo, conosciuto anche col nome di Hemedti, già vicepresidente del Consiglio Sovrano. Da allora in Sudan è in corso una guerra tra le RSF e le forze armate regolari per il dominio del Paese. Nel corso dei mesi le RSF hanno occupato la regione del Darfur, che costituisce la parte più occidentale del Sudan. Le forze governative mantengono il controllo della capitale (Khartoum) e di un'ampia area orientale. La guerra è combattuta anche da altre fazioni che controllano parti minori del territorio.

Gli scontri tra le fazioni hanno finora provocato più di 150 mila vittime civili e lo sfollamento di milioni di persone dalle proprie case (si reputa che siano più di 10 milioni gli sfollati su una popolazione totale di circa 40 milioni di abitanti). Altra conseguenza della guerra è una carestia molto estesa che sta coinvolgendo milioni di sudanesi, 600 mila dei quali sono in condizioni di "carestia estrema". Le privazioni provocate dalla guerra hanno aumentato la diffusione tra la popolazione di malattie quali malaria, tifo, dengue e colera.

Nel frattempo le fazioni che si combattono in Sudan hanno intessuto rapporti diretti con le istituzioni statali di diversi Paesi stranieri e l'andamento stesso del conflitto pare che sia influenzato dagli interessi e dall'intervento di questi Paesi. Alcune fonti informative hanno rivelato infatti il supporto militare alle due fazioni da parte dell'Egitto, della Russia, dell'Ucraina e degli Emirati Arabi Uniti nelle varie fasi del conflitto, nonché l'intervento commerciale della Turchia che avrebbe venduto armi sia alle RSF che alle forze armate regolari. Un'inchiesta ha rivelato inoltre che l'Italia ha fornito addestramento militare alle RSF nel 2022 allo scopo di ricevere in cambio il controllo del confine tra Sudan e Libia da parte delle stesse RSF, impedendo così il passaggio di migranti in territorio libico. La notizia del supporto italiano alle RSF è confermata da una dichiarazione dello stesso Hemedti.

L'opposizione alla guerra civile all'interno del Sudan è testimoniata da articoli e comunicati online che riferiscono di una durissima repressione delle iniziative attuate contro i militari, il che ha comportato l'arresto, la tortura e l'uccisione di attivisti e attiviste sudanesi contro la guerra. In un comunicato si apprende che la Federazione Anarchica Sudanese (S.A.F.), uno dei gruppi maggiormente impegnati contro la guerra, ha avviato una campagna di raccolta fondi internazionale che ha finora permesso a vari compagni di sfuggire a situazioni pericolose e proseguire nelle loro attività militanti (anche tramite l'acquisto di una tipografia clandestina), sia all'interno che all'esterno del Sudan. La solidarietà internazionalista e internazionale verso questi compagni prosegue ancora oggi e ad essa facciamo appello contro ogni guerra e ogni forma di potere.

Stevo

https://www.sicilialibertaria.it/
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe https://ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
A-Infos Information Center