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(it) Italy, Umanita Nova #28-25 - Nuove frontiere della repressione. Il DdL contro l'antisemitismo (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Sat, 15 Nov 2025 08:38:56 +0200
La grande partecipazione dei giovani alle piazze solidali con la
popolazione palestinese contro il genocidio messo in atto dallo stato e
dall'esercito israeliano fa saltare i nervi al governo e alle sue
emanazioni. ---- Dopo la direttiva dell'ufficio scolastico regionale del
Lazio, dopo il DdL antisionismo proposto da Gasparri nei giorni scorsi,
che pretenderebbero di vietare di parlare di Palestina a scuola,
arrivano anche le dichiarazioni dell'onorevole Roccella, che getta la
croce addosso ai viaggi delle scolaresche ad Auschwitz, definiti
sprezzantemente gite, che a suo parere avrebbero solo fuorviato gli
studenti facendo loro credere che l'antisemitismo fosse da attribuire al
fascismo, sollecitando così una cultura antifascista. Evidentemente la
ministra della famiglia Roccella, oltre a ritenere dannoso e
diseducativo l'antifascismo, pensa che la Shoah sia stata originata da
una lite di condominio.
Il dibattito si scalda e la scuola diventa uno dei settori bollenti su
cui si riverberano dichiarazioni e iniziative deliranti.
Pubblichiamo intanto un primo contributo sul DdL Gasparri
Mentre le piazze si riempiono per chiedere la fine del genocidio in
Palestina il governo Meloni prepara una nuova stretta repressiva con il
pretesto della lotta all'antisemitismo.
Dopo il Decreto legge "Sicurezza" ora è la volta del disegno di legge
intitolato "Disposizioni per l'adozione della definizione operativa di
antisemitismo, nonché per il contrasto agli atti di antisemitismo",
proposto dalla Lega e attualmente in Commissione al Senato (un DdL quasi
identico è stato presentato dal renziano Scalfarotto). Ufficialmente il
provvedimento si propone di favorire "azioni volte a reprimerne
qualunque espressione" e ostacolare "la diffusione del pregiudizio
antisemita in Italia" (come se in Italia non esistessero già -
sostanzialmente inapplicate - norme contro il fascismo e il razzismo
come la legge Scelba e la legge Mancino). In realtà il DdL in questione
equipara di fatto antisemitismo ed antisionismo, aprendo la strada alla
criminalizzazione (come già avviene in Inghilterra, Germania e altri
paesi) di qualsiasi protesta contro la politica razzista e genocidaria
di Israele.
All'art. 1 il disegno di legge "adotta la definizione operativa di
antisemitismo formulata dall'Assemblea plenaria dell'Alleanza
internazionale per la memoria dell'Olocausto (International Holocaust
Remembrance Alliance - IHRA) il 26 maggio 2016, ivi inclusi i relativi
indicatori".
Vediamo di cosa si tratta. "L'IHRA (International Holocaust Remembrance
Alliance) - citiamo dalla relazione introduttiva - è un'Organizzazione
intergovernativa - fondata nel 1998 e composta da 35 Stati membri, tra i
quali l'Italia, 10 Stati osservatori e 7 sostenitori internazionali
permanenti - che ha come scopo quello di rafforzare, far progredire e
promuovere l'educazione, la memoria e la ricerca sull'Olocausto in tutto
il mondo."
Nel 2016 questo organismo ha adottato una "definizione operativa di
antisemitismo", approvata nel 2017 dal Parlamento europeo e adottata nel
2020 anche dall'Italia (Governo Conte II, M5S, PD). Si tratta (al
momento) di una dichiarazione "non giuridicamente vincolante".
Il problema nasce dal fatto che questa "definizione operativa"
identifica di fatto antisemitismo e antisionismo. Negli "indicatori"
sono previsti come esempio di antisemitismo: "Negare agli ebrei il
diritto dell'autodeterminazione, per esempio sostenendo che l'esistenza
dello Stato di Israele è una espressione di razzismo"; oppure: "Fare
paragoni tra la politica israeliana contemporanea e quella dei nazisti".
Alla luce di questo DdL diventerebbe quindi impossibile denunciare
legalmente l'apartheid su cui si basa lo Stato di Israele e la politica
genocidaria (obiettivamente di stampo nazista) che sta perseguendo nei
confronti dei palestinesi.
Come anarchiche/i riteniamo che qualsiasi Stato (compreso un eventuale
Stato palestinese) è uno strumento di oppressione e di predominio di
classe, ma è utile sottolineare il paradosso logico secondo cui - in
base a queste disposizioni - sarebbe legittimo contestare l'esistenza di
uno Stato qualsiasi, saharaui, kurdo, italiano o francese, mentre negare
l'esistenza del solo Stato di Israele diventerebbe illegale!
Il DdL, oltre ad attività formative ed educative sul tema, prevede una
stretta nell'accesso ai "social" (art. 2 comma b) con relativa rimozione
di contenuti "antisemiti" e la possibilità di proibire manifestazioni
"antisemite". Infatti l'articolo 3 riporta testualmente: "Il diniego
all'autorizzazione di una riunione o manifestazione pubblica per ragioni
di moralità, di cui all'articolo 18 del testo unico delle leggi di
pubblica sicurezza di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, può
essere motivato anche in caso di valutazione di grave rischio potenziale
per l'utilizzo di simboli, slogan, messaggi e qualunque altro atto
antisemita ai sensi della definizione operativa di antisemitismo
adottata dalla presente legge."
Quindi in base non a fatti oggettivi, ma al solo "rischio potenziale"
che possano essere lanciati slogan "antisemiti" potrebbe essere proibita
preventivamente qualsiasi manifestazione!
Questo nuovo attacco alla libertà di espressione e manifestazione che
parte da molto lontano (sono dieci anni - come abbiamo visto - che si
stanno preparando le fondamenta di questo nuovo carcere del pensiero e
dell'azione) richiede la più ampia risposta e mobilitazione da parte del
movimento anarchico e di chiunque abbia a cuore la libertà.
Mauro De Agostini
https://umanitanova.org/nuove-frontiere-della-repressione-il-ddl-contro-lantisemitismo/
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