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(it) Italy, Umanita Nova #27-25 - Piazze ribelli ovunque. 3 ottobre: uno sciopero fuorilegge (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Thu, 13 Nov 2025 08:52:00 +0200
L'attacco alla Global Sumud Flotilla nella serata dello scorso 1°
ottobre ha determinato l'immediata proclamazione dello sciopero,
scattato per la giornata del 3 ottobre con indizioni diverse di vari
sindacati: Cgil, Usb, Cub, Cobas, Unicobas. Sgb, Cobas Sardegna. Uno
sciopero immediato, proclamato senza tener conto delle limitazioni
imposte dalla legge 146, ma comunque in base ad un articolo della
medesima legge, che prevede di derogare dal preavviso di 10 giorni in
casi di grave pericolo per la sicurezza dei lavoratori e di situazione
di pregiudizio per le tutele costituzionali. Che cosa poi sia da
valutare come pericolo e pregiudizio è ovviamente una questione tutta
politica.
La legge 146 è stata istituita nel 1990 proprio per limitare il diritto
di sciopero in quei settori in cui si hanno prestazioni di "servizi
essenziali". Inutile dire che la nozione di servizio essenziale è stata
inventata per limitare la possibilità di scioperare. Non immaginiamoci
fra queste attività solo gli ospedali o altri ambiti di stretta
emergenza, perché sotto l'etichetta di servizio essenziale sono stati
ricompresi ad esempio una quantità di settori del pubblico impiego che
possono tranquillamente differire le loro prestazioni senza che nessuno
muoia.
La scuola rappresenta un caso a parte, emblematico per pretestuosità. I
servizi essenziali nella scuola riguardano esclusivamente l'accudimento
degli animali negli istituti agrari che hanno stalle, nonché, per tutte
le scuole, una minuscola porzione di tempo dell'anno scolastico, quella
che coincide con i giorni di scrutinio ed esami e di pagamento degli
stipendi del personale a tempo determinato. Nonostante questi
limitatissimi e ben perimetrati ambiti di servizi essenziali, la 146
regolamenta il settore scuola in ogni periodo dell'anno e in ogni
istituto. Da notare che il riferimento agli scrutini fu introdotto dopo
che i blocchi degli scrutini di fine anni Ottanta (la pratica di lotta
del "blocco" non è esclusiva invenzione del periodo attuale) strapparono
importanti aumenti contrattuali. E giusto per fare un esempio attuale,
nel momento in cui era in discussione il recente decreto sicurezza, era
stato proposto l'inserimento della logistica tra i servizi essenziali,
per rendere punibile lo sciopero in un comparto assai vivace e pronto a
mobilitarsi significativamente.
Tornando alla proclamazione dello sciopero per il 3 ottobre: i sindacati
promotori avevano dichiarato da giorni che, qualora ci fosse stato un
attacco alla Flotilla, sarebbe scattato lo sciopero immediato e così è
stato. Prontamente la Commissione di garanzia sugli scioperi, agenzia
governativa di vigilanza, ha dichiarato l'illegittimità della
proclamazione, non riconoscendo le motivazioni alla deroga dal preavviso
e intimando la revoca, che comunque non c'è stata. Lo sciopero è stato
mantenuto. Non è cosa da poco, visto che le sanzioni economiche previste
sono salatissime per i sindacati proclamanti - non tutti provvisti di
casse sostanziose - e che anche per i lavoratori aderenti allo sciopero
possono scattare sanzioni.
Il Governo e la destra hanno immediatamente cavalcato il pronunciamento
della Commissione come se fosse il giudizio supremo di un'entità
superiore e infallibile, anziché l'espressione di un organismo
funzionale alle esigenze governative, diffondendo minacce che tuttavia
non hanno funzionato, perché in moltissime città si sono raccolte
migliaia di persone, lavoratrici, lavoratori, studenti, semplici
cittadini. Lo sciopero non si è caratterizzato con le due ore di
canonico corteo su percorso comunicato, ma in molte situazioni si è
espresso con azioni di lotta che sono durate una giornata intera, che si
sono riversate ovunque, precedute da analoghe dilaganti manifestazioni
nei giorni precedenti, raggiungendo varchi portuali, autostrade,
tangenziali, stazioni ferroviarie, aeroporti. Una risposta di massa come
non se ne vedevano da tempo. Sarà difficile sanzionare uno sciopero come
questo. Difficile emettere provvedimenti disciplinari per numeri così
grandi di lavorator* che hanno risposto ad uno sciopero tanto immediato
che non ha fatto in tempo ad arrivare sui posti di lavoro nessuna
formale dichiarazione di illegittimità, aldilà di quanto strombazzato
dai media. Senza considerare che alcuni settori erano tra l'altro
tutelati da indizioni di sciopero precedenti e che tutto il settore
privato non deve rispondere alle limitazioni della legge 146. Non sarà
così automatico nemmeno sanzionare le organizzazioni sindacali
proclamanti. La stessa intimazione della Commissione di Garanzia ( "...è
pertanto da escludere che gli eventi legati al blocco della navigazione
della Flotilla, per quanto gravi, giustifichino, nel settore dei servizi
pubblici essenziali, oggetto della l.n.146 del 1990, la deroga alle
regole del preavviso.") non ha i toni perentori utilizzati in altre
occasioni e riconosce la gravità rappresentata dalla situazione della
Flotilla. Non è assolutamente irrilevante che un'agenzia governativa
utilizzi una frase concessiva per decretare l'illegittimità di uno
sciopero, visti i toni, gli appellativi e i comportamenti netti
utilizzati invece per la Flotilla dal governo. Certo che non possiamo
confidare solo nella sintassi. Confidiamo invece nella forza di un
movimento di massa che ha dato le gambe a questo sciopero, che ha
stanato addirittura, sia pure per un giorno, la Cgil dalle lugubri
cattedrali della legalità. Confidiamo in quello che abbiamo visto e a
cui abbiamo partecipato: la forzatura di regole e divieti. In questi
giorni tutto è stato violato, dalle leggi antisciopero, al decreto
sicurezza, alle zone rosse. Essere stati presenti e parte attiva di
tutto questo è stato ed è importante. Essere consapevoli di aver avuto
un ruolo nel sollecitare tutto questo, con le nostre organizzazioni, i
nostri metodi, le nostre pratiche e i nostri contenuti, espressi da anni
nei movimenti e sui posti di lavoro, dà senso al nostro agire.
Patrizia Nesti
https://umanitanova.org/piazze-ribelli-ovunque-3-ottobre-uno-sciopero-fuorilegge/
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