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(it) Italy, Umanita Nova #27-25 - Intrecciare le lotte. Per Gaza contro l'economia di guerra (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Fri, 7 Nov 2025 08:30:37 +0200
A mio avviso è abbastanza inutile, a proposito dello sciopero e della
manifestazione del 3 ottobre, ripetere quanto già sottolineato sulla
straordinaria rilevanza della mobilitazione, sul coinvolgimento di
consistenti settori sociali diversi da quelli tradizionalmente
influenzati e/o organizzati dal sindacalismo di base e dalla sinistra
radicale, sull'importanza oggettiva della partita in corso. ---- Tutto
vero ma porrei piuttosto l'accento su tre fatti: ---- la riuscita della
mobilitazione due volte a brevissima distanza è un fatto mai
verificatosi da molto tempo e, di per sé, un segnale importante della
discesa in campo di una nuova generazione politica che si intreccia alla
ripresa di uno strumento di lotta quale lo sciopero tanto "tradizionale"
quanto di per sé radicale;
soprattutto, lo sciopero e le manifestazioni sono riusciti nonostante il
pronunciamento della Commissione di Garanzia sull'esercizio del diritto
di sciopero, le minacce del governo, la disinformazione volta a
spaventare le lavoratrici e i lavoratori. Nei fatti è straordinario il
fatto che il dispositivo repressivo messo in campo dall'attuale governo
col decreto sicurezza e altri strumenti si è dimostrato inefficace. Si è
ancora una volta dimostrato vero quanto era chiaro ai ciompi nel corso
della loro rivolta e cioè il fatto che l'estendersi di un comportamento
illegale oltre un certo limite fa saltare la stessa pretesa di vigenza
della norma che è stata trasgredita. Si tratta, in estrema sintesi, di
un passaggio politico straordinario;
la rilevanza della mobilitazione manifestatasi il 22 settembre è stata
tale da indurre il principale sindacato italiano, la CGIL, a un
rovesciamento di attitudine e a cercare una, provvisoria? (e, nel caso,
sino a quando?) alleanza con il sindacalismo di base e, per l'esattezza,
con Cobas, CUB e USB. Basta tener conto del fatto che, in occasione
dello sciopero indetto da CUB e USB per il 22 settembre, la CGIL,
cogliendo segnali di scontento e di disponibilità alla mobilitazione fra
le lavoratori e le lavoratrici e fra le sue iscritte e i suoi iscritti,
ha puntato, con risultati assai mediocri, a uno sciopero in solitaria il
19 settembre mentre questa volta ha accettato per la prima volta da
quando esiste il sindacalismo di base di coindire uno sciopero generale
con lo stesso sindacalismo di base. Ora è noto che quando ci sono
governi di destra la CGIL si sposta a sinistra e ha difficoltà di
rapporti in particolare con la CISL ma quello che è successo il 3
ottobre è una novità assoluta.
Siamo insomma di fronte a una situazione nuova che richiede una
riflessione collettiva e la capacità di assumersi le responsabilità che
l'evolvere della situazione pone in capo al sindacalismo di base e
all'opposizione sociale.
Si tratta a mio avviso di legare la mobilitazione a sostegno della
popolazione di Gaza a un'iniziativa puntuale contro l'economia di
guerra, la militarizzazione della società, l'attacco ai diritti e alle
libertà da parte del governo. Su questi terreni vi sono iniziative
interessanti e importanti che vanno riprese ed estese.
Nello stesso tempo è necessario un saldo intreccio fra mobilitazione
giovanile e studentesca e quella delle lavoratrici e dei lavoratori, la
contraddizione capitale lavoro e l'opposizione a tutti gli imperialismi
sono in una relazione fisiologica.
Le stesse energie che gli scioperi del 22 settembre e del 3 ottobre e le
mille iniziative che si sono date in questo periodo hanno liberato sono
una precondizione favorevole per una ripresa del conflitto nei luoghi di
lavoro su tempi come il salario, il lavoro precario, il welfare ma
questa precondizione non va sprecata e non sprecarla significa
immaginare e costruire una campagna unitaria su questi temi.
Cosimo Scarinzi
https://umanitanova.org/intrecciare-le-lotte-per-gaza-contro-leconomia-di-guerra/
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