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(it) Italy, Umanita Nova #26-25 - La Spezia: dal corteo all'acampada (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Sun, 2 Nov 2025 08:23:06 +0200
In piazza a La Spezia sabato 27 settembre sono scese in piazza circa
5000 persone per dire no a SeaFuture, fiera bellica del settore
marittimo che si è aperta lunedì 29 settembre presso l'Arsenale
Marittimo Militare della città ligure. La manifestazione è stata
organizzata congiuntamente da Riconvertiamo Seafuture, soggetto che da
tempo si oppone alla fiera militarista, e dal Coordinamento Restiamo
Umani che aveva convocato a La Spezia la manifestazione del 31 maggio
scorso. Una manifestazione plurale, durante la quale sono intervenute al
microfono ben 25 realtà diverse, tra cui il Coordinamento
Antimilitarista di Carrara, l'Assemblea Antimilitarista torinese, la
Federazione Anarchica Livornese, ma anche partiti, e movimenti come No
Base e il Presidio permanente "Flotilla di terra" di Livorno,
associazioni come Emergency e soggetti locali come Murati Vivi che
denuncia la militarizzazione e la chiusura dell'accesso al mare di
importanti parti della città a causa delle infrastrutture belliche.
Durante la manifestazione ci sono state azioni e momenti comunicativi
come la lettura da parte di Non Una di Meno Spezia di un testo sulla
Palestina, la ridenominazione di Piazza Chiodo in Piazza Palestina
libera, la chiusura simbolica con una rete da cantiere dell'accesso ai
portici dell'Ammiragliato, sede del potere militare in città, con su
scritto "oggi i murati vivi siete voi".
La manifestazione di maggio aveva forse visto una partecipazione più
alta nei numeri, probabilmente anche perché più focalizzata sul tema
della Palestina, e per effetto della partecipatissima manifestazione
antifascista che si era tenuta pochi giorni prima. Il corteo di sabato
27 settembre, più focalizzato invece sulla fiera bellica, è riuscito a
far emergere forte e chiara in una città militare e militarizzata come
La Spezia l'opposizione alla guerra e alla produzione bellica.
Significativo che al termine della manifestazione sia iniziata
un'acampada con tende montate proprio di fronte all'ingresso
dell'Arsenale. Non era scontato che in una città come La Spezia si
riuscisse a sviluppare la lotta su questo piano, ma ha funzionato e
alcune decine di persone sono rimaste in piazza per la notte. La
manifestazione e l'acampada avvengono in un clima particolare, le
autorità hanno innalzato l'allerta in città, c'è la sorveglianza armata
da alcuni edifici, ed era presente uno schieramento ingente di polizia
con una decina di camionette. Nella notte a poca distanza dalle tende,
non sono solo passati i poliziotti in borghese, ma anche gruppetti di
fascisti a far foto e farsi vedere, con chiaro intento provocatorio. Un
gruppetto ha anche sfilato con caschi in mano nelle vie del centro.
Provocazione più che mai chiara è stata quella dell'assessore spezzino
Brogi della Lega che si è avvicinato alle tende facendo riprese mentre
era in corso l'assemblea serale di sabato. I presenti lo hanno invitato
ad allontanarsi facendogli intendere che non avrebbe trovato ciò che
cercava. Molto più grande è stata la solidarietà che l'acampada ha
raccolto, la prima sera sono state portate delle pizze, molte persone
sono passate a portare cibo e ad esprimere il proprio supporto e aiuto,
tra cui anche alcuni lavoratori che attraversano la piazza. Per questo
l'assemblea partecipata, con oltre 150 persone, di cui la maggior parte
non militanti ma "semplici" abitanti di La Spezia, di domenica 28, ha
deciso di proseguire nei giorni successivi l'acampada, che lunedì 29 si
è andata ad intrecciare con lo sciopero studentesco e corteo delle scuole.
Importante in questo momento è che l'iniziativa rimanga indipendente da
ogni cappello politico o sindacale. È una fase particolare, c'è il tema
della Flotilla che ha sicuramente smosso gli animi da queste parti del
mondo, a cui si è sovrapposta la chiamata del 22 settembre dello
sciopero del sindacalismo di base: queste cose si sono unite con la
questione delle armi che vengono prodotte a La Spezia e vengono vendute
all'interno di questa fiera. La nostra opposizione al commercio di armi
si è unito all'appello più generale al blocco della logistica delle armi
che vengono vendute a Israele, e più in genere che vengono impiegate in
guerra. Il 22 settembre è stato il primo giorno di blocco, adesso in
Italia sembra che si stia muovendo qualcosa di nuovo, la manifestazione
e l'acampada di La Spezia si colloca pienamente in questo contesto.
Badabing e D.
https://umanitanova.org/la-spezia-dal-corteo-allacampada/
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