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(it) Italy, Umanita Nova #26-25 - Cybersicurezza armata. Guerre future e futuro delle guerre (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Tue, 28 Oct 2025 07:38:36 +0200
Il tema della sicurezza dei computer e delle reti è centrale in una
società in cui la diffusione delle tecnologie informatiche ha invaso
tutti gli ambiti della vita delle persone. Come è ovvio, visto che
viviamo in un sistema basato sul profitto, il giro di affari che
riguarda questo settore è costantemente cresciuto negli anni e continua
ad aumentare. ---- Accanto alle notizie diffuse attraverso i mezzi di
comunicazione che raccontano solo gli avvenimenti più spettacolari - uno
degli ultimi è stato il blocco di alcuni dei maggiori aeroporti europei
- ci sono gli esperti che propongono le loro analisi.
In quella della "Fondazione Italiana sulla Cyber Security" viene
presentata una panoramica sullo stato della sicurezza informatica in
Italia analizzando i dati relativi al 2024 e paragonandoli a quelli
dell'anno precedente. Tra le altre cose viene segnalato che "Le
motivazioni dietro l'intensificarsi degli attacchi DDoS non sono solo di
tipo finanziario, ma anche di natura geopolitica, legate al conflitto in
Ucraina ed a quello nella striscia di Gaza"[pag.6]. E, poco più avanti,
ribadito che: "Gli attacchi DDoS verso le imprese possono avere diverse
motivazioni: ragioni opportunistiche, atti di vandalismo digitale,
concorrenza sleale, movimenti di attivismo politico, dimostrazioni di
potere da parte di gruppi hacker, ma il gran volume di eventi che hanno
interessato il settore istituzionale nel 2024 suggerisce una probabile
correlazione con il contesto geopolitico"[pag.8]. Gli attacchi DdoS
sono, per chi non lo sapesse, quelli che vengono lanciati contro un sito
con l'obiettivo di bloccarne il funzionamento.
Un altro documento prodotto dalla "Clusit" (Associazione Italiana per la
Sicurezza Informatica), che prende in considerazione non solo i dati
italiani ma anche quelli globali, avverte fin dall'introduzione che
"Dall'analisi dei dati emerge che, oltre agli impatti causati dal
cybercrime e dalle "normali" attività di intelligence economica che
osserviamo da anni, dal 2022, con l'inizio del conflitto in Ucraina,
siamo entrati in una nuova fase di "guerra cibernetica diffusa", che si
conferma anche nel 2024."[pag.7]. Concetto ribadito dopo poco: "Oltre
alle migliaia di attacchi compiuti da cybercriminali e gruppi
state-sponsored, nel 2024 anche una crescente quantità di sigle
antagoniste hanno colpito un gran numero di organizzazioni e governi,
contribuendo ad alimentare un senso di incertezza sempre più diffuso. In
alcuni casi, è ragionevole supporre che queste cellule di sedicenti
hacktivist siano in realtà manovrate da agenzie governative ed
inquadrate in più ampie attività di guerra psicologica, disinformazione
e sabotaggio."[pag.10].
Infine, non poteva mancare lo studio prodotto dall'Agenzia per la
cybersicurezza nazionale (ACN), creata nel 2021 per tutelare gli
interessi del paese nel settore. La responsabilità politica dell'ACN è
in capo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri presso la quale è
costituito un "Comitato interministeriale per la cybersicurezza" (CIC).
Nella Relazione annuale 2024 presentata al Parlamento si afferma che:
"Anche nel 2024 l'hacktivismo ha continuato a rappresentare una
componente significativa delle attività cyber rilevate in Italia, in
crescita del 63% rispetto all'anno passato. Tale fenomeno è quasi sempre
direttamente riconducibile a gruppi non statuali ma allineati a
specifici interessi geopolitici, particolarmente nel quadro del
conflitto in Ucraina. I gruppi filorussi, infatti, sono i più attivi
contro i soggetti italiani (circa 500 attacchi) ..."[pag.37].
In questo scenario che per la sua natura è soggetto a cambiamenti
continui e veloci, si inserisce l'annuncio di una pesante novità.
Secondo quanto riportato dai mezzi di comunicazione il Governo italiano
avrebbe intenzione di presentare un Disegno di Legge (DdL) che dovrebbe
portare alla creazione di un nuovo Comparto nel Ministero della Difesa
per cui accanto all'aviazione, alla marina e all'esercito nascerebbe
anche una sorta di nuova forza militare dedicata al cyberspazio. Mentre
scriviamo non risulta che sia stato ancora reso pubblico il testo di
questo provvedimento e quindi quello che segue è tratto dalle notizie
fatte filtrare dai politici.
Il DdL prevederebbe - in generale - che vengano attribuite al Ministero
della Difesa alcune competenze per operare direttamente nel settore
della "guerra cibernetica", dotandosi delle risorse del personale (anche
non militare) necessario e intervenendo anche al di fuori dei classici
scenari di guerra, sia in funzione difensiva che offensiva. In altri
termini diventerebbe legittimo per le Forze Armate iniziare ad usare,
oltre che i proiettili, le bombe e i missili, anche i computer per
essere all'altezza delle cosiddette "guerre ibride". La proposta non è
certo sorprendente e fa parte del repertorio dell'attuale Ministro della
Difesa che, in più di una occasione è intervenuto sull'argomento
auspicando un maggiore coinvolgimento del suo ministero nel campo in
questione.
In attesa che le proposte vengano concretizzate si possono comunque fare
alcune riflessioni di carattere generale.
In tutti i documenti citati sopra viene sostenuto che tra le principali
motivazioni che starebbero alla base degli attacchi informatici ci
sarebbero quelle legate a questioni di "geopolitica", un termine
ampiamente abusato ma che sicuramente favorisce proposte legislative
indirizzate all'aumento dei poteri e del campo di intervento di
ministeri come quello della Difesa.
Abbastanza scontato è rilevare che i computer e i loro programmi servono
da tempo per fare la guerra, sia come indispensabile supporto alle armi
di distruzione classiche, sia sempre più usati per le operazioni più
nefande, come si è visto e si vede molto chiaramente nel massacro in
corso in Palestina.
Una legge come quella proposta sicuramente aumenterebbe, in Italia, la
confusione e favorirebbe chi ha intenzione di allargare il proprio
potere in un campo molto delicato per le libertà individuali e
collettive. Anche perché lo scenario nel settore dell'informatica, in
Europa e quindi anche in Italia, è in continuo cambiamento e tutti gli
esperti sottolineano sempre come uno dei principali problemi siano le
questioni normative che spesso sono arretrate rispetto allo "stato
dell'arte" e si sovrappongono le une alle altre generando problemi di
ogni tipo. Non a caso, proprio nelle ultime settimane a livello europeo
si parla di rivedere alcuni dei provvedimenti nel settore digitale
emanati anche in anni recenti.
Altro fattore preoccupante è che l'analfabetismo informatico della
popolazione è spesso direttamente proporzionale alla diffusione di
computer, tablet, telefoni ecc... Per questo certe decisioni avrebbero
il risultato di aumentare, in modo considerevole, il potere di gruppi
(sempre molto ristretti) di persone che hanno determinate competenze,
favorendo la creazione di élites che potrebbero molto facilmente
manipolare i decisori politici e militari non sempre ferrati sulle nuove
tecnologie.
Davanti a scenari sempre più inquietanti a livello mondiale bisogna però
ricordare che, nonostante tutto, il "fattore umano" non è stato ancora
completamente eliminato. Persino in una società quasi completamente
dominata dai computer, anche nel settore militare, le persone possono
continuare a fare la differenza e le scelte individuali potrebbero
diventare uno dei punti di forza di chi si oppone al dominio e uno dei
punti di debolezza del Potere.
Pepsy
https://umanitanova.org/cybersicurezza-armata-guerre-future-e-futuro-delle-guerre/
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