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(it) Italy, Sicilia Libertaria #462 - NoMuos: Niscemi tra fuoco e guerra (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Sun, 26 Oct 2025 08:07:51 +0200


Un'estate calda tra la sughereta che brucia e la guerra fatta dalla base militare statunitense, dove antenne e parabole del MUOS inviano i loro comandi di morte. A luglio un caldo asfissiante avvolge la sughereta e diversi punti di innesco scatenano un inferno di fuoco. Nelle giornate del 25 e del 26 luglio diversi ettari della sughereta vanno in cenere, compreso il terreno del movimento NO MUOS, il tutto senza che il dispositivo di sicurezza attorno alla base intervenga per impedirlo: la polizia di Niscemi dirà che è stata opera del solito piromane, la procura di Caltanissetta aprirà un'inchiesta come atto dovuto.

Sembra il gioco delle beffe. Pochi giorni prima il comandante amerikano della base di Sigonella, da cui dipende il sito niscemese, aveva ribadito le reciproca amicizia, assicurando che le antenne NRTF ed il MUOS non sono nocive, anzi aveva confermato che i gringos avrebbero fatto di tutto per interagire in maniera positiva con la cittadinanza, organizzando incontri con la stessa, affinché ci fosse un proficuo e soddisfacente scambio culturale: parole e discorsi che omettono la gravità di una situazione bellica che pone la sughereta al centro dei giochi di guerra. Inoltre, proprio all'interno della sughereta, in un noto agriturismo di contrada Pisciotto, nei giorni della ricorrenza dello sbarco in Sicilia c'era stato un incontro di vecchi e nuovi militari per commemorare il massacro della seconda guerra mondiale, alla presenza del sindaco leghista di Niscemi. In questi quindici anni di lotte contro la base di morte, la giunta locale è stata l'emblema di quella borghesia mafiosa che governa la Sicilia, facendo di tutto per depredare e devastare il territorio.

Durante il breve confronto armato di dodici giorni tra Israele e Iran, in cui dal MUOS di Niscemi venivano supportati i bombardieri strategici statunitensi nel colpire i siti nucleari iraniani, la cittadinanza niscemese viveva momenti di apprensione temendo una possibile ritorsione con lancio di missili balistici, mentre l'amministrazione comunale faceva finta di niente e negava al comitato NO MUOS un consiglio comunale aperto, perché si deve mettere tutto a tacere: perché la guerra mondiale in corso deve restare lontana da Niscemi. Il conflitto invece scandisce la quotidianità della città, con uso altissimo di psicofarmaci e un forte disagio esistenziale che attraversa le donne e gli uomini di questa terra. Chi governa quest'isola (lo sappiamo da tempo) fa solo i propri interessi e quotidianamente rapina il territorio con una industrializzazione fallimentare, un inquinamento massiccio, una desertificazione inesorabile, un turismo devastante, una militarizzazione insistente, una grande opera quale quella del ponte sullo stretto, che come la TAV al Nord Italia non è altro che un'ulteriore tangente a garanzia della classe dominante di questo paese, guerra permettendo.

Incendi e guerra scandiscono un luglio ed un inizio di agosto di conflitto. Da anni siamo qui con alti e bassi, con contraddizioni e differenze, sapendo che siamo soli ma determinati nel giocarci fino in fondo l' opposizione alla guerra. Il movimento NO MUOS è ancora oggi uno dei pochi movimenti contro la guerra in Italia, con una marcata proiezione antimilitarista e antimperialista, con una solidarietà verso i palestinesi e i curdi che lottano e resistono contro il genocidio e lo sterminio, per la costruzione di una diversa organizzazione sociale chiamata confederalismo democratico. È vero, non siamo riusciti ad impedire la costruzione delle parabole. Ma abbiamo invaso la base, sabotato le centraline, tagliato le reti; ed ogni anno (tra campeggi, manifestazioni, presidi in piazza) siamo sempre stati qui, a Niscemi, creando sempre fastidi a chi fa la guerra, difeso dai mafiosi in doppiopetto e in divisa.

Prima del 2 agosto: due campeggi, un'assemblea e un corteo in paese. Presenze militanti contrastate con denunce e fogli di via, che comunque non hanno impedito la continuità della mobilitazione. Il 2 agosto, in pieno clima di guerra con il nuovo decreto sicurezza, le forze del disordine mettono in pratica un dispositivo repressivo forte, mai visto in precedenza: perquisizioni, fermi e blocchi stradali per impedire alle vetture di avvicinarsi alle vie di accesso al presidio hanno fatto sì che i manifestanti dovessero raggiungere il luogo del concentramento a piedi, per poi partire in corteo verso il cancello 1 della base. Si è iniziato con una breve assemblea in cui è stata rimarcata la devastazione della sughereta, l'opposizione al genocidio in Palestina e la mobilitazione contro la guerra. L'antimilitarista Antonio Mazzeo, di ritorno dalla drammatica esperienza con la Freedom Flottila, ha raccontato della brutalità degli incursori dell'IDF nel bloccare la spedizione.

Siamo partiti in corteo, alcune centinaia di manifestanti fortemente determinati nonostante la presenza fortemente disturbante dell'elicottero della polizia, che ha ricordato il volo radente durante il G8 di Genova. Dopo diverse e ripetute rimostranze, l'elicottero è volato a una certa distanza da noi. È stato un corteo lento, che durante il percorso si è fermato per parlare di Palestina, guerra, spese sociali, devastazione ambientale, repressione. Arrivati davanti il cancello 1, ci sono stati degli interventi che hanno sottolineato il sostegno ai disertori nei teatri di guerra russo-ucraino ed in quello palestinese, rilanciando le parole d'ordine di occupazione e sabotaggio. Si è ricordata anche l'importanza dello studio per quanto riguarda la complessità sociale e delle dinamiche del presente. Si è concluso ribadendo che questa volta non abbiamo tagliato le reti e fatto altro perché solo noi decidiamo quando e come farlo.

Siamo e saremo sempre a Niscemi, che vi piaccia o no.

NO MUOS fino alla Vittoria.

Guerra alla Guerra.

Antonio Rampolla

https://www.sicilialibertaria.it/
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