|
A - I n f o s
|
|
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists
**
News in all languages
Last 30 posts (Homepage)
Last two
weeks' posts
Our
archives of old posts
The last 100 posts, according
to language
Greek_
中文 Chinese_
Castellano_
Catalan_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Francais_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkurkish_
The.Supplement
The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
First few lines of all posts of last 24 hours
Links to indexes of first few lines of all posts
of past 30 days |
of 2002 |
of 2003 |
of 2004 |
of 2005 |
of 2006 |
of 2007 |
of 2008 |
of 2009 |
of 2010 |
of 2011 |
of 2012 |
of 2013 |
of 2014 |
of 2015 |
of 2016 |
of 2017 |
of 2018 |
of 2019 |
of 2020 |
of 2021 |
of 2022 |
of 2023 |
of 2024 |
of 2025
Syndication Of A-Infos - including
RDF - How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
(it) Italy, Umanita Nova #25-25 - Sciopero generale 22 settembre - Report dalle piazze (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Sun, 26 Oct 2025 08:07:42 +0200
TORINO ---- La presenza delle lavoratrici e dei lavoratori in sciopero
era assolutamente consistente in particolare, ma non solo, fra le
lavoratrici e i lavoratori della scuola che spesso sfilavano in gruppi
assieme a genitori e alunni. ---- I sindacati che avevano indetto o
avevano aderito allo sciopero a Torino, CUB, Cobas Scuola, USB hanno
manifestato in uno spezzone unitario anche se molti/e militanti
sindacali erano negli spezzoni di scuola. ---- Le lavoratrici e i
lavoratori di altre categorie sebbene fossero meno visibili erano
comunque numerosi. Da rilevare che le persone che assistevano al corteo
che sfilava per circa un'ora molto spesso manifestavano simpatia e
sostegno alla mobilitazione.
MASSA CARRARA
Lunedì di sciopero anche a Massa Carrara, lanciato da USB e da altre
sigle del sindacalismo di base. Lunedì sotto la pioggia battente per chi
ha deciso di scioperare e partecipare al presidio davanti l'entrata di
levante del porto di Marina di Carrara. Adesione alta allo sciopero,
soprattutto nel settore della scuola. Un bel numero di persone davanti
ai cancelli portuali, dove coordinamenti, associazioni e sindacati hanno
sfidato l'inclemenza del tempo. Nel pomeriggio, con il dissolversi del
maltempo, il presidio è diventato sempre più numeroso, per divenire un
corteo dove la risposta della città non è mancata. Circa quattromila
persone sono sfilate sul lungomare in solidarietà alla popolazione
palestinese e alla Global Sumud Flotilla. La solidarietà e la
mobilitazione spontanea sprigionata in quella giornata è stata energia
della quale abbiamo bisogno
PISA
Su una cosa hanno concordato quasi tutti e tutte, che il corteo in
occasione dello Sciopero Generale del 22 settembre è stato tra i più
affollati mai visti a Pisa. Esondato dalla piccola piazza davanti al
Comune, ha percorso prima i Lungarni per poi dilagare anche in altre
strade e poi, a un certo punto, ha fatto una inversione a U per cui la
coda della manifestazione ha visto passare al suo lato la testa. Ha
preso quindi la direzione della Stazione Centrale - già oggetto il 4
settembre di una occupazione - ma l'ha sorpassata per puntare verso
l'Aeroporto Internazionale. A poche centinaia di metri dallo scalo il
Corteo ha deviato imboccando le rampe della "Strada di Grande
Comunicazione" denominata FI-PI-LI, che ha percorso per circa un
chilometro uscendo sulla Strada Statale Aurelia per concludersi di nuovo
in centro. Il corteo è stato punteggiato da continui scrosci di pioggia
ma risparmiato dalla presenza dei tutori dell'ordine, quasi invisibili.
Le valutazioni sui numeri vanno dalle 6 mila persone dei pessimisti alle
10 mila degli ottimisti; sicuramente è stata una partecipazione ampia e
plurale: molte le famiglie con prole al seguito, vecchie cariatidi
politiche e giovani studenti, lavoratori e lavoratrici con striscioni o
senza e tanti altri e altre. L'unica cosa che sicuramente aveva in
comune questa folla era l'intenzione di protestare contro il massacro in
atto a Gaza e in Palestina e contro il colpevole immobilismo delle
autorità italiane e mondiali. Da due anni a Pisa ci sono state un numero
impossibile da contare di iniziative di ogni tipo a sostegno dei
palestinesi e probabilmente la cosa continuerà ancora, visto che appena
48 ore dopo lo sciopero un presidio di protesta contro gli attacchi
terroristici alla "Global Sumud Flotilla" si è trasformato in un corteo
di alcune centinaia di persone che ha poi bloccato la Stazione di Pisa
San Rossore. (Caotico info)
MILANO
Lo sciopero generale del 22 settembre promosso dal sindacalismo di base
con l'adesione di USI CIT ha segnato un momento storico fondamentale con
una partecipazione molto più ampia dell'area tradizionale del
sindacalismo di base, con mobilitazioni in 80 località e circa 1 milione
di partecipanti su tutto il territorio nazionale. Ha pagato soprattutto
la presenza costante e continua in tutto il paese da parte del
sindacalismo di base alle manifestazioni di protesta contro il massacro
del popolo palestinese, contro la sua cacciata da Gaza e il sostegno
incondizionato alla missione umanitaria della Flotilla Internazionale.
A Milano c'è stata una partecipazione popolare enorme al corteo con
decine e decine di migliaia di presenze, pur sotto una pioggia battente
che non spegneva la gioia dei manifestanti che si abbracciavano
incontrandosi e conversavano con i propri vicini lungo il percorso.
Tanto popolo e tanti giovani, soprattutto giovanissimi studenti
organizzati nelle proprie scuole, a fianco gli insegnati con i loro
striscioni. La pressione dei molti partecipanti era così forte che il
corteo, soprattutto all'inizio, faceva fatica a muoversi e lungo il
percorso occupavano l'intera larghezza della strada fino sopra i
marciapiedi.
Tutto questa partecipazione e calorosa solidarietà non è stata colta
dalla maggior parte degli organi d'informazione prevenuti, dai giornali
alle comunicazioni televisive, che hanno preferito concentrare la loro
attenzione scandalizzata su qualche vetrata rotta alla stazione
centrale. Invece non fa scandalo il genocidio al quale è sottoposto la
popolazione palestinese e non fa scandalo che gli abitanti di Gaza
vengano cacciati con la forza dalla propria terra.
Mentre continua l'ignavia dei governi la missione ardua e pericolosa
della Flotilla Internazionale è stata attaccata da droni in acque
internazionali con danneggiamenti alle imbarcazioni e con lo scopo
intimidatorio di farli desistere dal loro obbiettivo. Malgrado i
continui appelli istituzionali a desistere dallo sbarco consegnando gli
aiuti attraverso il Patriarcato di Gerusalemme, la Flottiglia continua
nell'obbiettivo di aprire un varco permanente di aiuti umanitari a Gaza.
La vera forza alla realizzazione dell'impresa della Flottiglia siamo noi
stessi, continuando e allargando sempre più le mobilitazioni popolari,
gli scioperi che fermano la produzione, il blocco dei porti, i blocchi
generalizzati. È l'unica soluzione possibile per tentare la fine del
genocidio. Nel frattempo, continuano le mobilitazioni e si stanno
occupando le piazze in molte località del paese. A Milano si sono
montate le tende in piazza Della Scala.
ROMA
Uno sciopero generale convocato dai sindacati di base con altissime
percentuali di adesione, anche in realtà lavorative dove il sindacato
conflittuale è poco presente o assente.
Oltre allo sciopero ci sono stati cortei partecipatissimi in oltre 80
città italiane, con una mobilitazione nazionale.
Questa è stata la risposta popolare alla complicità istituzionale sul
genocidio in corso a Gaza.
Anche a Roma la manifestazione ha riempito le strade e bloccato la città
come non si vedeva da tempo.
I manifestanti si sono riuniti in diversi orari in 8 punti di
concentramento dislocati in varie zone della Capitale (stazione Quattro
Venti, fermata metro Piramide, Piazza Indipendenza, Piazza
dell'Immacolata, Piazza Sempione, Ponte Lungo, fermata della metro
Pigneto e Piazzale Aldo Moro) quindi hanno marciato fino alla stazione
Termini, dove si sono ricongiunti in presidio prima di sfilare in un
unico, immenso, corteo che ha attraversato Roma al grido di PALESTINA
LIBERA.
Ben 100.000 persone, un numero altissimo di partecipanti per un corteo
cittadino, superiore a quelli di più celebrati e pubblicizzati cortei
nazionali.
Una presenza notevole e maggioritaria di giovani e giovanissimi che
segnalano la volontà di rifiutare un futuro già scritto di guerra,
miseria ed oppressione da parte degli studenti.
Tra le moltitudini, si è distinto il nostro spezzone, con lo striscione
grande e chiaro:
"NÉ DIO, NÉ STATO, NÉ GUERRA, LIBER? TUTT? IN LIBERA TERRA"
Dietro questo striscione, bandiere anarchiche nere e rossonere hanno
sventolato alte. Una scena che parlava non solo di solidarietà con la
popolazione palestinese, ma di una posizione radicale: la rottura con
ogni forma di patriottismo, nazionalismo, religione autoritaria. Il
nostro messaggio è stato inequivocabile: sostegno a Gaza, ma nessuna
adesione alle identità che erigono muri fra i popoli o giustificano
l'odio con "identità sacre". Oggi è cominciato l'autunno: speriamo sarà
un autunno bollente dal punto di vista del conflitto sociale!
Gruppo Anarchico Mikhail Bakunin - FAI Roma&Lazio
FIRENZE
Anche a Firenze la parola d'ordine del partecipatissimo sciopero del 22
ottobre è stata "blocchiamo tutto!". Il vero e proprio blocco del
traffico è stato effettuato alla rotonda di uscita dell'autostrada A1.
Come percorso del corteo è stata scelta l'area industriale di Calenzano.
Qui il tema del "blocchiamo tutto" è stato collegato alla questione dei
morti sul lavoro, poiché il corteo è passato davanti centrale ENI in cui
a dicembre scorso ci fu la terribile esplosione di gas con ben cinque
morti e ventisei feriti; ancora una volta abbiamo denunciato le
politiche del lavoro legate alla giungla di appalti e subappalti e alla
ricerca di un profitto costruito sulla pelle e sulla vita dei lavoratori
e delle lavoratrici. Il corteo poi è proseguito verso la Leonardo, dove
già era stato fatto un presidio r3centemente, in occasione dello
sciopero del 20 giugno. Davanti a questo stabilimento, che impegna l'80%
della sua produzione nel settore bellico, si sono succeduti interventi
di denuncia dell'economia di guerra, della produzione di armi, delle
politiche di riarmo e di incremento delle spese militari. Il corteo è
poi passato nei pressi della GKN per concludersi nel centro di
Calenzano. La partecipazione a questo sciopero ha superato ogni
aspettativa anche degli stessi sindacati di base promotori, raccogliendo
anche l'adesione di lavoratori insoddisfatti per il boicottaggio messo
in atto dalla CGIL con lo sciopero del venerdì 19. Ma aldilà del mondo
del lavoro (da segnalare l'elevata partecipazione del settore scuola) la
giornata è riuscita ad intercettare un sentimento comune di
esasperazione e di malcontento popolare per la guerra e per le politiche
del governo a cui va sicuramente data continuità
TRIESTE
La partecipazione allo sciopero e alle iniziative in piazza del 22
settembre è andata oltre ogni aspettativa. L'appuntamento era per le 10
davanti al varco 4 del porto per bloccarne gli accessi. L'iniziativa era
stata promossa dall'Usb con l'appoggio degli altri sindacati di base
presenti in città ovvero Usi-Cit e Cobas e tantissime altre realtà
politiche e sociali. Già da prima delle 10 si capiva che la
partecipazione sarebbe stata molto ampia con grupponi di persone
(provenienti anche dal resto della regione) che man mano arrivavano al
varco; alla fine le valutazioni vanno dalle 5 alle 7mila persone reali
presenti. L'adesione allo sciopero è stata significativa in vari settori
a partire dalle scuole ma non solo. Un altro dato molto positivo è stata
una partecipazione di studenti medi come non si vedeva da anni,
sicuramente è stato lo sciopero "politico" indetto dal sindacalismo di
base più riuscito da sempre nella nostra città negli ultimi trent'anni.
Verso mezzogiorno, dopo un confronto serrato, a tratti aspro, fra chi
voleva tentare di forzare il blocco poliziesco per provare a entrare in
porto e chi no, sono partiti tre diversi cortei verso il centro città
che più tardi si sono riunificati. Questo ha fatto sì che di fatto anche
l'altro valico del porto rimanesse paralizzato o quasi per gran parte
della giornata. Il grande corteo si è concluso di fronte alla stazione
centrale, dove ci sono stati degli interventi e alcuni blocchi del
traffico spontanei. La polizia ha chiuso la stazione dei treni
provocando così la cancellazione di alcune corse. Successivamente è
partito un nuovo corteo di alcune centinaia di persone che si è recato
nuovamente al varco 4 del porto (rimasto comunque presidiato da un
centinaio di persone per tutta la giornata) fino alle ore 19 quando è
stato tolto il blocco. Una giornata di lotta quindi molto positiva con
tante luci e qualche ombra. In particolare, la mancata adesione dei
portuali allo sciopero, dato su cui riflettere e su cui bisognerà
lavorare, nonché le tensioni fra manifestanti davanti al porto. Da
segnalare anche le provocazioni della polizia che ha attaccato alle
spalle il corteo "antagonista" provocando alcuni feriti lievi. Come
Gruppo Anarchico Germinal abbiamo sostenuto la mobilitazione e siamo
stat* presenti in tutte le fasi della giornata. Le mobilitazioni sono
proseguite nei giorni successivi; da parte nostra stiamo partecipando
alle iniziative cercando di portare uno sguardo antimilitarista e contro
tutti i confini e contro tutte le guerre.
LIVORNO
Lunedì 22 settembre una città intera ha bloccato il porto. Fino dalle 6
del mattino al varco portuale Valessini c'è stata una fitta presenza,
che ha impedito l'accesso dei pochi camion non in sciopero nelle aree
portuali. Alle 8.30 l'arrivo in massa degli studenti medi, di moltissim*
lavorator* in sciopero, di tantissima gente ha consentito di superare il
varco ed entrare dentro al porto. Migliaia di persone si sono riversate
sulla banchina del molo Italia dando vita ad una occupazione che si è
protratta ininterrottamente per tre giorni. Tre giornate di assemblee,
dibattiti, socialità, in cui si è svolta anche una vertenza cittadina.
Oltre alla protesta contro il genocidio in corso a Gaza, oltre alla
protesta contro guerra, armamenti e politiche di riarmo, la popolazione
si è opposta con forza all'attracco di una nave cargo statunitense
recante caterpillar e mezzi da convogliare nella base militare di Camp
Darby per essere armati e corazzati. Immediata la determinazione ad
indire nuovamente sciopero in caso di attracco, per far saltare le
operazioni di scarico, ma soprattutto massiccia la risposta della
popolazione, che è affluita in continuazione al porto utilizzando le
navette messe a disposizione dai lavoratori portuali per partecipare
all'occupazione della banchina. Ferma e determinata la posizione dei
Ferrovieri Contro la Guerra, che si sono mobilitati per impedire il
transito ferroviario verso Camp Darby delle merci qualora la nave avesse
potuto trovare attracco in un porto vicino. La lotta ha pagato, il
prefetto ha assicurato formalmente che la nave non sarebbe attraccata e
un grande corteo ha lasciato il porto nella serata del mercoledì, per
dare vita ad un presidio permanente presso un altro varco portuale. Il
presidio è tuttora attivo, frequentato e animato da numerose assemblee e
incontri. Dal presidio del porto sabato 27 è partito un gruppo di
manifestanti per La Spezia; dal presidio è stata lanciata un'altra
mobilitazione per impedire l'attracco di un'altra nave commerciale
battente bandiera israeliana prevista in arrivo per i prossimi giorni.
La lotta è ancora in corso. A sostenerla non solo i lavoratori portuali,
che da soli non avrebbero potuto certamente portare avanti una lotta
così imponente, ma tutta una città che si è mossa compattamente. A
questa lotta, ai blocchi, agli scioperi, ai presidi permanenti come
anarchic* abbiamo partecipato attivamente, consapevoli di veder
realizzata sotto i nostri occhi, a fianco di tutt*, la pratica della
solidarietà e dell'azione diretta.
Di seguito alcuni stralci del comunicato diffuso come Federazione
Anarchica Livornese:
"Lx anarchicx non possono che essere presenti e parte attiva ai blocchi
e alle iniziative di sciopero perché l'anarchismo non è un'ideologia
dogmatica ma una pratica concreta. Una pratica coerente con fondamenti e
principi, a partire dalla solidarietà.
La giornata di sciopero di ieri è riuscita ad intrecciare la solidarietà
al popolo di Gaza e della Palestina e la lotta contro il genocidio
condotto dallo stato d'Israele alla lotta contro la guerra, il riarmo e
l'economia di guerra. Una giornata che in continuità con gli scioperi
contro la guerra degli scorsi anni, ha posto di nuovo al centro la
classe lavoratrice e la pratica dello sciopero. Una giornata di scioperi
e di blocchi che ha portato in piazza centinaia di migliaia di persone,
con manifestazioni in oltre 80 città. Siamo consapevoli che questo è
solo l'inizio, in molte città infatti l'iniziativa non si è spenta (...)
Smettiamo di credere alle istituzioni, alle segreterie di partito e alle
burocrazie sindacali. Chi ci dice che quella nave ha un carico
commerciale e che bisogna lasciar fare a loro, che si perde il lavoro a
protestare, è il primo a guadagnare dal commercio di armi, dalla
stabilità di un sistema politico ed economico che per mantenere intatto
il proprio dominio è disposto a radere al suolo il mondo con le bombe,
come accade a Gaza.
Sappiamo tutt* bene che le armi non sono solo quelle definite dalla
legge 185 del 1990, che comunque i guerrafondai e i mercanti di armi
cercano costantemente di smontare. Le armi non sono solo quelle che
sparano, sono anche materiali di supporto e mezzi che possono essere
utilizzati da corpi militari, sono strumenti o prodotti che possono
essere usati per ridurre una popolazione alla fame, le merci che sono
commerciate con uno stato che sta commettendo un genocidio sono un'arma.
Ma in questo caso è chiaro che la SLNC Severn viene a Livorno perché a
pochi chilometri dal porto c'è la base militare statunitense di Camp
Darby, il più grande arsenale USA fuori dal suolo americano.
Sosteniamo il Gruppo Autonomo Portuali che da anni porta avanti la lotta
contro il trasporto di armi nel porto di Livorno. La loro azione ha
posto al centro la militarizzazione del nostro porto che dal dopoguerra
è sempre stato snodo centrale per il transito di armi e materiale bellico.
Facciamo appello ad unirsi al presidio e ad allargare il più possibile
la partecipazione. In due giorni con l'azione diretta,
l'autorganizzazione e l'autogestione è stato raggiunto già un importante
risultato: creare una base di movimento attorno ad un obiettivo
concreto. Da questa lotta possiamo creare un precedente che sia
d'esempio per tutti".
NAPOLI
La giornata di lotta di ieri che si è dispiegata all'interno dello
sciopero generale nazionale, proclamata dal sindacalismo di base, contro
il GENOCIDIO, portato avanti dal governo nazifascista israeliano e
appoggiato da tutti gli stati esistenti, a Gaza e contro le guerre nel
mondo, ha registrato una partecipazione popolare senza precedenti negli
ultimi anni ed è andata al di là della convocazione stessa. Difatti,
essa è stata l'occasione giusta , oltre che per il mondo del lavoro, per
centinaia di migliaia di persone comuni, di manifestare tutta la loro
rabbia , il loro ripudio del genocidio, di tutte le guerre e del riarmo
.Una grandissima giornata di lotta e di manifestazione che ha, di fatto,
coinvolto tutto il paese e buona parte delle categorie lavorative .Senza
nessuna retorica: è stata in buona parte spontanea, completamente
genuina e decisamente determinante nell'indicare che l'unica via per
liberare l'umanità dalla guerra , dai genocidi dallo sfruttamento ,
dalla fame nel mondo e dalle disuguaglianze è l' autorganizzazione, la
LOTTA , la solidarietà , il benessere per tutti ,il MUTUALISMO , la
libertà . Quindi bisogna continuare a lottare, manifestare e a costruire
lo SCIOPERO GENERALE AD OLTRANZA, finché la guerra non smetterà di
esistere e tutte le fabbriche di armi non Saranno trasformate in
PANETTERIE, E LUOGHI DI PRODUZIONI DI BENESSERE PER TUTTI. Noi come
gruppo anarchico Francesco Mastrogiovanni della F.A I. di Napoli eravamo
e saremo sempre presenti, con le nostre bandiere e il nostro contributo.
PACE TRA GLI OPPRESSI E GUERRA AGLI OPPRESSORI. Né Stato, né Dio, né
servi, né padroni. Uguaglianza, solidarietà e libertà.
https://umanitanova.org/sciopero-generale-22-settembre-report-dalle-piazze/
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe https://ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
- Prev by Date:
(it) Brazil, OSL: Libertà per Öcalan e per tutti i prigionieri politici curdi (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
- Next by Date:
(en) Italy, Umanita Nova #25-25 - General Strike September 22 - Report from the Streets (ca, de, it, pt, tr)[machine translation]
A-Infos Information Center