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(it) Italy, IFA, UCADI #200 - La Moldavia al bivio (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Tue, 7 Oct 2025 09:14:16 +0300
Nel prossimo mese di settembre sentiremo parlare molto di Moldavia
perché un'importante scadenza attende il 28 di quel mese il governo
della signora Maja Sandù attuale Presidente del paese in nome e per
conto dell'Unione europea A nominare la Presidente nelle elezioni del
2024 più che gli elettori è stato il sostegno di Bruxelles che ha
mobilitato la diaspora Moldava d'Occidente, utilizzandone i voti per
ribaltare i risultati elettorali che emergevano dal voto della
popolazione residente. Va ricordato infatti che il paese ha una
popolazione complessiva di tre milioni e mezzo, ma ad essere residenti
bel paese sono solo due perché Il restante milione e mezzo è distribuito
tra l'Occidente e la Russia, dove risiede mantenendo la doppia
cittadinanza l'80% della diaspora moldava. Il sistema elettorale
consente a tutti i moldavi di votare, ma per farlo occorre che vengano
predisposti i seggi all'estero e inviate le necessarie schede per il
voto. Ebbene, mentre nei paesi dell'Occidente i seggi sono stati molti,
capillarmente diffusi sui territori e dotati delle schede di voto
necessarie, in Russia sono stati organizzati solamente due seggi a
Mosca, con a disposizione solo 4000 schede. Questo espediente è stato
sufficiente per orientare e manipolare gli esiti del voto.
Il 28 settembre i moldavi andranno al voto per leggere il nuovo
Parlamento che dovrà preparare le condizioni per consentire al paese
l'adesione all'Unione europea. avviando le necessarie riforme in materia
di anticorruzione, modifica del sistema giudiziario, revisione della
struttura economica del paese, reindirizzandone l'economia verso
Occidente, convincendo al contempo gli elettori indecisi che l'adesione
all'UE è una prospettiva realistica e a breve termine.
I nodi da sciogliere
Occorre infatti considerare che come in molti paesi dell'est, ma anche
in Occidente la corruzione è molto diffusa e capillare. A dimostrazione
basti citare un episodio verificatosi alla dogana del paese, che ha
coinvolto un passeggero in uscita dal paese al quale è stato trattenuto
il computer che portava con se per controlli, rischiando di fargli
perdere il volo.
La situazione è stata sbloccata grazie al suggerimento di un altro
passeggero esperto il quale ha suggerito di fornire alla splendida
doganiera addetta ai controlli il passaporto con dentro un "obolo" di
100EUR che è stato furtivamente trattenuto. A giustificazione di quanto
avveniva è stato fatto notare che gli stipendi percepiti dai doganieri
sono decisamente molto bassi. È del tutto evidente che queste pratiche
sono di ostacolo allo sviluppo economico del paese tanto più che si
accompagnano a scarse tutele fornite dal sistema giudiziario. Sotto il
profilo economico il paese vive una situazione assai complessa perché
gli effetti del decentramento produttivo da parte di paesi occidentali
che hanno trasferito molte loro attività nel paese a causa del
bassissimo costo della manodopera, le nuove attività produttive
realizzate da ucraini in fuga dal loro paese in guerra, i profitti
derivanti dalle attività lucrose connesse alla guerra, sfruttando la
concomitanza del paese al fronte di guerra, non basta da compensare dal
punto di vista economico il danno derivante dal venir meno per motivi
politici della fornitura del gas e del petrolio russo che veniva messo a
disposizione del paese ad un prezzo decisamente conveniente.
Questo trattamento di favore discendeva da numerosi fattori: il paese ha
una componente russofona più del 50% della popolazione, tanto da essere
ufficialmente bilingue, perché vi si parla il rumeno e russo,
indifferentemente. La popolazione russofona aderisce ad una Chiesa
Ortodossa autonoma, ma legata al Patriarcato di Mosca. Una parte del
territorio del paese è autonoma e ha costituito una Repubblica
indipendente di fatto, la Transnistria che copre tutto l'arco del
confine tra la Moldavia e l'Ucraina. La sua autonomia è garantita dalla
presenza ormai quarantennale da un contingente di truppe russe che
custodiscono un immenso deposito di armi ormai arrugginite, residuo
dell'URSS e ostenta ancora lo stemma dell'URSS e utilizza il suo inno.
Ai confini dei questo territorio autonomo è situata una regione la
Gagauzia la cui popolazione è a maggioranza russofona.
Nell'imminenza della scadenza elettorale l'attenzione della signora
Sandù e dell'Unione europea si è rivolta proprio verso i politici
provenienti da questa regione e la Governatrice della Gagauzia Evghenia
Gutul è stata di complicità nel finanziamento illegale del partito Shor,
una formazione politica che è stata successivamente dichiarata
incostituzionale e bandita dalla partecipazione alle elezioni. Le accuse
si concentrano sul periodo che va dal 2019 al 2022, un lasso di tempo in
cui la Gutul ricopriva la carica di segretaria del Dipartimento di
monitoraggio, pianificazione e controllo del partito. La governatrice
avrebbe avuto un ruolo attivo nell'importare in Moldova ingenti somme di
denaro non dichiarato, provenienti da un gruppo criminale organizzato
legato alla Federazione Russa per finanziare il partito.
Inoltre, tra l'ottobre e il novembre del 2022, Gutul avrebbe coordinato
le sezioni locali del partito, accettando consapevolmente un
finanziamento illecito di circa 42,5 milioni di lei. Questa cifra,
proveniente sempre dal medesimo gruppo criminale, sarebbe stata
impiegata per le attività politiche del partito. Questi i motivi della
condanna a 7 anni di carcere.
Malgrado queste azioni di contrasto preventivo è molto probabile che
l'esito elettorale ridurrà il numero di seggi del partito al governo,
filoeuropeo, Partito d'Azione e Solidarietà (PAS). Il risultato
determinerà il ritmo delle riforme della Moldavia, la strategia di
sicurezza energetica e condizionerà l'allineamento con la politica
estera dell'UE in un momento particolarmente delicato della guerra nella
vicina Ucraina.
Gli esiti della guerra sul campo di battaglia inducono UE e NATO a
curare con attenzione l'evolversi della situazione moldava, paese
destinato a costituire un nuovo fronte di attacco alla presenza russa
nell'area e a prendere il posto dell'Ucraina nel caso estremamente
probabile di una sconfitta sul campo di quest'ultima. Le crescenti
difficoltà registrate dall'Occidente derivano dagli effetti che la
guerra Ucraina sta producendo nel paese confinante dove è cresciuta
enormemente alla presenza di ucraini, spesso visti con fastidio dalla
popolazione a causa dei sussidi di cui godono da parte dell'Unione
europea per il loro status dei rifugiati e dei capitali di cui
dispongono, dopo averli accumulati grazie alle tangenti percepite
lucrando sui finanziamenti europei e americani alla guerra.
La risposta dell'opposizione
Per contrastare questo disegno si è costituito il blocco "di
sinistra"/filo-russo: a luglio, quattro partiti di opposizione (PSRM,
PCRM, "Il futuro della Moldova", "Cuore della Moldova") hanno annunciato
a costituzione di un blocco elettorale unito, il cui leader è l'ex
presidente Igor Dodon. La loro Piattaforma si sofferma sui "legami
strategici con la Russia", punta alla neutralità del Paese in politica
estera e alla riduzione dei prezzi dei generi di prima necessità e
dell'energia, ripristinando i rapporti di fornitura con la Russia.
Per contrastarne la propaganda Nato e Unione europea agiscono sui media,
impedendo la ricezione delle trasmissioni in russo e cercando in ogni
modo di contrastare la pubblicità attraverso i social media, preparano
mobilitazioni di piazza, mentre l'opposizione cerca di volgere contro il
partito al potere la condanna di Evgenija Gutsul, che gode di rilevante
seguito popolare.
Nel tentativo di mantenere il controllo del paese le autorità
dell'Unione europea e della NATO non lesinano di ricorrere all'utilizzo
di tutte le risorse disponibili e hanno disposto un lauto sostegno
finanziario a sostegno del Partito democratico del quale stanno cercando
ripulire l'immagine pubblica con l'arresto in Grecia di Vladimir
Plahotniuc - la figura centrale del "furto del secolo" del 2014 - che
avrebbe manifestato l'intenzione di rientrare nel paese. Per dare
un'idea del livello di corruzione raggiunto dalle istituzioni vale la
pena di ricordare che proprio nel 2014 un gruppo di ministri venne
ospitato in un resort delle Maldive, concedendo in cambio alla Chiesa di
Moon (setta scismatica evangelicale), l'adozione del suo catechismo
nelle scuole pubbliche della Moldavia, paese notoriamente ortodosso.
In questa situazione le grida di allarme di Maia Sandù si ripetono
incessanti e denunciano una presunta interferenza russa di una intensità
"senza precedenti", denunciando che il paese costituisce un banco di
prova attivo per le narrazioni russe, fondendo le lamentele per il
deteriorarsi della situazione economica con le rivendicazioni di
"controllo" occidentale, amplificando le tensioni tra centro e periferia
(Gagauzia, Transnistria), seminando dubbi sulla regolarità delle
elezioni e sull'adesione all'UE e i tempi richiesti per dare attuazione,
anche se la Moldavia avrebbe registrato progressi in 31 di 33 capitoli
di negoziazione fin dallo status di candidato, pur partendo da un basso
punto di partenza.
Gli scenari possibili
Tutto ciò premesso il probabile deterioramento del Partito democratico
fa sì che esso non raggiunga e la maggioranza; cercherà alleati tra i
centristi e sostenitori di una piattaforma civica. Ciò permetterà un
percorso costante verso l'UE, una spinta alle riforme della giustizia e
una continua applicazione delle leggi sui media e sul finanziamento dei
partiti per contrastare tentativi di interferenza russa fornendo una
risposta istituzionale più decisa alle istanze di riforma. Il prevalere
invece di Un'alleanza guidata dal PSRM potrebbe bloccare o invertire
alcune parti dell'agenda dell'UE, rallentando l'apertura di nuovi
capitoli, riformulando la politica estera in una direzione più
"equilibrata. Ciò produrrà attriti con Bruxelles, una svolta verso il
"pragmatismo energetico" di Gazprom e una rinnovata pressione sulle
istituzioni di controllo. A questa situazione farà riscontro un
Parlamento frammentato, con personaggi influenti che renderanno ondivaga
la politica del Paese. Le formazioni più piccole, o i resti attorno alle
reti e ai partititi vietati, diventano fondamentali nel determinare il
risultato elettorale. La contrattazione della coalizione si estende fino
a ottobre; le operazioni esterne di finanziamento e informazione si
intensificheranno. Il rischio di paralisi politica proprio mentre sono
attese le decisioni dell'UE sui calendari di apertura dei capitoli è del
tutto evidente.
Intanto il costo della vita ed dell'energia crescerà, nonostante gli
aiuti e la diversificazione dell'UE; i prezzi dell'energia e le
pressioni salariali rimarranno elevati. Gli allineati del Cremlino
avranno buon gioco nel sostenere che Mosca può fornire gas a prezzi più
bassi; il PAS risponderà con misure di sicurezza a medio termine e
infrastrutture finanziate dall'UE. Per ciò che riguarda lo stato di
diritto/lotta alla corruzione rileviamo che i casi di alto profilo (Sor,
Gutsul, Plahotniuc) hanno un effetto biunivoco: galvanizzano i
riformisti e alimentano le rivendicazioni dell'opposizione sulla
"giustizia selettiva".
Per quanto riguarda l'irrisolta questione istituzionale dei rapporti tra
la Moldavia e la Transnistria l'evoluzione del conflitto impone ancora
una volta all'attenzione internazionale la linea di Chisinau di una
de-escalation mentre le forze filo-russe mettono in guardia dal
"trascinare la Moldavia in guerra".
Gianni Cimbalo
https://www.ucadi.org/2025/09/04/la-moldavia-al-bivio/
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