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(it) Italy, FdCA, IL CANTIERE #37 - La volontà di Roma: il Piano Mattei tra ambizioni imperiali e realtà africane - Totò Caggese (ca, de, en, pt, tr) [traduzione automatica]
Date
Tue, 7 Oct 2025 09:11:46 +0300
Un nome, una storia ---- Enrico Mattei fu un imprenditore di Stato,
fondatore dell’ENI, capace di sfidare gli interessi delle grandi
compagnie petrolifere occidentali con un approccio autonomo,
spregiudicato e cooperativo verso il Sud del mondo. ---- La sua figura è
oggi evocata dal governo Meloni per dare legittimità storica a un nuovo
progetto geopolitico: il Piano Mattei per l'Africa. Ma ciò che viene
celebrato è più un simbolo che una continuità reale: il Mattei odierno
non sfida, semmai organizza; non costruisce relazioni dal basso, ma si
muove lungo direttrici strategiche già tracciate da Bruxelles e Roma.
Nel documento ufficiale di presentazione del Piano, la parola "Roma"
ricorre sedici volte. Non come riferimento geografico, ma come soggetto
politico: “La volontà di Roma”, “L’ambizione geostrategica di Roma”, “La
politica estera di Roma”. Un lessico che rievoca il passato imperiale e
la retorica fascista, riproponendo una visione verticistica del potere e
dell’azione nel mondo.
Il titolo di questo articolo nasce da lì: “La volontà di Roma” non è una
frase neutra.
Anatomia di un Piano
Il Piano Mattei è stato istituito con la legge n. 2/2024 e formalizzato
durante il Vertice Italia-Africa del gennaio 2024. Presentato come
piattaforma programmatica aperta, ha sei assi prioritari: istruzione,
salute, agricoltura, acqua, energia, infrastrutture. Coinvolge
inizialmente nove paesi: Algeria, Tunisia, Egitto, Marocco, Kenya,
Etiopia, Mozambico, Costa d’Avorio, Congo.
Le risorse disponibili ammontano a 5,5 miliardi di euro: 3 dal Fondo
Italiano per il Clima, 2,5 dalla Cooperazione allo sviluppo. A queste si
aggiungono strumenti in costruzione tramite CDP, SACE, partenariati
pubblico-privati.
I soggetti coinvolti sono i principali attori del "Sistema Paese": Eni,
Sparkle, Enel Green Power, Ferrovie, Leonardo, Fincantieri.
Al momento, però, mancano indicatori concreti di impatto, una strategia
organica e un reale meccanismo di coinvolgimento dei partner africani.
La governance del Piano è affidata a una Struttura di Missione presso la
Presidenza del Consiglio e a una Cabina di Regia presieduta da Giorgia
Meloni.
Dietro la retorica: migrazione, sicurezza e vecchi fantasmi
Il Piano Mattei si muove su un crinale ambiguo: da un lato dichiara di
voler superare la logica caritatevole o estrattiva della cooperazione,
dall'altro ricalca un impianto securitario-estrattivo già noto. La
gestione dei flussi migratori è presente nella legge istitutiva, anche
se esclusa formalmente dai sei pilastri.
Molti osservatori africani e internazionali denunciano l'assenza di
consultazione reale con le società civili africane, l'assenza di
allineamento con l'Agenda 2063 dell'Unione Africana, e il rischio che la
cooperazione sia diretta più agli interessi italiani (energia,
migrazione, prestigio geopolitico) che allo sviluppo autonomo africano.
Mario Raffaelli (Amref Italia) ha scritto che il Piano “può avere
successo solo se coinvolge le diaspore africane, la società civile e si
emancipa dalla logica economicista”. Il report di Carlota G. Encina
(CSIS, 2024) segnala come l'intera politica europea nel Sahel sia
fallita, fondata com'è su contenimento, sicurezza e disconnessione
culturale: oggi i governi saheliani guardano altrove, a Mosca o Pechino,
e non hanno partecipato al vertice Italia-Africa.
Le voci che mancano
Al vertice di Roma del 2024, il presidente dell'Unione Africana Moussa
Faki ha dichiarato: “Non siamo mendicanti. Vogliamo cooperazione tra
pari, non promesse vane". La società civile africana, tramite reti come
Don’t Gas Africa, ha denunciato l’esclusione dai processi decisionali e
la prosecuzione di logiche estrattive, in particolare nel settore
energetico (gas e biofuel).
African Arguments parla apertamente di "PR-friendly neocolonialism". Lo
stesso ISPI, in un position paper ufficiale, riconosce che il Piano è
oggi un contenitore vago, con scarsa trasparenza, debolezza sulla
governance e forte sbilanciamento verso il Nord Africa. Il Sahel è quasi
assente, l’Africa occidentale ancora ai margini.
Ascoltare l’Africa, non solo nominarla
Il Piano Mattei non è ancora un piano. È una cornice, un'ambizione, una
narrazione. Il rischio è che resti uno slogan geopolitico, utile a
rafforzare il ruolo internazionale dell'Italia e ad attrarre
investimenti, ma senza incidere sulle radici delle disuguaglianze e
delle migrazioni. Le parole non bastano.
L'invocazione alla "volontà di Roma" tradisce una visione antica,
verticistica, coloniale. Per costruire un futuro comune serve rovesciare
la piramide, ascoltare le voci africane, dare spazio a forme di
cooperazione mutualistica, e riconoscere finalmente il diritto dei
popoli africani a scegliere la propria strada, senza tutele e senza
padroni. Non vorrei che il rapporto tra l'Europa e l'Africa somigliasse
a quello tra mio suocero, bracciante, e il suo amico, ragioniere
commercialista. L'amico ragioniere redigeva la dichiarazione dei redditi
dei miei suoceri (due pensioni Inps e una casa) ed il versamento ICI/IMU
per le imposte dovute al Comune. Mio suocero, per ricambiare la
cortesia, teneva pulito il giardino della casa di campagna dell’amico
ragioniere, almeno due volte l'anno, impiegando, mediamente, quattro
giornate di lavoro per ogni anno. Un’ora di lavoro contro 32 ore di lavoro?
Fuor di metafora: finché l'Africa, in cambio delle sue materie prime,
dovrà acquistare i nostri brevetti e i nostri macchinari per estrarle e
trattarle prima dell'invio, non c'è storia. L'internazionalismo va
costruito su altre basi.
Riferimenti bibliografici
ISPI (2024), 'Il Piano Mattei: rilanciare l'Africa Policy dell'Italia'.
Cerami C. (2024), 'Could the Mattei Plan Succeed Where Other Policies
Failed?', Roma Tre / Academia.edu.
Encina C.G. (2024), 'Europe, Beyond Its Southern Border', Center for
Strategic and International Studies (CSIS).
Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione del Piano Mattei,
Presidenza del Consiglio dei Ministri, dicembre 2024.
Raffaelli M. (2024), 'Il Piano Mattei con l’Africa può avere successo?',
in Formiche.net.
African Arguments, vari articoli 2023–2024.
Don’t Gas Africa (2023), 'Open Letter to the EU on Extractivism and
Climate Justice'.
https://alternativalibertaria.fdca.it/
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