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(it) Italy, FAS, Sicilia Libertaria #461 - Ignazia: LO STATO CONSIDERA GLI ANARCHICI "ISTIGATORI E STRAGISTI" (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Wed, 3 Sep 2025 19:02:49 +0300
Lo Stato ha per sua natura l'obiettivo di mantenersi al potere
eliminando chi lo ostacola e ricercando il consenso del popolo. A tal
fine si autorappresenta come il garante del Bene e della sicurezza
sociale. Di conseguenza, tutto ciò che va contro lo Stato è il Male, il
caos e la violenza. Per qualsiasi Stato, governato da qualsiasi partito
politico, il nemico per eccellenza è l'Anarchico. Nel corso della storia
ci sono state numerose leggi promulgate contro gli anarchici (ad esempio
le "Leggi Scellerate" del 1894 in Francia o l' "Anarchist Exclusion Act"
del 1903 negli Stati Uniti) e si è tenuto addirittura un Convegno
internazionale anti-anarchico nel 1898 in Italia.
La repressione contro gli anarchici non si è mai fermata, in forme
subdole o manifeste. Di recente ha avuto un'impennata, interessando
alcuni settori del movimento e imbastendo processi "esemplari".
È il caso del processo cosiddetto "Scripta Manent", conclusosi il 24
aprile 2024, con la condanna a 23 anni di carcere per Alfredo Cospito e
a 17 anni e 9 mesi ad Anna Beniamino, accusati di aver piazzato due
ordigni esplosivi nei cassonetti di fronte all'ingresso della Caserma
Allievi Carabinieri di Fossano il 2 giugno 2006. Alfredo e Anna si sono
dichiarati sempre innocenti: la loro è semmai solidarietà e complicità
ideale con chi ha effettuato quell'attentato. I giudici hanno voluto
imputarli addirittura di "strage" allo scopo di "attentare alla
sicurezza dello Stato" (sic!) nonostante si trattasse di un attentato
chiaramente dimostrativo - i due ordigni sono stati volutamente fatti
esplodere quando non c'era nessuno - che, soprattutto, non voleva e non
poteva né uccidere né ferire: "Sono 500 grammi di polvere pirica, cioè
stiamo parlando di fuochi d'artificio di Capodanno, chiaramente non
stiamo parlando di tritolo, non stiamo parlando di esplosivo ad alto
potenziale" (avvocato Albertini, difensore di Cospito).
Anche una parte della stampa anarchica è stata oggetto di repressione.
Specialmente i compagni che pubblicavano le interviste effettuate ad
Alfredo Cospito mentre era in carcere a Ferrara, o si spendevano
nell'ambito della campagna di solidarietà nei suoi confronti, hanno
subìto sequestri e accuse di istigazione a delinquere con finalità di
terrorismo. Nel primo caso, la cosiddetta "Operazione Sibilla", sono
stati coinvolti i compagni della rivista "Vetriolo": la magistratura ha
ritenuto che quelle pubblicazioni denotassero un ruolo apicale di
Alfredo nel mandare ordini e incitare all'azione, come fosse un
qualsiasi capo mafia. Ciò è servito a legittimare il regime carcerario
del 41bis al quale Alfredo è stato assegnato il 4 maggio 2022 per volere
dell'allora ministra della Giustizia, Cartabia, e su richiesta della DDA
di Torino e della Direzione Nazionale Antimafia. La vicenda si è
conclusa, quasi tre anni dopo, il 15 gennaio 2025, con la dichiarazione
di non luogo a procedere per tutti gli imputati, compreso Alfredo. Si è
attestato, fatto lapalissiano, che tra gli anarchici non esistono capi
e che le dichiarazioni di Alfredo sono pure manifestazioni del suo
pensiero. L'altro caso, la cosiddetta "Operazione Scripta Scelera", ha
riguardato invece i compagni che scrivevano sul giornale "Bezmotivny",
definito "clandestino" nonostante venisse esposto nella pubblica bacheca
in piazza. Anch'esso si è concluso, l' 8 aprile 2025, con l'assoluzione
per tutti gli imputati ad esclusione di Luigi Palli, condannato per
ripiego a 8 mesi di reclusione per offesa all'onore e al prestigio del
Presidente della Repubblica.
Nonostante le risultanze processuali favorevoli, le accuse a Cospito e
ai compagni delle due riviste sopra menzionate, di essere cioè
istigatori e stragisti, sono state amplificate da vari giornali e mass
media, non ultima la puntata del programma televisivo "Non è l'arena",
condotto da Massimo Giletti, che con la solita presunzione di avere la
verità in tasca affermava testualmente, il 12 marzo 2023, che "Cospito
ha scritto per istigare alla violenza e alla lotta armata". In studio
erano presenti il fascista Francesco Storace, che dava corda a Giletti,
e l'anarchico Lello Valitutti. Quest'ultimo ha infine ricordato che
proprio dall'ambiente fascista, da cui provengono molti membri
dell'attuale governo, "sono usciti gli esecutori materiali della strage
di Piazza Fontana, della strage di Brescia, delle stragi sui treni,
della strage di Bologna". E rivolto a Storace: "Mi fa orrore veramente
parlare con voi che avete ucciso la gente per fini politici,[mentre]noi
non abbiamo mai colpito la gente, noi non siamo stragisti, voi siete
stragisti, vergogna. Avete nella coscienza i morti di tutte le stragi".
Anche lo sciopero della fame di Alfredo Cospito, durato ben 182 giorni,
contro il regime del 41 bis e contro l'ergastolo ostativo, è stato
considerato potenzialmente pericoloso per lo Stato. Il ministro Nordio è
giunto ad affermare improvvidamente, anch'egli contro le risultanze
giudiziarie, che permaneva ugualmente immutata "la capacità del detenuto
di orientare le iniziative di lotta della galassia
anarco-insurrezionalista verso strategie e obiettivi sempre più
rilevanti. Alfredo Cospito ha iniziato lo sciopero della fame, forma di
protesta tradizionalmente non violenta che, invece, nel caso di specie
ha assunto un significato assolutamente opposto". Nordio era quel tale
che la presunta opposizione di sinistra dipingeva come "un campione di
garantismo". E un altro cortigiano di governo, Donzelli, ne approfittava
per denunciare addirittura lo "sciopero della fame" di Cospito come "una
nuova strada che sta tentando la mafia per far cedere lo Stato sul 41 bis".
La risposta del movimento anarchico è stata pressoché unanime. Molti
compagni hanno mostrato solidarietà ad Alfredo e ai compagni inquisiti,
ci sono stati cortei in piazza, presenze sotto i tribunali, compagni
detenuti che hanno fatto lo sciopero della fame, azioni dimostrative,
scritti e pubblicazioni anche a livello internazionale. Ne è scaturito
un dibattito, ancora vivo, su cos'è veramente il 41bis. "Sono seppellito
vivo in una tomba, in un luogo di morte - dichiarava Cospito -. Questa è
la lebbra che chiamate civiltà". Il 41 bis, forma estrema di tortura e
di umiliazione fisica e morale, è solo la punta dell'iceberg della
condizione carceraria oggi in Italia; prima del caso Cospito non era
neppure consentito parlarne, anzi veniva persino elogiato, dato che,
mediante l'isolamento assoluto, impediva ai principali capi mafia in
carcere, di comunicare con l'esterno. Eppure, lo sappiamo bene, l'unico
vero modo di mettere fine alla mafia è quello di mettere fine allo Stato
e ai principi che li animano entrambi: oppressione, sfruttamento e
monopolio della violenza.
(A)
https://www.sicilialibertaria.it/
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(it) Uk, ACG, Jackdaw #23 - Super-sfruttamento nelle aziende agricole del Regno Unito (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
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