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(it) Italy, FAS, Sicilia Libertaria #461 - Usai 1 - SCUOLA (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Fri, 29 Aug 2025 09:39:41 +0300


Il mese appena passato è stato il mese degli esami di Stato e del diploma per tantissimi studenti; un'occasione propizia per portare avanti alcune riflessioni. ---- Nel 2023 aveva fatto scalpore il dossier pubblicato da Tuttoscuola, il quale metteva in luce uno degli aspetti più sconcertanti del mondo della scuola italiana, ovvero il fenomeno dei cosiddetti "diplomifici". Stiamo parlando di numerose scuole private paritarie che, in modo illegale, concedevano di ottenere diplomi "sospetti" ad oltre diecimila studenti agli esami di maturità dell'anno scolastico 2022/2023. ---- Per la maturità dell'anno scorso, visto lo scandalo, il ministro dell'Istruzione e del Merito Valditara aveva messo in atto un provvedimento contro i suddetti "diplomifici", volto a potenziare il controllo degli ispettori sul corretto svolgimento delle pratiche in queste scuole; fermo restando il pieno supporto alle stesse. Il ministero aveva puntato e punta tuttora su una forte e ribadita teoria delle "mele marce", come se si temesse che i fatti emersi potessero in qualche modo gettare discredito sugli istituti paritari in generale. E così, accanto al controllo, un "sostegno" economico, considerata la scelta di destinare buona fetta dei fondi del PNRR anche alle paritarie, per «assicurare un reale pluralismo educativo»; queste le parole del ministro.

Insomma, dopo lo scandalo, sembra quasi che le vittime diventino proprio le scuole paritarie virtuose - la maggioranza, sottolinea il governo - che quindi necessitano di ulteriori finanziamenti per garantire il loro servizio di qualità. Ma quale è questo servizio di qualità?

Al di là delle pratiche illegali sanzionate e sanzionabili, quali sono davvero le prospettive di chi si iscrive in una scuola paritaria? E quali per chi ci lavora come docente?

Le "scuole del sorriso"

Se si fa un viaggio sulla rete ad analizzare i siti e soprattutto le pagine social delle scuole paritarie, si assiste ad una retorica aziendale più o meno uniforme, fondata sul mito della scuola del sorriso, felice, dove si va avanti in un ambiente sereno, familiare. È la retorica che vede negli studenti - o meglio, nei loro genitori - dei clienti e non degli utenti. Niente più paura delle bocciature! Docenti sempre disponibili ad accogliere le esigenze degli studenti... insomma, il paradiso. Un paradiso a pagamento, con rette che - per quanto concerne gli esami di maturità, ad esempio - si attestano tra i 2.500 e i 4.500 euro; perciò occorre anche poterselo permettere.

Non bisogna girarci intorno: iscriversi ad una paritaria è una soluzione soprattutto per chi, dopo delle bocciature nella scuola statale, viene a scoprire che Tizio o Caio sono stati promossi - o hanno ottenuto il diploma - in una di queste scuole paritarie e, a loro dire, senza fare granché. Ma sarebbe riduttivo pensare che tutta la popolazione scolastica delle paritarie corrisponda a questo stereotipo. Infatti, spesso, i genitori decidono di iscrivere, in questi istituti, figli con determinati bisogni educativi sottovalutati e/o non certificati, con la speranza che in una scuola di questo tipo si abbia un occhio di riguardo superiore nei loro confronti; e ritrovare il "sorriso". Qui v'è il rovescio della medaglia di una sconfitta della scuola statale, che spesso lascia per strada gli alunni meno "performanti", laddove non sia presente una certificazione BES.

Scuola per tutti o "tombola liberi tutti"?

E si apre così un altro problema spinoso: il rapporto tra studenti BES e scuole paritarie. Questi istituti hanno un "merito", che è quello di accogliere tutti; d'altronde basta che i genitori paghino.

È però da evidenziare un paradosso nella scuola dell'inclusione, e la distorsione che le scuole paritarie operano su quel concetto. La scuola pubblica - quella statale e quella paritaria - hanno fatto, negli ultimi anni, dei passi da gigante nel supporto, nel riconoscimento e nella cura di tutti quegli studenti e studentesse con bisogni educativi speciali riconosciuti, proiettandosi verso una scuola che includa, che non si limiti ad integrare meccanicamente, e che valorizzi tutti gli studenti con le loro peculiarità uniche.

Tuttavia, al di là dei buoni propositi sulla carta, ciò si sta tramutando sempre più in una strana forma di subdola ghettizzazione giustificatoria, dove una certificazione BES - spogliata di tutto il suo reale significato, ovvero quello di favorire interventi tempestivi e mirati a salvaguardia dei più deboli - diventa un "lasciapassare", attraverso cui i docenti e i dirigenti scolastici possono lavarsi le mani con voti sufficienti di default, per non avere poi "grane" con i genitori; dimenticando che le certificazioni sono utili per potenziare il percorso personalizzato dello studente, accompagnandolo con maggiore attenzione.

Questo fatto è ancora più evidente presso le scuole paritarie, dove tutte le famiglie, di studenti BES e non, iscrivono i figli con la certezza - nemmeno troppo celata, ed anzi fomentata dagli imprenditori del settore - che la promozione sia assicurata.

Ci si può chiedere: ma allora è possibile essere bocciati in una scuola paritaria?

La risposta alla suddetta domanda è: sì; ma bisogna proprio cercarsela. Così come già avviene nella scuola statale, dove si può procedere con deroga alle assenze, nel promuovere chi ha superato il limite massimo, si è diffuso enormemente l'abuso dei cosiddetti "certificati medici post-datati"; i quali fungono da panacee giustificative che le famiglie presentano a fine anno, per dimostrare le problematiche di tipo medico dei loro figli. Le scuole devono chiaramente fidarsi del parere di uno specialista, ma vi sono zone d'ombra e quesiti che rimangono aperti: perché quel certificato emerge spesso solo a fine anno, quando diventa concreta la possibilità di bocciatura?

Ci sono poi le sufficienze raggiunte, come per magia, in sede di scrutinio finale; fatto su cui si ritornerà in seguito, nel dar luce alla condizione dei docenti nelle paritarie. E, se è vero che si tratta di circostanze sempre più frequenti anche nei consigli di classe delle scuole statali, è indubbio che sia vera e propria prassi nell'universo del "recupero anni".

Insomma: come si può essere bocciati alle paritarie? Di fatto, solo in due casi: 1) se si supera il monte assenze senza certificati di alcun tipo; 2) se si commettono atti gravissimi che costringono il proprietario dell'istituto ad allontanare lo studente o la studentessa, a costo di perdere l'introito della sua retta.

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