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(it) France, Monde Libertaire - Idee e lotte: Catalogna libertaria 1936/1937 (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Sun, 24 Aug 2025 08:19:18 +0300


Lezioni dalla Spagna ---- E se parlassimo della Spagna... La vita politica lì è scesa così in basso negli ultimi mesi. Non c'è più speranza? Nessun altro progetto sociale concepibile? I nostri amici delle Editions du Coquelicot hanno pubblicato nella loro raccolta Les cahiers du Coquelicot un'opera breve e affascinante di André e Dori Prudhommeaux intitolata Catalogna libertaria 1936/1937, seguita da Che cosa sono la CNT e la FAI? Ne avevamo letto per la prima volta qualche tempo fa, e gli eventi attuali la rendono ancora più attuale. ---- André è nato nel Familisterio di Guisa, nel nord dell'Aisne, un luogo che vale la pena visitare, simbolo del socialismo utopico che forse ha plasmato il pensiero del nostro autore. Lui e Dori hanno aperto una libreria specializzata in storia sociale. Dopo un viaggio in Germania, divennero anarchici e, con Voline, diressero la rivista Terre libre, organo della Federazione Anarchica Francese. A Barcellona, in Spagna, pubblicò i primi numeri de L'Espagne antifasciste con Aristide Lapeyre. Ritornò in Francia, fortemente critico nei confronti della partecipazione ministeriale della CNT/FAI. Dopo la guerra, collaborò a Le Libertaire e poi, nel 1954, a Le Monde libertaire. Con Dori, scrisse diversi libri, tra cui questo.

Il popolo in armi?

Illustrato con manifesti e fotografie della guerra, il libro affronta principalmente l'armamento del popolo. Questo "è il primo problema di ogni lotta sociale. In Spagna, questo problema è stato decisivo fin dal primo giorno e non ha mai cessato di esserlo". È questa lotta armata a dettare il ritmo dello sviluppo della rivoluzione, su tutti i fronti. Gli autori presentano testimonianze tratte da diverse riviste. Degne di nota, nel numero di Vu del 29 agosto 1936, dopo il tentato putsch di Barcellona, furono le parole di Lluis Companys, presidente della Generalitat de Cataluña: "L'atteggiamento degli anarchici durante quel giorno fu degno di particolare ammirazione". Un'altra testimonianza di un catalanista: "Fin dall'inizio del conflitto, gli anarchici scesero in piazza e, seguiti da piccoli gruppi di lavoratori, furono gli artefici della vittoria. In ventiquattro ore, l'esercito spagnolo fu di fatto sciolto. Questo è il successo più sbalorditivo mai registrato nella storia di una rivoluzione. Ed è stato il movimento anarchico a determinare questo risultato". Il sospiro di sollievo non deve nascondere la preoccupazione della borghesia per questa forza popolare.

"Milizia, sì! Ma soldati mai!"

Le milizie antifasciste si organizzarono dal basso. CNT/FAI 13.000 uomini, UGT 2.000, POUM 3.000, Polizia e Generalitat 2.000. La prima colonna sarà quella di Durruti in direzione Saragozza (Roberto Martinez Catalan, Destinazione Saragozza, Cronaca della Colonna Durruti, Ed. Le Coquelicot, 2024). Diversi articoli, in particolare sulla stampa francese, sottolineano la qualità dell'organizzazione. Un intero capitolo è dedicato alla scelta: militari o milizie. Su Antifascist España, un articolo conclude: "L'esercito si è dimostrato un pericolo per il popolo; solo le milizie popolari proteggono le libertà pubbliche: Miliziani, sì! Ma soldati mai!".

Questa affermazione va precisata. Si pone la questione di un comando unico, e quindi si organizza la ripresa del controllo delle forze combattenti nonostante l'opposizione delle milizie difese da Durruti. Troviamo una serie di testimonianze e dichiarazioni in tono infuocato riguardo alla difesa di Madrid.

La seconda parte del libro contiene documenti, tra cui la dichiarazione della sezione italiana della Colonna Ascaso contro la mobilitazione militare, nonché l'intervento di un delegato della Colonna di Ferro. Sì, la questione del comando unico o del coordinamento è fondamentale, così come quella della disciplina. André e Dori Prudhommeaux forniscono una preziosa sintesi della storia della CNT/FAI, della guerra e dei dibattiti politici, incluso quello sulla partecipazione degli anarchici al governo.

Concludiamo con questo approccio: "Attraverso la sua collaborazione rivoluzionaria con altre tendenze politiche, l'anarchismo spagnolo ha dato un esempio di tolleranza rivoluzionaria senza precedenti e di una vera democrazia proletaria, che sta costruendo un mondo nuovo, ostile a tutte le dittature e basato sul socialismo".

* André e Dori Prudhommeaux
Catalogna libertaria 1936/1937, seguito da Cosa sono la CNT e la FAI?

Ed. Le Coquelicot, 2012

https://monde-libertaire.fr/?articlen=8469
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