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(it) Italy, FDCA, Cantiere #36 - CON GAZA NEL CUORE RIFLESSIONI DI UNA VOLONTARIA - Luce Stranieri (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Tue, 19 Aug 2025 08:06:20 +0300


Rabbia! Impotenza! Sono queste le emozioni che spesso proviamo quando ci facciamo in quattro per veder affermata la giustizia, la verità e la libertà del popolo palestinese. ---- In molti moduli internazionali la Palestina appare come "Territori Palestinesi Occupati"... Occupati da chi? Si dimentica sempre di dire da Israele. E' forse sottinteso, ma non dirlo ci rende complici di questa occupazione e fa dimenticare le responsabilità. ---- Dicevo rabbia. Rabbia per un massacro, anzi un genocidio non riconosciuto da chi si è sempre fatto paladino del diritto e della libertà. Una politica che usa il doppio standard per definire l'aggressione Russa in Ucraina e quella Israeliana a Gaza, ma anche - non bisogna mai dimenticare - in Cisgiordania, per certi versi più invasiva, che viene quasi sempre taciuta (sono i coloni... sono i giovani palestinesi che protestano...e altre scuse) perché disvelerebbe la chiara politica di un colonialismo di insediamento e di pulizia etnica che gli Israeliani perseguono con chiarezza dal 1948, ma il sionismo anche da prima.
Va detto poi che sia a Gaza che in Cisgiordania sono i civili che vengono colpiti, con una drammatica percentuale di donne e bambini. Di fatto si cerca di colpire proprio il futuro di un popolo!
Allora che fare? Difficile rispondere. Nelle nostre mani c'è la possibilità di protestare, di scendere in piazza (quante manifestazioni abbiamo fatto da anni, ma in particolare dal 7 ottobre 2023), sempre inascoltati; manifestazioni che animano anche tutto il mondo occidentale, manifestazioni spesso punite con molti fogli di via, in particolare negli Stati Uniti. Ci provano anche in Italia, come è successo giorni fa a Milano.
E poi c'è la solidarietà internazionale. Beneficenza Gesti umanitari? Certo, ma è di più: significa aiutare i palestinesi a sopravvivere ma soprattutto a resistere, dir loro che non sono soli di fronte al genocidio, al mostro impunito. E' un sostegno/solidarietà con un popolo a rischio di genocidio per fame, sete, mancanza dei servizi essenziali, elettricità, acqua, carburante, cure mediche e diritto alla scuola. Sono tutte azioni praticate da Israele che svelano il suo l'intento genocidario, come già a gennaio 2024 ha dichiarato la Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja.
Inascoltata anche dai paesi che non solo l'hanno fondata, ma anche sostenuta.
Dal 2008 collaboro con l'associazione Gazzella ODV (prima onlus) che dal 2020 promuove l'adozione a distanza di bambini feriti di Gaza (target preferito da Israele!) e da marzo 2024 riesce, grazie ai contatti stabiliti da anni con associazioni partner presenti a Gaza, a mandare fondi per pasti caldi, acqua, pane, prodotti igienico sanitari, ma anche scarpe e materiali scolastici essenziali distribuiti in varie aree del centro e del sud di Gaza. Come noi anche altre associazioni sono coinvolte in questi aiuti, non solo in Italia ma in molti altri paesi del mondo.

E non è semplice, abbiamo le banche internazionali che spesso bloccano l'invio di soldi, complici con Israele nella ricerca di non finanziare i "terroristi". Come del resto anche Israele: quando bombarda le tendopoli, gli ospedali, i rari edifici ancora in piedi, dicono che sono rifugi di Hamas!
E la popolazione continua ad essere sterminata. E manca ancora una ipotesi di futuro se non descrizioni ciniche ed apocalittiche. Invece il futuro va ricercato nella capacità della popolazione palestinese di organizzarsi, non solo per sopravvivere ma per costruire un'alternativa politica all'attuale classe dirigente, immobile e silenziosa... ma anche nella popolazione di Israele, a cominciare dai refusenik, che rifiutano il servizio militare, o dai riservisti che sempre più numerosi decidono di non partecipare più al genocidio. Deboli speranze? Ma ne esistono altre?
Esiste la possibilità del BDS (boicottaggio, disinvestimento, sanzioni) e su questo tutte e tutti dovremmo impegnarci. Per il Sud Africa aveva funzionato, facciamolo funzionare per la Palestina, che anche questo si aggiunga alle altre espressioni di solidarietà e aiuto.
Gazzella è un'associazione senza fini di lucro che si occupa di assistenza, cura e riabilitazione dei bambini palestinesi feriti da armi da guerra, di progetti educativi e distribuzione di generi di prima necessità alla popolazione di Gaza.
Sostieni i progetti di solidarietà con la Palestina con il tuo 5x1000 (codice fiscale 97256870581) o con una sottoscrizione (conto corrente bancario n. 1052792 presso Banca Etica di Roma intestato a "Gazzella Onlus" IBAN IT54D0501803200000011052792). http://www.gazzella-onlus.com/
Distribuzione di cibo e materiale scolastico ai bambini di Gaza da parte dei volontari dell'associazione Gazzella.

http://alternativalibertaria.fdca.it/
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