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(it) Italy, UCADI, #198 - Trump e i suoi proxy (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Sun, 10 Aug 2025 06:51:42 +0300
Con affrettata superficialità la politica estera di Trump su Ucraine e
Medio Oriente è stata definita fallimentare: la sua promessa di porre
fine ad ambedue i conflitti in un breve lasso di tempo è fallita. Putin
e Netanyahu sarebbero riusciti ad imporre le loro scelte e i loro tempi.
Ciò che sta avvenendo fa sorgere il dubbio che non sia affatto così e
che a dare le carte sia proprio il tanto vituperato TACO (Trump Always
Chicken Out). In altre parole Trump sarebbe un codardo, uno che si tira
indietro di fronte alle difficoltà, che annuncia i dazi e poi li ritira
alle prime ritorsioni; un pavido. Vale la pena di riflettere sulle
dinamiche e le caratteristiche sia dell'operazione "Spider's web" messa
a segno dagli ucraini, che sull'operazione "Rising Lion" di attacco
all'Iran. A ben guardare i punti di contatto, le modalità di esecuzione,
un insieme di caratteristiche, e soprattutto gli effetti hanno
decisamente molti punti in comune, benchè alla loro esecuzione il
presidente americano si dica estraneo.
La verità è un'altra Trump è un bugiardo che mente sapendo di mentire,
uno che dà il colpo e nasconde la mano, che conduce la politica estera
negli Stati Uniti con una inedita spregiudicatezza, avendo ben appreso e
interiorizzato l'utilizzazione dei proxy, né più e né meno di quanto per
anni hanno fatto altri attori sul piano internazionale. Mentre offre
stati hanno dato vita a movimenti di guerriglia, hanno alimentato
partiti politici, hanno costituito quinta colonne all'interno degli
Stati che intendevano destabilizzare, gli Stati Uniti e loro alleati
utilizzavano modalità operative diverse di destabilizzazione: non si
contano i movimenti di guerriglia organizzati in America Latina e in
Africa e lautamente finanziati, bensì conoscono i colpi di Stato
organizzati e sostenuti, sono note le cosiddette rivoluzioni arancioni
che anche di recente rallegrano la vita democratica degli Stati europei,
facendosi vessilliferi dei valori della democrazia occidentale.
Questo armamentario variegato è composito di strumenti della politica
internazionale e di potenza si è recentemente arricchito di due
ulteriori raffinati strumenti costituiti dalle operazioni summenzionate
che a ben vedere presentano caratteristiche simili e utilizzano di fatto
i medesimi strumenti operativi per conseguire il loro scopo che è quello
di affiancare l'azione ufficiale dello Stato, la sua politica
internazionale, con strumenti ibridi di pressione che fanno parte
dell'armamentario della guerra asimmetrica condotta con spregiudicatezza
dagli Stati come elemento succedaneo alla loro politica di potenza.
L'ultima di questa operazione in ordine di tempo, condotta tuttavia
ancora con metodi tradizionali è stata costituita dall'azione svolta
dalla Turchia che ha sostenuto e fomentato i movimenti di guerriglia
operandi in territorio siriano sostenendoli fino al punto da produrre la
massa critica necessaria di potenza per rovesciare il regime di Assad,
complice anche il tradimento dei vertici militari, la stanchezza delle
popolazioni, il mutare dei rapporti di forza a livello internazionale e
l'indebolimento del sostegno russo a regime siriano, impegnato in modo
diretto e prioritario nella guerra d'Ucraina.
L' operazione "Spider's web"
L'operazione "Ragnatela" messa a segno dai servizi segreti ucraini
rappresenta indubbiamente un salto di qualità nella capacità operativa
di un servizio segreto impegnato in azioni di guerra ibrida nei
confronti di una superpotenza nucleare. Mentre il committente della
guerra, gli Stati Uniti, conducevano un'azione di apparente mediazione
tra le parti finalizzata alla composizione del conflitto, benché fossero
essi i principali attori e committenti dell'azione di guerra, lungamente
preparata con i fatti di piazza Maidan e una insurrezione arancione, i
servizi segreti dello Stato vassallo, mettono a punto una azione
terroristica che ha per obiettivo i bombardieri strategici facenti parte
della triade di risposta nucleare della superpotenza russa.
L'azione viene preparata attraverso un'operazione di infiltrazione nel
territorio nemico, l'utilizzo di armi di offesa, i droni, che per la
loro versatilità possono essere utilizzati come strumenti di un'azione
terroristica, ma ad alta intensità. Il fine dell'operazione è dimostrare
al nemico l'imprevedibilità dell'azione di guerra, l'impossibilità di
contenere e controllare l'iniziativa del nemico, che agisce con una
variabile impazzita, senza porsi alcun limite sulle conseguenze della
propria azione, dimostrando che la disperazione derivante dalla
sconfitta sul campo di battaglia di una guerra tradizionale, lo pone
nella condizione di non avere nulla da perdere e di non porsi alcun
limite di azione, con la minaccia, nemmeno tanto velata, di durare nel
tempo, indipendentemente dalla persistenza del conflitto tra Stati. Il
messaggio che l'operazione "Spider's web" intende trasmettere è che
anche se sconfitta sul campo di battaglia l'Ucraina, fino a quando
esiste come entità politica, sarà sempre in grado di condurre azioni di
aggressione nei confronti della Russia, minacciandone la sua integrità e
la sua pace sociale, con una guerra senza quartiere, nel tempo e nello
spazio.
Conviene perciò che al tavolo delle trattative la Russia addivenga a più
miti consigli, accettando la mediazione di Trump, il quale al tavolo
delle trattative si offre come il solo garante in grado di tenere a bada
il suo proxy. ma per farlo ha bisogno di poter offrire una soluzione di
compromesso del conflitto.
Mentre al tavolo delle trattative gli americani appaiono quiescenti,
lasciano di fatto agli inglesi e agli ucraini ovvero ai loro proxy, il
compito di svolgere e sviluppare quell'azione di contrasto necessaria a
piegare il nemico alla trattativa. Si spiega così ciò che Trump dice e
non dice, quando si riferisce all'operazione messa in campo dagli
ucraini della quale dichiara di non essere a conoscenza, mentre non è
credibile che questa sia avvenuta senza che i servizi segreti degli
Stati Uniti e lui stesso ne fossero a conoscenza e l'approvassero.
L'operazione "Rising Lion
A ben guardare l'operazione "Rising Lion" presenta le stesse
caratteristiche. Concepita come un'azione terroristica si serve come
soggetto agente del proxy israeliano, che utilizza infiltrazioni in
campo nemico attraverso l'organizzazione di azioni di sabotaggio, di
omicidi mirati, di destabilizzazione delle strutture di difesa aerea, di
informazione sugli obiettivi, di debilitazione dei sistemi di allerta e
utilizza la forza e l'intervento militare diretto come azione conclusiva
e suggello operativo dell'azione terroristica messa in atto, che ha fini
di prevenzione e dissuasivi.
Anche in questo caso, apparentemente, il mandante, gli Stati Uniti,
appaiono all'oscuro di tutto, addirittura sui offrono come mediatori tra
le parti, salvo poi definire l'azione svolta come eccellente, a cose
fatte. In questo caso il ruolo rispettivo dei proxy e del mandante è
scoperto ed evidente, perché già mentre l'attacco è in corso gli Stati
Uniti offrono all'Iran di riprendere le trattative in corso, interrotte
dall'azione di guerra, dichiarando in modo palese che ciò eviterà loro
di subire danni maggiori e più gravi dall'azione di guerra ibrida messe
in atto contro di loro, peraltro palesemente sostenuta dall'azione
militare di sostegno sviluppata durante le azioni di guerra israeliane
nei confronti dell'Iran da parte degli Stati Uniti e dei suoi alleati,
mossi dal senso di colpa verso Israele, al quale il nome dell'olocausto
perpetrato ai danni degli ebrei, si perdona tutto, compreso il genocidio
nei confronti degli abitanti di Gaza come dei palestinesi. In realtà i
motivi del sostegno di Israele da parte degli Stati Uniti sono
costituiti dai profondi legami economici che legano i due Stati, dal
ruolo strategico svolto da Israele a presidia di un'area il cui
controllo è essenziale per perpetuare il ruolo imperiale degli Stati Uniti.
I due scenari
La risposta a quanto è avvenuto e sta avvenendo non è ancora chiara,
perché gli eventi sono troppo recenti, ma se per quanto riguarda la
guerra d'Ucraina una prima risposta russa viene dal campo di battaglia,
dove l'esercito della Federazione continua ad avanzare come un rullo
compressore inesorabile, ha aperto un'ulteriore fronte nella provincia
di Sumy, minaccia di porre sotto assedio la città e, baypassandola di
scendere nella nuova direttrice di operazioni fino al Dnipro, tagliando
in due l'Ucraina. Il fronte del Donbass è sul punto di collassare,
?????????????, assediata da tre direzioni è sul punto di cadere e ciò
determinerebbe l'arretramento generale del fronte. L'attavvo a
Kramators'k e Sloviansk non è lontano. Questi successi sul campo di
battaglia spiegano le ragioni del ricorso da parte Ucraina al terrorismo
che rischia di produrre come risposta una reazione da parte russa. Vi è
chi ipotizza nel futuro l'eliminazione fisica, attraverso una guerra
ibrida e senza quartiere, delle cellule dei servizi ucraini, che avrebbe
l'effetto di produrre una guerra endemica, proiettata nel tempo, che
rischia di costituire un tratto caratteristico delle condizioni di vita
dei popoli europei in quanto li coinvolge direttamente. In altre parole
la guerra sul campo in Ucraina potrà anche finire con un armistizio e
una pace ma i nazionalisti ucraini saranno eliminati uno ad uno
dall'antiterrorismo russo e a loro volta condurranno una guerra senza
quartiere che insanguinerà le contrade d'Europa e del mondo negli anni a
venire.
Non molto diverso lo scenario che si profila per quanto riguarda il
confronto tra Israele e l'Iran. La scelta di Israele di puntare ad un
sovvertimento del regime politico vigente in Iran, sostenuto dalle armi
israeliane ,appare del tutto irrealistica e destinata a fallire, e non
costituisce comunque la "soluzione finale" del problema, per quanto
possa contare su quinte colonne ipoteticamente presenti nel paese.
L'intervento d'Israele giunge ormai troppo tardi e non tanto rispetto al
progetto iraniano, del tutto ipotetico di dotarsi di un'arma atomica, ma
a fronte della capacità maturata dall'apparato militare iraniano di
difendersi, anche se con armamenti che escludono l'utilizzo dell'arma
nucleare.
I bombardamenti con armi convenzionali come i missili balistici,
prontamente oscurati dal governo israeliano per quanto riguarda i loro
effetti devastanti, hanno dimostrato che l'Iran ha maturato la capacità
di saturare il sistema difensivo israeliano penetrandolo e producendo
significative distruzioni e non poche vittime fra la popolazione. È
emersa evidente la capacità di sostenere una guerra costante e
distruttiva, difficile per Israele da supportare sia per il costo che
comporta ma ancor più per la costante minaccia che rappresenta.. Per
quanto Israele possa progettare di costruire la grande Israele l'Iran è
un paese di 90 milioni di abitanti, con un territorio immenso,
soprattutto se paragonato a quello israeliano, e pertanto la soluzione
dei problemi sta solo nella coesistenza pacifica e nella ricerca di un
accordo di convivenza che tuteli contemporaneamente i diritti di tutti i
popoli della regione. I diritti inalienabili del popolo palestinese sono
ineludibili: se non si vuole accettare l'idea dell'esistenza dei due
Stati e due popoli che si spartiscono il territorio sul quale vivere,
l'unica altra soluzione è dare vita a un'entità interconfessionale che
consenta a tutti gli abitanti della regione di vivere pacificamente. Ma
questa sarebbe la fine del sionismo come dottrina politica e come
aspirazione del nazionalismo ebraico e al tempo stesso Costringerebbe
gli islamici a rivedere la loro visione di convivenza pacifica e libertà
religiosa, magari ritornando al sistema dei Millet, come ai tempi
dell'impero ottomano o all'origine dello Stato ebreico. Nella base
attuale l'obiettivo dell'amministrazione americana sembra essere quello
di gestire un modus vedenti tra le parti coinvolgendo in funzione di
garanzia la Russia di Putin, in quanto alleata dell'Iran ma al tempo
stesso titolare di un rapporto speciale, storico, con lo Stato
israeliano, con ciò legittimando il ruolo di gestore di un equilibrio
multipolare della Russia, a tutto discapito e discreto del ruolo
dell'Europa, considerata un'accozzaglia di servi sciocchi, privi di
qualsiasi soggettività e capacità di rappresentare i propri interessi.
Inutile constatare che chi esce è umiliato da questa crisi è l'Ue nella
persona di Ursula fon der Stupid e di cretina Kaia Kallas che hanno
dimostrato ancora una volta la loro sostanziale inconsistenza.
G. C.
https://www.ucadi.org/2025/06/22/trump-e-i-suoi-proxy/
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