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(it) Italy, Sicilia Libertaria: Prove di fascismo: schedare, inquisire, escludere - Emanuele Amodio (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Mon, 3 Jun 2024 07:59:54 +0300


Negli ultimi mesi si è molto parlato della decisione del governo della sorella d'Italia di sottomettere i candidati alla magistratura a test per valutare la loro idoneità alla professione giuridica in tribunale. Questa pretesa non include gli avvocati liberi professionisti e, giustamente, alcuni magistrati hanno protestato tanto per il fatto in sé, come per la non inclusione di ministri e politici in generale. Al di là dell'intenzione strumentale del governo in epoca pre-elettorale e del valore reale di tali strumenti per identificare intenzioni o condizioni, non c'è dubbio che si inserisce in una lunga tradizione occidentale che ha nella stessa bibbia giudeo-cristiana il suo fondamento, quando il dio ebraico impose a Gedeone di scegliere i guerrieri secondo il modo di bere in un ruscello, scartando quelli che bevevano lambendo l'acqua come cani (Giudici, 7, 2-7). Ma non c'è bisogno di andare tanto lontano per capire che la schedatura, a fini statistici, amministrativi e, infine, di selezione a cariche giuridiche, è parte integrante dei sistemi politici, soprattutto moderni, per conseguire e mantenere il controllo sociale. E, naturalmente, escludere chi non corrisponde ai modelli che ogni sistema di dominio pone in atto, in base all'appartenenza a gruppi social particolari caratterizzati per le loro idee, un colore differente della pelle o un genere differente dal maschile, siano donne o "devianti" dalle norme sessuali ufficiali. Da qui, a introdurre la discriminazione genetica c'è solo un passo, realizzando infine il sogno di Lombroso!

Per capire come funzionano i test che si pretendono applicare ai magistrati, occorre avere chiaro che si tratta di una lunga lista di domande che possiamo, grosso modo, dividere in tre categorie: (a) dati concreti sulla storia del soggetto, al fine di elaborare il suo profilo storico; (b) dati attitudinali e di gusto; e (c) dati di comportamento ipotetico, di fronte a situazioni immaginarie. Nel caso b, si tratta di domande del tipo "Che gusto di gelato preferisci" o "ti piacciono le corse in macchina", mentre nel caso c, le domande impongono di immaginare una situazione, tipo "qualcuno lascia cadere una buccia di banana in strada, che fai?". In generale, le risposte alle domande sono chiuse, cioè il soggetto deve scegliere tra risposte pre-codificate. Teoricamente, la comparazione fra i vari tipi di dati, numericamente calcolati, permetterebbe di giudicare il carattere, l'onestà e persino il grado di aggressività, comparando i risultati con delle tavole elaborate sperimentalmente dopo una taratura con persone che hanno dimostrato di essere disoneste o aggressive (sarebbe da ridere, se la cosa non fosse grave e con gente di potere che ci crede!).

In effetti, alla polizia e agli ufficiali delle forze armate, già si applica questo tipo di test, anche se non sappiamo se i criteri di scelta permettono di scegliere gente con o senza aggressività. Le manganellate agli studenti a Pisa e Roma da parte dei poliziotti, lasciano pensare che gli aggressivi non sono scartati, gente che nel contesto del governo attuale potrebbe trovarsi a proprio agio. In realtà già da decadi gli psicologi più critici condannano questi tipo di esami considerandoli inefficaci, cosa ratificata dall'esistenza di veri e propri consulenti psicologici, con tanto di pubblicità in rete, che offrono corsi e veri e propri addestramenti per superare facilmente le prove, pagando naturalmente. Per cui, varrebbe, nel caso di polizia e forza armate, semplicemente un'ipotesi più realistica: questi "corpi" attraggono più facilmente gente di un certo tipo, maschi aggressivi, con voglia di sparare a qualcuno e, naturalmente, fortemente omofobi, come il caso del generale Vannacci conferma. D'altra parte, questa stessa logica varrebbe anche se si trattasse di omosessuali repressi, come spesso insinua Crozza nella sua imitazione del generale che, da parte sua, ha confessato e scritto della sua curiosità sulla granulosità della pelle dei neri incontrati sulla metro di Parigi, tanto da fingere di cadere per poterli toccare. Forse nel suo caso, il test non ha funzionato o si era preparato bene prima di sottomettersi alla prova.

E siccome nell'esercito dei maschi i gay espliciti non sono ammessi (ricordiamo il motto dell'esercito nordamericano: don't ask, don't tell), basta un sospetto per escludere, per cui il generale potrebbe aver deciso di migrare alla politica, prima che gli richiedano di sottoporsi a un'altro test o a un colloquio sulla sua preferenza fra zucche e piselli! (cadendo però dalla padella nella brace della Lega, dove vige la stessa legge, vedi il caso di Luca Morisi, la bestia di Salvini). Non stiamo fantasticando, se consideriamo la recente notizia di un procedimento inquisitorio a un agente della polizia penitenziaria di Torino avvenuto nel 2021 e che solo ora diviene pubblica dopo che il TAR ha obbligato lo stato a pagargli un risarcimento per danni morali. Il funzionario fu obbligato a sottomettersi a un test per determinare se era attratto dagli uomini. Alla prova, che probabilmente non ha funzionato, è seguito un colloquio coi superiori, con domande specifiche sulla sua attrazione per gli uomini e se con la sua famiglia fosse felice, a cui è seguito il consiglio/imposizione di consultare uno psichiatra. Diffusasi la notizia, nell'ambiente carcerario sono seguite le umiliazioni che lo hanno costretto a chiedere il trasferimento e la denuncia al TAR.

Siamo entrati dentro l'incubo di una società disciplinare e non ce ne siamo neanche accorti e a niente serve che Gratteri proponga che anche i politici si sottopongano a questi test e anche a quelli alcolici. La casta non si tocca e le leggi valgono solo per chi non ha potere e soldi. E la cosa si sta aggravando, debordando nella vita di tutti i giorni, con violenze diarie, in treni e piazze, in pieno giorno, contro qualunque diverso, sia di genere che di colore. E già vediamo che anche la mobilità viene ogni giorno sempre più controllata e limitata, con schedature a tappeto o i facili fogli di via per chi protesta. Siamo già in una società fascista, anche se "liberi" di stare attaccati ai nostri smartphone che, appunto, pensano per noi e tutti felici e contenti...

Emanuele Amodio

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