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(it) Italy, FAI, Umanita Nova: Solidarietà con la Palestina. Iniziative concrete contro il governo italiano. (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Thu, 9 May 2024 08:52:11 +0300
La tragedia che si svolge in Palestina conferma il ruolo degli stati nel
causare le sofferenze dell'umanità. Se esaminiamo un periodo abbastanza
lungo, ad esempio i più di cento anni che ci separano dall'istituzione
del mandato britannico sulla regione, possiamo vedere che la soluzione
statale non ha fatto altro che aggravare i problemi. A partire appunto
dal mandato britannico, passando per la costituzione dello Stato
d'Israele, per arrivare alla costituzione dell'Autorità Nazionale
Palestinese e ai periodici massacri compiuti dalle truppe di occupazione
israeliane e ai continui atti di violenza compiuti dai coloni; ad ogni
svolta i problemi, anziché risolversi, si sono aggravati, fino ad
arrivare oggi alla prospettiva di un intervento diretto delle potenze
occidentali di cui, per quanto riguarda l'Italia, l'operazione "Levante"
è una premessa.
Il genocidio in atto a Gaza è l'ultimo episodio di una catena
ininterrotta di violenze, ed ha prodotto proteste in tutto il mondo.
Anche in Italia il movimento di solidarietà con il popolo palestinese è
andato crescendo ed ha rappresentato una componente fondamentale del
nuovo protagonismo di piazza affermatosi tra la fine dell'anno scorso e
i primi mesi di questo. Di questo nuovo protagonismo la politica
ufficiale e gli organi d'informazione danno un'immagine sfocata e riduttiva.
Il sostegno ad Israele è uno dei perni della proiezione imperialista del
governo italiano, alimentata da narrazioni ideologiche come il
Mediterraneo allargato o il Grande Medio Oriente, che fa perno sulla
base di Gibuti e vede uomini e mezzi delle forze armate italiane,
destinati alla difesa dei confini nazionali, dispersi in un'area
vastissima che va appunto dal Mediterraneo orientale al Mar Rosso e al
Golfo Persico, operando all'interno dei confini altrui e puntellando
regimi dittatoriali e sanguinari. Il movimento di solidarietà per la
Palestina può essere un intralcio a questi piani.
Purtroppo la resistenza palestinese all'occupazione militare israeliana
è guidata dalle componenti religiose e nazionaliste e questo fa sì che
anche il movimento internazionale di solidarietà rifletta il ruolo di
queste componenti, con un atteggiamento che non riesce a cogliere il
ruolo decisivo che giocano i vari stati imperialistici.
Credo che questo movimento sia un campo per la nostra azione. Non
dobbiamo scoraggiarci per l'orientamento che spesso sembra, soprattutto
nei portavoce, lontano dalle nostre idee e dai nostri obiettivi. Ben
sappiamo che sederci sulla riva del fiume e limitarci a criticare e a
giudicare gli aspetti autoritari non aiuta la crescita della coscienza
del movimento, è necessaria l'azione nostra che orienti verso obiettivi
concreti.
Dobbiamo quindi mostrare come sia l'azione del governo, nella
fattispecie l'attuale governo presieduto dalla signora Meloni, a
rafforzare l'oppressione di Israele, dobbiamo mostrare i riflessi che
questa azione ha sulla condizione delle masse in Italia e dobbiamo
altresì mostrare come l'azione dal basso può ostacolare l'azione del
governo. In altre parole, si tratta di mostrare che, poiché è il governo
che ha il potere di fare la politica estera dobbiamo cercare di
diminuirglielo e di obbligarlo a farne l'uso meno dannoso possibile. E
questo lo dobbiamo fare premendo su di lui mediante l'agitazione della
piazza minacciando di prendere per forza quello che si reclama.
Sono tre gli ambiti principali su cui è possibile operare e che chiamano
in causa il ruolo del governo italiano: innanzi tutto il tema
dell'esportazione in Israele di armi e sistemi ausiliari, poi il blocco
dei fondi UNRWA, infine le missioni "Levante" e "Aspides.
Per quanto riguarda il primo tema, è urgente una mobilitazione contro le
produzioni di morte, a partire da quelle destinate in Israele e
destinate ad essere impiegate nei massacri in corso, come i sistemi di
puntamento. Questo implica chiamare in causa Leonardo che è la
principale esportatrice in Israele e che ha da tempo un legame molto
stretto con quello stato.
Per quanto riguarda i fondi UNRWA, destinati a sostenere la popolazione
civile con aiuti alimentari e sanitari, è bene ricordare che l'Italia è
uno dei pochissimi governi che ancora mantiene il blocco dei fondi,
tolto anche da governi che inizialmente lo avevano applicato come quello
australiano.
Alla fine di marzo ci sono state iniziative di protesta in varie città
italiane contro la missione "Aspides" che si presenta più chiaramente
come missione militare a protezione del traffico nel Mar Rosso destinato
ad Israele; in realtà anche la missione "Levante" usa la maschera della
nave ospedale per coprire un ulteriore passo verso l'intervento nella
crisi palestinese.
Il movimento di solidarietà con la Palestina può crescere e può esse più
incisivo mettendo in piedi iniziative pratiche su questi temi. La guerra
imperialista si ferma ostacolando la marcia del proprio governo verso al
guerra
Tiziano Antonelli
https://umanitanova.org/solidarieta-con-la-palestina-iniziative-concrete-contro-il-governo-italiano/
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