|
A - I n f o s
|
|
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists
**
News in all languages
Last 30 posts (Homepage)
Last two
weeks' posts
Our
archives of old posts
The last 100 posts, according
to language
Greek_
中文 Chinese_
Castellano_
Catalan_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Francais_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkurkish_
The.Supplement
The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
First few lines of all posts of last 24 hours
Links to indexes of first few lines of all posts
of past 30 days |
of 2002 |
of 2003 |
of 2004 |
of 2005 |
of 2006 |
of 2007 |
of 2008 |
of 2009 |
of 2010 |
of 2011 |
of 2012 |
of 2013 |
of 2014 |
of 2015 |
of 2016 |
of 2017 |
of 2018 |
of 2019 |
of 2020 |
of 2021 |
of 2022 |
of 2023 |
of 2024
Syndication Of A-Infos - including
RDF - How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
(it) Italy, FAS Sicilia Libertaria: Scuola: dall'imbarazzo a un salutare turpiloquio - Giovanna lo Presti (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Sat, 4 May 2024 07:59:59 +0300
Sono imbarazzata nel dover esprimere un parere sul disegno di legge dal
titolo Disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata delle
Regioni a statuto ordinario ai sensi dell'articolo 116, terzo comma,
della Costituzione approvato dal Senato il 24 gennaio scorso; ancor più
imbarazzo mi dà dover esprimere un parere sulle possibili conseguenze
che questo provvedimento causerà al settore dell'Istruzione. Da cosa
deriva l'imbarazzo? Dal fatto che chiunque si occupi un poco di politica
e di scuola, dovendosi pronunciare in merito, ha un solo registro
linguistico possibile: quello del turpiloquio, che è il più adatto ad
esprimere la zona stilistica che va dall'indignazione, allo sdegno e,
infine, alla rabbia. Non sto esagerando. Intanto: voi affidereste un
disegno di legge che, potenzialmente, può disgregare la Repubblica e
decretare il passaggio ad una sorta di particolarismo feudale, in cui
ogni Regione fa legge a sé, ad uno che, dopo aver prodotto una
memorabile legge elettorale la definì "una porcata" in una trasmissione
televisiva? Bisognò aspettare nove anni perché la Corte Costituzionale
ne decretasse la parziale incostituzionalità. E poi: dareste credito ad
uno che diede dell' "orango" ad una ministra nera e in seguito
piagnucolò sulle pagine dei giornali affermando di essere stato colpito
da una macumba lanciatagli dal padre della suddetta ministra? In realtà,
non ci sarebbe nemmeno bisogno di fargli i test psicoattitudinali per
mandarlo a casa; invece, Roberto Calderoli è il titolare del Ministero
per gli affari regionali e le autonomie e ha portato all'approvazione
del Senato un disegno di legge che, sin dall'inizio rivela la sua natura
falsa e bugiarda. Cito testualmente: Art. 1. (Finalità) 1. La presente
legge, nel rispetto dell'unità nazionale e al fine di rimuovere
discriminazioni e disparità di accesso ai servizi essenziali sul
territorio, nel rispetto altresì dei princìpi di unità giuridica ed
economica, di coesione economica, sociale e territoriale, anche con
riferimento all'insularità,[...]nonché del principio solidaristico di
cui agli articoli 2 e 5 della Costituzione, definisce i princìpi
generali per l'attribuzione alle Regioni a statuto ordinario di
ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia ..." Bizzarro modo
di rispettare l'unità nazionale quello che affida alle Regioni la
possibilità di rendersi autonome rispetto a 23 materie. Tra queste,
cosette da nulla come rapporti internazionali e con l'Unione europea
delle regioni; tutela e sicurezza del lavoro; istruzione; ricerca
scientifica e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori
produttivi; tutela della salute; alimentazione; valorizzazione dei beni
culturali e ambientali; norme generali sull'istruzione e tutela
dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali. Il disegno di legge
Calderoli prosegue, di fatto, sulla strada aperta dalla riforma del
Titolo V della Costituzione del 2001 che aveva già inciso fortemente su
sistema sanitario e sistema scolastico e ne persegue lo stesso
obiettivo: costituire un quadro normativo, per quanto confuso e a maglie
larghe, per avviare processi di devolution.
Il passato recente deve insegnarci qualcosa. Gli effetti sulla
sanità della "concorrenza" tra Stato e Regioni li abbiamo tutti i giorni
sotto gli occhi e, al tempo del COVID, ne abbiamo visto gli esiti più
drammatici. Una buona sintesi stringata la fa Nino Cartabellotta: "la
riforma del Titolo V che[...]puntava ad un federalismo solidale, ha
finito per generare una deriva regionalista, con 21 differenti sistemi
sanitari dove l'accesso a servizi e prestazioni sanitarie è
profondamente diversificato e iniquo". Difficile contestare tale
affermazione e, dal punto di vista di noi cittadini, ancor più difficile
comprendere come mai lo Stato non intervenga fattivamente nelle
situazioni di maggior disagio (ricordiamocelo, quando parleremo di LEP).
Istruzione e formazione professionale si inseriscono anch'esse nella
cornice determinata dalla riforma del Titolo V, che dovrebbe dar
compimento all'insieme di norme che hanno accompagnato la cosiddetta
"Autonomia Scolastica". Nel D.P.R.n.275/99 (istituivo dell'autonomia
scolastica), "la singola scuola autonoma" viene presentata come
"garanzia di libertà di insegnamento e di pluralismo culturale e si
sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di
educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona
umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle
caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti, al fine di garantire
loro il successo formativo etc. etc." A un quarto di secolo da quella
norma i risultati sono davvero eccezionali: il personale è sempre più
stressato e malpagato, i precari costituiscono almeno un quinto della
forza-lavoro operante a scuola, le leggi di bilancio anno dopo anno
tolgono risorse all'istruzione, continuiamo a restare il fanalino di
coda nei Paesi OCSE per spesa all'istruzione in rapporto al PIL, quasi
metà dei nostri studenti, alle soglie della maturità, non è in grado di
comprendere il senso di un articolo. Quando gli fa comodo, però, lo
Stato centrale interviene e si fa sentire: impone di usare i fondi del
PNRR per l'acquisto di media digitali e arredi per favorire
"l'apprendimento innovativo"; e l'attuale ministro Valditara, in poco
più di un anno, è entrato di forza in varie questioni che riguardavano
le scuole e che non erano di suo gradimento. Tanti altri aspetti
potremmo citare che fanno della presunta autonomia scolastica un
paravento dietro cui nascondere un fatto reale: il progressivo
désengagement dello Stato rispetto a settori fondamentali ma onerosi
come scuola e sanità. Nel disegno di legge Calderoli si parla di
autonomia differenziata ma si dovrebbe leggere: ulteriore messa a
profitto del settore, ulteriore drenaggio di fondi verso le scuole
private, ulteriore spaccatura del Paese in due, una parte ricca (sempre
più ricca) ed una povera (sempre più povera) in perfetta coerenza con la
crescente disuguaglianza economica. Altro che "scuola della Repubblica"!
Cosa possiamo aspettarci, quindi, se il progetto a firma Calderoli
andrà in porto, se non qualcosa di peggiorativo? La scuola italiana non
ha bisogno di "regionalizzarsi",di diversificare i programmi scolastici,
i fondi per il finanziamento dell'istruzione, i contratti di lavoro (e
far passare il personale in capo alla Regione, non si sa con quali
conseguenze sulla carriera). Il testo del decreto assicura che verranno
garantiti il LEP (Livelli essenziali di prestazione) ma è una favola
bella a cui non crediamo. Per l'autonomia differenziata varrà la regola
classica del "costo zero": dall'applicazione della legge e di ciascuna
intesa non dovranno derivare nuovi o maggiori oneri a carico della
finanza pubblica. Il che vuol dire che tutte le altisonanti parole che
abbiamo citato in premessa sono fuffa e lo scopo vero del DDL è fornire
un altro puntello normativo ai processi smantellamento della scuola e il
suo asservimento al mercato.
Giovanna lo Presti
https://www.sicilialibertaria.it/
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe https://ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
- Prev by Date:
(it) Argentina, Organizacion-Obrera #102: LIBERTICIDA (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
- Next by Date:
(it) Poland, FA: 20 aprile, Varsavia - Non imprigioniamo i nostri ospiti (dimostrazione) (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
A-Infos Information Center