A - I n f o s

a multi-lingual news service by, for, and about anarchists **
News in all languages
Last 30 posts (Homepage) Last two weeks' posts Our archives of old posts

The last 100 posts, according to language
Greek_ 中文 Chinese_ Castellano_ Catalan_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Francais_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Türkurkish_ The.Supplement

The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Türkçe_
First few lines of all posts of last 24 hours

Links to indexes of first few lines of all posts of past 30 days | of 2002 | of 2003 | of 2004 | of 2005 | of 2006 | of 2007 | of 2008 | of 2009 | of 2010 | of 2011 | of 2012 | of 2013 | of 2014 | of 2015 | of 2016 | of 2017 | of 2018 | of 2019 | of 2020 | of 2021 | of 2022 | of 2023 | of 2024

Syndication Of A-Infos - including RDF - How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups

(it) Italy, FAS Sicilia Libertaria: L'anarchia e il diritto di Resistenza - Gabriele Cammarata (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Tue, 30 Apr 2024 08:14:31 +0300


Cosa è la resistenza? Spiegare questo concetto può essere complesso e potrebbe portare a lunghe conversazioni e interessanti divergenze. È un concetto che non appartiene solo alla sfera politica, ma anche alla chimica, alla psicologia, alla medicina, alla fisica, all'ingegneria e anche all'ecologia. Il vocabolario italiano descrive la resistenza come "azione che si sforza di resistere a qualcuno o qualcosa, che cerca di contrastarli. Sinonimo: opposizione" (Diz. italiano Sabatini Coletti). La definizione del vocabolario inglese Cambridge invece parla di "atto del lottare contro qualcosa che ti sta attaccando, o atto volto a rifiutare di accettare qualcosa".

Io ritengo che, la resistenza, quella socio-politica, sia l'atto conscio di una persona e di una comunità di saper anzitutto riconoscere un'oppressione su se stesse e di darsi il diritto di proteggersi con vari atti di opposizione spesso anche creativi e non violenti. Resistere, significa il darsi il diritto di dire NO ad ulteriori prevaricazioni, un NO individuale che poi diventa collettivo, empatico e spesso anche organizzato. La presa di coscienza di sé stesse e delle oppressioni che ci circondano, è ciò che ritengo costituisce l'essenza della resistenza, è il primo atto che lo Psicologo Martin Baró nel suo lavoro Psicologia della Liberazione riteneva centrale nel processo di liberazione individuale e sociale quando analizzava l'oppressione storica e politica dei campesinos salvadoregni negli anni '70 sotto un governo dittatoriale e corrotto.

Camus nel suo libro "l'uomo in rivolta" ci spiega:

«Che cos'è un uomo in rivolta? Un uomo che dice no. Ma se rifiuta, non rinuncia tuttavia: è anche un uomo che dice di sì, fin dal suo primo muoversi. Uno schiavo che in tutta la sua vita ha ricevuto ordini, giudica ad un tratto inaccettabile un nuovo comando.»

Ma mentre la rivolta è spesso armata, la resistenza non necessariamente lo è. Infatti, ritengo che la maggior parte dei movimenti di resistenza siano anzitutto non violenti e soprattutto creativi. L'esempio di Radio Out di Peppino Impastato e delle sue compagne e compagni è resistenza creativa alla Mafia. La danza capoeira è resistenza creativa degli schiavi sud-americani contro la colonizzazione portoghese. I processi di educazione nelle scuole clandestine in Afghanistan creati dalle donne del Revolutionary Association of the Women of Afghanistan (RAWA) è resistenza.

Da un punto di vista socio-psicologico, il permettersi di poter resistere ad una forma di oppressione è un moto interno, una voce dal profondo, un sentimento corporeo di passione, un bisogno individuale personale e poi anche sociale che si muove molto su vie empatiche e sentimenti di uguaglianza e giustizia. Resistere è un atteggiamento complesso misto tra speranza, disperazione, dolore e passione spinto anche da una presa di coscienza. E via via che diventa più articolato nelle sue forme si unisce a sentimenti di sorellanza e fratellanza, di empatia, fino a diventare una resistenza sociale.

Il diritto di resistenza è un fondamentale diritto naturale degli individui, in base al quale questi ultimi possono opporsi all'attività dello Stato o alle prescrizioni del diritto positivo che minaccino i diritti fondamentali dell'uomo. Questo diritto ha una storia molto lunga, John Locke nella sua opera che costituisce un classico del pensiero democratico e liberale, "Due trattati sul governo" (1790), giustifica la resistenza a un governo che violando i diritti naturali dell'uomo violi il patto sociale su cui si fonda il dovere di obbedienza dei sudditi.

Il diritto di resistenza è presente nel diritto internazionale e nella costituzione di circa 42 stati, molti dei quali emblematici in quanto tale diritto fu inserito nelle loro costituzioni a seguito ad eventi di dittature, nazismo (Germania) e genocidi (Ruanda), è presente anche nella costituzione degli Stati Uniti dal 1776 e nelle prime costituzioni francesi. Non è stato introdotto, invece, nella costituzione italiana, sebbene in Italia fu discusso a lungo fino ad essere eliminato il 5 dicembre del 1947. Una delle prime bozze della Costituzione sottoposta all'analisi dell'Assemblea Costituente, nell'articolo 50 (che poi sarebbe diventato l'attuale articolo 54) riportava, nel 2° comma[10]:

«Quando i poteri pubblici violino le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è diritto e dovere del cittadino». Formulazione questa somigliante a quella della Costituzione rivoluzionaria francese del 1793, sostituendo però la parola "insurrezione" con "resistenza".

Tuttavia, l'art. 2 della nostra costituzione tutela i «diritti inviolabili» dell'uomo anche nei confronti degli atti posti in essere dallo Stato, sancendone l'incostituzionalità e l'illegittimità.

In questo momento storico il suscitare di nuovo discussioni su più fronti sul diritto di resistenza, intendo sia quello strettamente legale/costituzionale che sociale e psicologico, possa essere di profondo valore per la causa anarchica, che è poi anche la causa della libertà degli individui e delle comunità. Questo diritto è per gli anarchici di grande rilevanza e ha un posto privilegiato nelle sue azioni perché si riferisce alla particolare relazione degli anarchici con l'obbedienza alle autorità e alla loro legittimità. Gli anarchici non sono contro qualunque autorità ma hanno un atteggiamento scettico verso queste e resistono fin dall'inizio a queste restituendo alle autorità quell'onere della prova di giustificare la propria azione verso gli altri.

Il punto è che spesso col tempo ci si scorda anche di avere questo diritto, il diritto di dire NO a tutte le oppressioni, che spesso coincide con il diritto e il dovere di dire SI a noi stessi, alla nostra natura e ai nostri bisogni umani. Si pensa che la resistenza sia fatta da atti eroici di rivolta armata verso un nemico chiaro ma in realtà è fatta soprattutto di piccoli quotidiani gesti, da un costante atteggiamento di difesa dei propri e altrui diritti. Ritengo che solo una cultura diffusa della resistenza, dalle scuole alle famiglie, dai posti di lavoro alle piazze, posa mettere al sicuro i diritti inalienabili delle persone e renderle sempre più attive nella loro difesa dei diritti e delle loro libertà acquisite, ormai sempre più a rischio o per motivi di emergenze, o per motivi economici, o per altre disgrazie, anche inventate, dai poteri pubblici di turno.

Quello che sta succedendo in Palestina ha senza dubbio risvegliato gli animi di milioni di persone, segno che il sentimento di resistenza e del suo diritto alle oppressioni albergano sempre nell'animo umano, sebbene avvelenato giornalmente dalla morale capitalista di individualismo, accumulazione e prevaricazione. Le piazze e le strade sono state inondate in questi quattro mesi da popolazioni di tutto il mondo che, sebbene gridino Palestina Libera e Stop al genocidio... nell'aria fanno anche sentire il battere di quello che è nascosto nei loro cuori... il grido silenzioso di "tutte/i liberi!!!"

Gabriele Cammarata

https://www.sicilialibertaria.it/
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe https://ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
A-Infos Information Center