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(it) Italy, FAS Sicilia Libertaria: Al di qua - Gender, fine vita, esorcismi, pedofilia, ruberie: la Chiesa che ci piace (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Wed, 24 Apr 2024 10:30:57 +0300


Mentre si appende addosso le medaglie di primo pacifista al Mondo, papa Francesco non demorde e torna ad attaccare quella che definisce "l'ideologia gender" dimostrando come la guerra ingaggiata dalla Chiesa da sempre contro ogni soggettività diversa dallo schema maschilista e patriarcale, sia più viva più che mai. ---- Lo scorso primo di marzo c'è tornato durante l'udienza ai partecipanti al convegno internazionale "Uomo-Donna immagine di Dio. Per una antropologia delle vocazioni", ribadendo: "Oggi il pericolo più brutto è l'ideologia gender che annulla le differenze". Quindi "più brutto" del massacro dei palestinesi a Gaza, della guerra in Ucraina, su cui le sue esternazioni suscitano prese di distanza o ammirazione sconfinate, una eco mediatica superlativa a confronto del generale silenzio sui suoi continui attacchi al gender, all'aborto e così via. A inizio gennaio aveva ribadito gli stessi concetti al ricevimento degli ambasciatori; nell'aprile del 2023 lo aveva fatto durante la visita in Ungheria, come 2 anni prima aveva fatto a Bratislava incontrando i gesuiti slovacchi, definendo il gender "ideologia pericolosa che consente a una persona di decidere astrattamente a piacimento se e quando essere uomo o donna"; nell'ottobre del 2016 in Georgia l'beva definito "una guerra per distruggere il matrimonio". Non si contano più le occasioni in cui si accanito da buon papa reazionario contro omosessuali, transessuali e persone LGBTQUIA+.

Lo sforzo più ampio si trova in Amoris Laetitia, l'esortazione a conclusione del Sinodo sulla famiglia: «Nega la differenza e la reciprocità naturale di uomo e donna», «prospetta una società senza differenze di sesso», «svuota la base antropologica della famiglia», «induce progetti educativi e orientamenti legislativi che promuovono un'identità personale e un'intimità affettiva radicalmente svincolate dalla diversità biologica fra maschio e femmina».

L'accanimento papalino sta facendo girare le balle non solo a tutte le persone libere e razionali, ma anche ad alcuni settori della stessa chiesa, come accaduto all'ultima Assemblea federale, della Federazione degli universitari cattolici (Fuci), che ha approvato una mozione di indirizzo in cui si auspica «una Chiesa che si riscopra davvero cristiana e abbandoni tutto il sovrastrato culturale che l'ha portata, come istituzione, a opprimere le soggettività e le comunità, che si rifiuti di essere usata per giustificare discriminazione e addirittura violenza attiva contro degli esseri umani a causa della loro identità». Anche la diocesi di Padova qualche tempo aveva contraddetto il papa parlando di "istanze che meritano di essere considerate".

Su un altro tema etico, come quello del fine vita, nuovo attacco della CEI, stavolta alla regione Emilia Romagna, colpevole di applicare, tramite una delibera, la sentenza della Corte Costituzionale 242/2019 che, com'è noto, ha coperto un vuoto legislativo colpevolmente mai colmato, su un tema così delicato. La Conferenza Episcopale si dice allarmata per questa volontà «di legittimare con un decreto amministrativo il suicidio medicalmente assistito, con una tempistica precisa per la sua realizzazione - decisione, scrivono i vescovi - che, sconcerta quanti riconoscono l'assoluto valore della persona umana e della comunità civile volta a promuoverla e tutelarla. Esprimiamo con chiarezza la nostra preoccupazione, il nostro netto rifiuto verso questa scelta di eutanasia, ben consapevoli delle dolorose condizioni delle persone ammalate e sofferenti e di quanti sono loro legati da sincero affetto». E allora? A queste persone va una «premurosa vicinanza, la continuazione delle cure ordinarie e proporzionate, la palliazione, e ogni altra cosa che non procuri abbandono, senso di inutilità o di peso a quanti soffrono».

E così continuano a infilarsi nei nostri letti, nelle nostre sofferenze, nei nostri affetti, distraendo l'opinione pubblica (e ubriacando i pacifisti) con le belle parole (ma senza sbocchi concreti) contro la guerra.

E poi c'è l'altro aspetto della Chiesa cattolica che Bergoglio ha solo scalfito con dichiarazioni roboanti quanto ambigue, quello della pedofilia dei preti e di altri dipendenti della Chiesa. E' fresca dei primi di marzo la sentenza di condanna a 4 anni e 6 mesi per il sacerdote Giuseppe Rugolo imputato di violenza sessuale nei confronti di un giovane, che lo ha denunciato. La sentenza è stata emessa dal tribunale di Enna dopo otto ore di camera di consiglio. La procura aveva chiesto una condanna più pesante, a 10 anni. I giudici hanno deciso anche l'interdizione perenne dall'insegnamento scolastico per Rugolo e per cinque anni dai pubblici uffici. Nella sentenza si dichiara anche responsabile civile la Curia di Piazza Armerina, con "danni da quantificare e liqui- dare in separata sede".

Intanto, come abbiamo scritto in precedenza sulla vicenda esorcistica di Altavilla Milicia, dalla Chiesa locale continuano a giungere dichiarazioni sulle presenze demoniache, e critiche ai protagonisti del triplice omicidio per non essersi rivolti ad essa per affrontare il problema. Lo scorso 3 settembre, in occasione della preparazione della festa della Madonna della Milicia, il rettore della Basilica monsignore Salvo Priola ha invitato alla preghiera per le presenze demoniache nel territorio. Concetto ribadito nel corso della trasmissione di Bruno Vespa Porta a Porta, con cui era in collegamento audio video. «La famiglia Barreca non ha mai chiesto aiuto alla parrocchia per questo caso di presunta possessione diabolica. Se lo avesse fatto - ha detto il rettore Salvo Priola - sarebbero stati aiutati con gli strumenti in possesso della chiesa cattolica", dichiarando "che ci sono casi di possessione, infestazione, disturbi demoniaci anche ad Altavilla Milicia e dintorni". Insomma siamo in pieno medioevo, o meglio, in tutto ciò che di oscurantista quel periodo ci ha riservato e tramandato. Di moderno ci sono le ruberie, nel senso che si continuano ad adeguare ai tempi. La Procura di Sassari, per esempio, ha chiuso le indagini dell'inchiesta per riciclaggio e peculato: indagati Antonino Becciu, fratello del cardinale Angelo Becciu, come responsabile della cooperativa sociale Spes, il vescovo di Ozieri Corrado Melis, e altre sette persone. Secondo l'accusa gli indagati avrebbero fatto confluire fondi dell'8 per mille destinati alla Diocesi di Ozieri nei conti correnti della cooperativa Spes. Gli atti della Procura parlano di una somma complessiva pari a oltre 2 milioni di euro arrivati nella disponibilità della Spes nell'arco temporale compreso fra il gennaio 2013 e il febbraio 2023.

Questa è la Chiesa che ci piace: schietta, coerente, sempre se stessa. Anche quando si deve misurare con i grandi problemi del nostro tempo, come la crisi ambientale. Ecco cos'è successo qualche settimana fa: il tribunale della Santa sede ha condannato in appello a nove mesi, con pena sospesa, e però al risarcimento di 28.148 euro, due attivisti di Ultima generazione, Ester Goffi e Guido Viero; il relato? essersi incollati dentro i Musei vaticani il 18 agosto del 2022, alla statua del Lacoonte per sensibilizzare l'opinione pubblica riguardo la crisi climatica. Il Vaticano si è dimostrato di essere pari al governo Meloni nel reprimere chi protesta per una giusta causa, sulla quale, anche il papa ha esternato continuamente (ma sempre con estrema ambiguità filocapitalista) attirandosi le simpatie del mondo ambientalista. Ma tra il dire e il fare c'è di mezzo... l'essenza reazionaria della religione cattolica.

Fra' Dubbioso

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