|
A - I n f o s
|
|
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists
**
News in all languages
Last 30 posts (Homepage)
Last two
weeks' posts
Our
archives of old posts
The last 100 posts, according
to language
Greek_
中文 Chinese_
Castellano_
Catalan_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Francais_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkurkish_
The.Supplement
The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
First few lines of all posts of last 24 hours
Links to indexes of first few lines of all posts
of past 30 days |
of 2002 |
of 2003 |
of 2004 |
of 2005 |
of 2006 |
of 2007 |
of 2008 |
of 2009 |
of 2010 |
of 2011 |
of 2012 |
of 2013 |
of 2014 |
of 2015 |
of 2016 |
of 2017 |
of 2018 |
of 2019 |
of 2020 |
of 2021 |
of 2022 |
of 2023 |
of 2024
Syndication Of A-Infos - including
RDF - How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
(it) Italy, UCDI #183 - IL RIARMO (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Fri, 19 Apr 2024 09:33:13 +0300
Venti di guerra soffiano sempre più impetuosi in Europa, mentre gli
Stati del continente decidono di convertire le loro capacità produttive
in economia di guerra. Fa da apripista la decisione della Commissione
europea la quale annunzia che stanzierà 1,5 miliardi di euro per il
mercato comune di armamenti. È quanto previsto da Asap ed Edip, i due
programmi lanciati solo l'anno scorso per aumentare la produzione
bellica, nei fatti già superati. ---- Infatti, si lavora per creare le
condizioni affinché entro il 2030, almeno il 40% delle attrezzature per
la difesa sia acquistato in modo "collaborativo "; per assicurare che
almeno il 35% del mercato Ue della difesa sia rappresentato da scambi
intra-Ue; per fare "costanti progressi" verso l'acquisto di almeno il
50% del materiale in Europa, raggiungendo il 60% entro il 2035.
È stato perciò approvato l'Edip (European Defence Industry Programme)
che dovrebbe fornire, secondo la Commissione, il quadro giuridico,
trasformando le misure di emergenza a breve termine, adottate nel 2023 e
valide fino al 2025, in un approccio strutturale: esso copre aspetti sia
finanziari sia normativi; mobiliterà 1,5 miliardi di EUR del bilancio
dell'UE nel periodo 2025-2027 per continuare a rafforzare la
competitività della produzione bellica europea. La nuova struttura che
dovrà supportare il programma di armamento europeo (Seap), volto a
facilitare e aumentare la cooperazione tra gli Stati membri nella
produzione per la difesa, stimolare la programmazione e gli appalti
congiunti, attraverso la creazione di un Comitato di preparazione allo
sviluppo dell'industria della difesa dei 27, insieme all'Alto
rappresentante e alla Commissione.
A tal fine verrà creato un fondo finalizzato ad agevolare l'accesso ai
finanziamenti mediante strumenti di debito e/o di capitale di rischio
per le PMI e le piccole imprese a media capitalizzazione che
industrializzano tecnologie di difesa e/o fabbricano prodotti per la
difesa, (leggi industria delle armi), promuovere la cooperazione tra gli
Stati membri nella fase di appalto e il sostegno finanziario alle
industrie della difesa, al fine di aumentarne la capacità di produzione
e per incoraggiare ulteriormente gli investimenti.
La spesa aggraverà ovviamente sul bilancio comunitario, ma siccome
mancano risorse non si esclude di utilizzare almeno in parte i depositi
russi nelle banche dei paesi occidentali e questo dopo aver affermato di
volerli utilizzare per fornire all'Ucraina il sostegno finanziario
necessario, per il quale mancano le risorse occorrenti. Evidentemente
l'unione europea ha ben appreso la tecnica mussoliniana e fascista di
spostare i carri armati del Duce in occasione della sua visita, per
mostrare di essere forte!
L'obiettivo di queste scelte è quello di potenziare la base industriale
e tecnologica di difesa europea (EDTIB), per sfruttare appieno il suo
potenziale mediante:
una maggiore efficienza nell'espressione della domanda di difesa
collettiva degli Stati membri utilizzando strumenti e iniziative
esistenti, quali il piano di sviluppo delle capacità (CDP), la revisione
coordinata annuale sulla difesa (CARD) e la cooperazione strutturata
permanente (PESCO) e sarà sostenuto incentivando la cooperazione degli
Stati membri nella fase degli appalti di capacità di difesa;
la disponibilità di tutti i prodotti per la difesa attraverso un'EDTIB
più reattiva, in qualsiasi circostanza e orizzonte temporale. Ciò vuol
dire che saranno sostenuti gli investimenti degli Stati membri e
dell'industria europea della difesa, nello sviluppo e nell'immissione
sul mercato di tecnologie e capacità di difesa all'avanguardia e
adottate misure volte a garantire che l'EDTIB disponga delle risorse
necessarie anche nei periodi di crisi, aumentando in tal modo la
sicurezza dell'approvvigionamento dell'UE;
facendo in modo che i bilanci nazionali e dell'UE sostengano con i mezzi
necessari l'adeguamento dell'industria europea della difesa al nuovo
contesto di sicurezza ottenuto portando al 2% del PIL lo stanziamento
per la difesa (guerra) di ogni Stato;
integrando una cultura della prontezza alla difesa in tutte le
politiche, (ovvero abituando i popoli europei alla necessità della
guerra) in particolare chiedendo una revisione nell'anno in corso della
politica della Banca europea per gli investimenti in materia di prestiti;
Manifestando un totale disprezzo per la democrazia, per le scelte dei
cittadini, per la pace l'unione europea ha deciso senza un voto
esplicito dei parlamenti nazionali di lasciarsi inestricabilmente
coinvolgere nella guerra in Ucraina assumendo due ulteriori decisioni
finali ovvero quella di sviluppare legami più stretti con l'Ucraina
attraverso la sua partecipazione alle iniziative dell'Unione a sostegno
dell'industria della difesa e stimolando la cooperazione tra le
industrie della difesa ucraine e dell'UE; collaborando con la NATO e i
partner strategici internazionali che condividono gli stessi principi e
rafforzando la cooperazione con l'Ucraina.
Le industrie del settore sentitamente ringraziano e si preparano ad
astronomici profitti, mentre i popoli europei si preparano a morire.
L'Italia e l'Europa alle armi
Nel 2020 la spesa per la difesa dei Paesi europei aderenti all'Agenzia è
stata di circa 200 miliardi di euro, pari all'1,5% del Prodotto interno
lordo e al 2,8% della spesa pubblica degli Stati membri. Nel 2020 la
spesa per la difesa ha continuato ad aumentare per il sesto anno
consecutivo e, rispetto al 2019 (+ 5 per cento), è lo stesso dell'anno
precedente e rappresenta l'aumento più rilevante dal 2015.
A differenza dalle spese militari il PIL degli Stati membri è diminuito
del 6% nel 2020. Il Rapporto EDA rileva che l'aumento della percentuale
delle spese per la difesa sul PIL (che passa, come si è detto, dall'1,4%
del 2019 all'1,5% del 2020) è parzialmente dovuto all'indebolimento
dell'economia: circa il 22 per cento delle spese per la difesa del 2020
(ovvero 44 miliardi su 198) è relativo a spese per investimenti che
sono, aumentati del 5 per cento rispetto al 2019 e, rispetto al 2014 -
anno in cui gli investimenti nella difesa hanno raggiunto il livello più
basso - nel 2020 si è registrato un aumento del 70%. Nel 2019, inoltre,
per la prima volta dal 2010, il complesso degli Stati membri ha superato
il parametro del 20 per cento di spesa per investimenti sul totale della
spesa per la difesa, il che dimostra la crescita costante della spesa di
settore.
Nell'ambito della cooperazione strutturata permanente nel settore della
difesa (PESCO) gli Stati partecipanti hanno concordato di assumere una
serie di impegni vincolanti, tra cui l'aumento delle risorse per i
bilanci per la difesa, al fine di conseguire - come si è detto -
l'obiettivo di un aumento a medio termine della spesa al 2% sul Pil
(come concordato anche in ambito Nato), con una quota del 20% per
investimenti nel settore della difesa, mentre quello della Cina e degli
USA, si attesta intorno al 30%,
Per quanto concerne l'Italia, nel 2020 la percentuale di spese di
investimento delle spese per la difesa raggiunge il 24,6%, a fronte del
22,2 per cento a livello europeo. Secondo i dati raccolti dall'EDA la
spesa per approvvigionamenti militari rappresenta la quasi totalità
della spesa per investimenti mentre la spesa per le attività di Ricerca
e Sviluppo nel settore della difesa è pari all'1,1% della spesa per
investimenti: gli investimenti per la difesa comprendono le spese per
l'acquisto di attrezzature per la difesa e le relative spese di ricerca
e sviluppo e non comprendono quelle di funzionamento e manutenzione
(pezzi di ricambio e forniture, costi relativi alla manutenzione dei
servizi di pubblica utilità e delle infrastrutture).
Sia l'approvvigionamento militare europeo, sia le attività di ricerca e
sviluppo nel settore della difesa hanno risentito in modo significativo
delle misure di revisione della spesa pubblica adottate successivamente
alla crisi finanziaria del 2008. Tuttavia, la spesa per la difesa è
diminuita per un periodo di tempo maggiore rispetto a quella per gli
approvvigionamenti militari, raggiungendo il livello più basso nel 2016.
Dal 2017, ha avuto una ripresa, raggiungendo nel 2019 un livello simile
al 2007 e superandolo nel 2020 quando quella per nuovi
approvvigionamenti militari è aumentata del 4% rispetto al 2019,
raggiungendo i 36 miliardi di euro. Per quanto riguarda l'acquisizione
di attrezzature, in modo collaborativo, nonostante l'obiettivo del 35%
della spesa per attrezzature militari da conseguire in collaborazione
con altri Stati dell'UE, gli Stati membri continuano a rifornirsi
prevalentemente su base nazionale. Nel 2020 gli Stati membri hanno speso
4,1 miliardi di euro in acquisti per approvvigionamenti militari con una
diminuzione del 13% rispetto al
2019.
Gli Stati membri hanno acquistato solo l'11% della spesa per
approvvigionamenti della difesa in ambito europeo.
Questo risultato è dovuto in parte all'incremento della spesa per
approvvigionamenti della difesa, che non è stato seguito da una crescita
analoga negli acquisti collaborativi in ambito europeo.
Proprio nell'intento di spingere verso una maggiore cooperazione il
Consiglio affari esteri dell'UE ha adottato l '11 dicembre 2017 - sulla
base della proposta presentata da Francia, Germania, Italia e Spagna -
la decisione (PESC) 2017/2315 con la quale si istituisce una
cooperazione strutturata permanente nel settore della difesa ( PESCO) e
il 14 dicembre 2020 il Consiglio dell'UE ha raggiunto un accordo
politico in merito alla proposta di regolamento istituendo il Fondo
europeo per la difesa, nel contesto del quadro finanziario pluriennale
(QFP) per il periodo 2021-2027 è dotato di risorse complessive, per
circa 7,9 miliardi di euro, divisi tra finanziamenti alla ricerca (2,6
milioni) e allo sviluppo (5,3 milioni) con l'obiettivo di rafforzare
l'industria europea d i settore, favorire le economie di scala e la
standardizzazione dei sistemi di difesa, in modo da rendere più
efficiente la spesa degli Stati membri, e favorire una maggiore
interoperabilità tra le diverse forze armate nazionali. Il Fondo copre
tutto il ciclo produttivo dell'industria della difesa: ricerca,
progettazione, sviluppo dei prodotti ma anche catene di
approvvigionamento e collaudi.
I progetti sono finanziabili solo se coinvolgono, in un consorzio,
almeno tre soggetti giuridici diversi (non controllati tra loro) di tre
diversi Stati membri poiché il loro obiettivo è migliorare la
cooperazione in ambito UE Incentivi particolari sono previsti per la
ricerca sulle cosiddette "tecnologie di rottura", per i progetti
approvati nell'ambito della Cooperazione strutturata permanente e per
quelli che coinvolgono piccole e medie imprese. Nel giugno del 2021, con
la pubblicazione dei primi 23 bandi, di cui 11 nel settore della
ricerca, e 12 nel settore dello sviluppo, in 15 categorie, che
comprendono la difesa chimica e batteriologica, la superiorità
informativa, la sensoristica, il cyber, lo spazio, la
trasformazione digitale, la resilienza energetica in ambito militare, la
componentistica, il combattimento aereo, la difesa aerea e missilistica,
il combattimento terrestre, il combattimento navale e le tecnologie di
rottura. L'ammontare complessivo dei fondi per questa prima tornata di
investimenti è di 1,2 miliardi di euro. Infine il 21 marzo 2022 il
Consiglio UE ha approvato la Bussola strategica, con lo scopo di
definire obiettivi concreti per rafforzare la sicurezza dell'Unione e
delineare le sue prospettive strategiche per i prossimi 5-10 anni.
Verso il superamento dell'esercito professionale
I dati che abbiamo riportato con dovizia di particolari dimostrano che
le marcia verso il riarmo viene da lontano, è stata attentamente
preparata a livello normativo ed economico, registrando un crescendo di
investimenti. Ciò che i paesi dell'Ue. ancora non dicono è che queste
scelte preludono a un mutamento di paradigma imposto dalla guerra in
Ucraina,
relativo alla struttura e composizione degli eserciti.
La guerra del Vietnam e i danni collaterali e sociali indotti dal suo
racconto attraverso i media hanno dimostrato l'impossibilità di gestire
la guerra attraverso la mobilitazione dei cittadini e la coscrizione
obbligatoria. Così all'esercito di massa si sono sostituiti gli eserciti
professionali, composti da un numero limitato di addetti, altamente
specializzati,
magari affiancati da milizie private di contractors reclutati all'uopo e
in occasione delle necessità di impiego. Questi corpi militari hanno
condotto le guerre degli ultimi trent'anni con poco successo,
dimostrando che nel lungo periodo non erano capaci di condurre a buon
fine l'intervento, a meno di non disporre gli eserciti sul campo formati
da soldati motivati al combattimento per una causa da essi condivisa.
Non è un caso che Daesh sia stato sconfitto soprattutto grazie alla
presenza sul campo dei curdi, piuttosto che dei corpi speciali inviati
sul campo dalle diverse potenze.
Si narra che allo scoppio della guerra d'Ucraina un numero consistente
di contractors sia fluito nel paese per prestare la propria opera a
fianco dell'esercito ucraino, confidando che gli alleati avrebbero
fornito le risorse economiche sufficienti a retribuirli, ma appena la
guerra si è trasformata in uno scontro di posizione con la creazione di
un fronte molti
di costoro hanno capito che non era il caso di insistere ed hanno
abbandonato il campo, incapaci di reggere i sacrifici e l'impegno che
richiedono la guerra di trincea e di posizione.
Ciò ha riaperto in tutti i paesi occidentali il dibattito tra mantenere
eserciti professionali, piccoli e super specializzati, oppure ritornare
alla coscrizione obbligatoria per formare eserciti di massa capaci di
sopportare grandi perdite. Le società dei paesi occidentali non sono
preparate a gestire la scelta di ricorrere a un rafforzamento delle
capacità di difesa mediante riservisti, perché ciò potrebbe avere
effetti devastanti, sia a livello di percezione pubblica che di
realizzazione pratica delle politiche di difesa.
Non solo, ma la guerra in Ucraina ha evidenziato l'importanza della
flessibilità strategica, della resilienza, della capacità di adattamento
e dell'uso delle nuove tecnologie, nonché la necessità di un esercito
numeroso, in grado di rimpiazzare le perdite. L'enorme impiego di
materiali, equipaggiamenti e munizioni, di armi sempre più avanzate
comporta comunque un impressionante sacrificio di perdite umane, il che
richiede la capacità di mobilitare rapidamente grandi numeri di soldati
da impiegare per un tempo prolungato sul campo. Si dirà che l'uso di
droni, la guerra elettronica e altre tecnologie avanzate hanno
evidenziato il ruolo cruciale della tecnologia hanno mostrato che questo
non basta a compensare l'entità numerica delle truppe da schierare sul
campo di battaglia.
D'altra parte proprio la necessità di specializzazione dei combattenti
nell'utilizzo dell'armamento sempre più tecnologico e specialistico, la
necessità di addestramento dei militari sul campo rende irragionevole
pensare di addestrare un esercito di massa all'impiego di armi con
tecnologie così avanzate. È questo il motivo per il quale molti paesi
occidentali stanno pensando a nuovi modelli di difesa che integrino
eserciti professionali con la disponibilità di militari riservisti, ai
quali ricorrere in caso di conflitto. Per realizzare una tale struttura
occorrerebbe un approccio innovativo alla formazione dei futuri
combattenti, addestrandoli per tempo all'uso di nuove tecnologie, della
realtà virtuale aumentata, con un addestramento basato su l'insegnamento
affidato all'intelligenza artificiale, nella consapevolezza che una
guerra moderna richiede una competenza che non è più prevalentemente
fisica e tattica, ma fatta di capacità mentale, decisionale diffusa e
una profonda motivazione nell'agire, come, ad esempio, avviene per
l'esercito di Israele.
In altre parole la soluzione potrebbe risiedere in una combinazione di
forze professionali specializzate e la capacità di mobilizzare
rapidamente eserciti di massa, sostenuta da investimenti significativi
in tecnologie avanzate e nella preparazione alla guerra elettronica e
asimmetrica.
La soluzione Crosetto
Per risolvere il problema il ministro Crosetto propone un modello di
difesa che prevede l'integrazione di riservisti come approccio
flessibile Ad un conflitto nel quale paese dovesse essere coinvolto
proponendo di disporre di una forza di riserva addestrata e pronta
all'impiego, capace di integrarsi rapidamente con le forze armate
regolari in caso di necessità, nella convinzione che i conflitti moderni
richiedono non solo tecnologie avanzate e forze specializzate, ma anche
la capacità di mobilitare rapidamente un numero crescente di truppe.
Questa scelta consentirebbe di disporre di un'ampia base di personale
militare addestrato, che possa essere rapidamente mobilitato in caso di
crisi, senza dipendere esclusivamente dalle forze armate professionali.
Consapevole che la sua proposta richiede comprensione e condivisione da
parte della società civile e al tempo stesso che vi è la necessità di
fornire a questo personale una preparazione militare adeguata, il
ministro si ripropone di lavorare ad una trasformazione del rapporto fra
cittadini e forze armate che ha profonde implicazioni per il tessuto
sociale e perciò punta a rafforzare l'identità nazionale e la percezione
della sicurezza "educando" e coinvolgendo la popolazione sulle necessità
di difesa e le responsabilità civili in rapporto alla sicurezza
nazionale. Questo obiettivo va perseguito attraverso campagne di
informazione pubblica, dibattiti parlamentari, iniziative di
coinvolgimento che mirano a costruire un consenso sull'importanza di un
sistema di difesa, a fronte di un'aggressione potenziale in atto contro
la quale occorre difendersi in nome delle libertà democratiche, la
difesa dei valori della civiltà occidentale.
Naturalmente per realizzare il progetto è necessario sviluppare un
quadro normativo che regoli efficacemente il servizio della riserva,
assicurando che sia equo, volontario e basato su principi giusti e
condivisi, occorre dotarlo di risorse economiche, dirottando verso
questa voce di spesa le magre risorse disponibili.
La nostra risposta
È necessario prendere atto di questi progetti, capire che la loro
attuazione è di vitale importanza in questa fase politica per un governo
neofascista e guerrafondaio che vede nella guerra uno degli strumenti di
soluzione dei conflitti, contraddicendo palesemente il dettato
costituzionale. Occorre perciò mobilitarsi nell'opinione pubblica, fra i
giovani, discutendo con tutti gli strati della società, per contrastare
questo progetto criminale che avrebbe come primo effetto di drenare le
risorse disponibili finalizzandole alla mobilitazione bellica e
sottraendole ai bisogni sociali e alle necessità della popolazione e
come seconda immediata conseguenza quella di portare il paese alla
guerra, seminando lutti e distruzione. La ricerca della pace,
l'antimilitarismo, il pacifismo, il rifiuto della guerra ritornano di
stridente e urgente attualità.
Dedicato a Tommaso Aversa, Antimilitarista
La Redazione
https://www.ucadi.org/2024/03/17/il-riarmo/
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe https://ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
- Prev by Date:
(en) Greece, Athens, APO: Gathering for femicide outside the AT ag. Anargyron | Tuesday, April 2, Pl. St. Anargyron, 19.00 (ca, de, it, pt, tr)[machine translation]
- Next by Date:
(it) France, UCL AL #347 - Cultura, vedi Michel Bertrand: Vivere con i lupi (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
A-Infos Information Center