|
A - I n f o s
|
|
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists
**
News in all languages
Last 30 posts (Homepage)
Last two
weeks' posts
Our
archives of old posts
The last 100 posts, according
to language
Greek_
中文 Chinese_
Castellano_
Catalan_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Francais_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkurkish_
The.Supplement
The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_
Deutsch_
Nederlands_
English_
Français_
Italiano_
Polski_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
First few lines of all posts of last 24 hours
Links to indexes of first few lines of all posts
of past 30 days |
of 2002 |
of 2003 |
of 2004 |
of 2005 |
of 2006 |
of 2007 |
of 2008 |
of 2009 |
of 2010 |
of 2011 |
of 2012 |
of 2013 |
of 2014 |
of 2015 |
of 2016 |
of 2017 |
of 2018 |
of 2019 |
of 2020 |
of 2021 |
of 2022 |
of 2023 |
of 2024
Syndication Of A-Infos - including
RDF - How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
(it) Italy, FDCA, il Cantiere #23: Schiavitù ieri ed Oggi - Alcuni operai anarchici del Sud (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Wed, 6 Mar 2024 09:40:11 +0200
«Schiavitù in ultima analisi significa essere strappati al proprio
contesto e quindi da tutte quelle relazioni sociali che costituiscono un
essere umano. Detto in altra maniera, uno schiavo è in un certo senso un
morto (sociale)» (David Graeber) ---- Ancora studente, quando affermavo
che nell'epoca attuale esistevano ancora gli schiavi, mi prendevano per
pazzo tanto era radicata l'idea del progresso nella Storia che ci
insegnavano. Eppure se consideriamo la definizione che Graeber dà del
termine "schia- vitù", allora forse le mie idee non erano poi così tanto
squilibrate. Infatti, se riflettiamo sulle condizioni in cui tant* di
noi vivono nel loro lavoro quotidiano queste, purtroppo, non sono poi
lontane dalla definizione graeberiana.
Nel sud di questo paese la situazione è ancora più evidente, a partire
dal dato più evidente: il forte fenomeno dell'emigrazione. La difficoltà
di trovare lavoro ed un potere d'acquisto ancora minore della media di
ogni categoria dei lavoratori e lavoratrici dipendenti fa sì che ess*
vengano strappat* dal proprio contesto e quindi a perdere molte delle
relazioni sociali che fino ad allora li avevano costituiti e sostenuti
come esseri umani innervati in un tessuto sociale. La realtà poi de*
lavorator* stranier* impiegat* nei settori dell'agricoltura e della
ristorazione esaspera ancora di più queste condizioni, in quanto per
questi si aggiunge alla già misera paga oraria il ricatto dei documenti
legali (permesso di soggiorno o di lavoro), ricatto che abbassa i costi
del lavoro e permette di aumentare le ore lavorative effettive, fino ad
arrivare dalle 10 alle 12 ore giornaliere. È il lavoratore stesso che è
costretto a scegliere questa opzione, per portarsi a casa il necessario
salario per sopravvivere. Un tale tempo giornaliero impiegato sul lavoro
di fatto divora le suddette necessarie relazioni sociali per condurre
una vita dignitosa.
.
n piccolo inciso. Quando oltre dieci anni fa Napoli riprese quota come
meta turistica di alto livello, per qualche tempo le classi medio/basse
recuperarono un certo equilibrio tra lavoro e reddito, tramite
soprattutto la gestione di piccoli b&b ed attività ristorative. Si è
trattato di un breve periodo in controtendenza che sta, però,
rapidamente rientrando. Negli ultimi anni infatti, i pescecani di
aziende già avviate nel settore o operanti in contesti all'apparenza
lontani (1) sono piombate su molti appartamenti per strutturarsi in
catene commerciali capillari, portando una condizione di
supersfruttamento per i/le giovan*, perlopiù student*, impiegat* in
questo genere di attività. Venuti meno in buona misura i piccoli
guadagni iniziali, oltre ad un nuovo supersfruttamento, è rimasta la
sempre maggiore difficoltà delle famiglie del centro storico di pagare
fitti che salgono sempre di più. Insomma anche qui le logiche del
mercato capitalistico sono prevalse: quelli che avevano più capitali da
investire sono rimasti in attività mentre le poche realtà veramente a
conduzione familiare ora sopravvivono rimanendo a galla, mentre le
condizioni del lavoro dipendente, che già erano quelle che erano, sono
piombate nella miseria. Chi non è ridotto in tali condizioni sono solo i
padroni delle aziende che, di là del profitto, non hanno bisogno di
lavorare così tanto. Da alcuni dati del 2021 si può notare che nelle
grandi e medie imprese, in Campania la produttività monetaria (2) è pari
a quasi il doppio del reddito per ogni singolo lavoratore, nelle piccole
e microimprese è più del doppio del reddito di ogni singolo (vedi
tabella 1) (3)
Tabella 1 valore aggiunto, retribuzioni e lavoratori poveri per
dimensioni di impresa
lavoratori poveri i soggetti che nonostante lavorino hanno un reddito
annuale inferiore al 60% del reddito mediano lordo nazionale.
Questa tabella non tiene conto però del lavoro sommerso, che nel
meridione è molto diffuso. Solo in Campania si contano più di 350.000
lavoratrici e lavoratori senza contratto o con contratti "strani": il
datore di lavoro risparmia tasse e il dipendente non riceve contributi
pensionistici, di conseguenza il rapporto tra le due quote sale a favore
della produttività. Nel contesto del lavoro sommerso le donne sono
un'alta percentuale, tanto che solo nella città di Napoli risulta che il
50% delle donne sono senza un regolare contratto o disoccupate, una
realtà non molto lontana dal 70% delle donne che vivono a Rabat[capitale
del Marocco ndt]. Naturalmente ne consegue che, non possedere autonomia
economica spesso e volentieri accentua l'elemento misogino già esistente
sul territorio, in quanto le rende più vulnerabili e ricattabili sia sul
lavoro sia nelle relazioni sociali con gli uomini.
Questa schiavitù dei tempi nostri forse produce più morti per e sul
lavoro della schiavitù nell'antico impero romano o negli Stati Uniti
d'America del 1700-1800. I ritmi e i tempi di lavoro non tengono conto
assolutamente delle minime norme di sicurezza necessaria sui posti di
lavoro, con aumento di infortuni e patologie professionali che
sembravano scomparse 30 o 40 anni fa. La questione dei tempi di lavoro
sicuramente è il punto nevralgico, quello che più immediatamente
sentiamo sulla nostra pelle. Sappiamo però che se non cogliamo le cause
che hanno condotto a questo impoverimento di massa, accentuato negli
ultimi anni dell'impennata dei prezzi dei beni primari, delle utenze
domestiche e dal taglio al reddito di cittadinanza, non possiamo
certamente iniziare a discutere di come liberarci da questa attuale
condizione schiavistica. Alcuni anni fa era tipico tra amici giocare a
"Padrone e Sotto": chi aveva le carte più alte diventava il padrone ed
era quello che sceglieva chi doveva bere il bicchiere di vino e chi non
doveva. Nel "gioco" della schiavitù le carte che girano non ci sono,
sono sempre i padroni che decidono chi lavora, quanto deve produrre,
quindi quanto tempo deve lavorare. Naturalmente ci sono dei quadri
intermedi tra lavoratrici e lavoratori e padroni: capireparto,
capiufficio, direttori dei lavori, etc. una gerarchia che ricorda quella
feudale che elargisce potere a pochi sulla maggioranza delle maestranze.
Anche questi quadri, comunque, stanno attualmente perdendo terreno in
termini salariali e di obblighi sul lavoro. Le vere cause ataviche delle
schiavitù sono gerarchia e potere: il fattore economico nella condizione
di Schiavitù del lavoratore è solo il risultato di elementi strutturali
che esistevano da prima della nascita del capitalismo: la gerarchia e il
potere.
Come combattere allora il problema alla radice? Il lavoro attuale dei
sindacati, mi riferisco a quelli di base, quelli combattivi, che negli
ultimi anni hanno innescato giuste lotte di rivendicazione salariale o
di difesa del posto di lavoro, come è avvenuto con successo nel settore
della logistica, è importante ma contiene un limite molto pesante,
quello di staccare gli interessi dell'attivista da quelli di lavoratrici
e lavoratori, cosa che avviene nel momento in cui l'attività del
sindacalista è pagata dalla struttura sindacale stessa. Ciononostante è
qui che occorre battere il chiodo. Le esperienze dei sindacati anarchici
degli anni passati e le le esperienze consiliari sono state, infatti, un
momento di rottura concreta con il potere politico ed economico - con la
gerarchia in generale. Non a caso è da strutture come queste che sono
nate esperienze di collettivizzazione dei mezzi di produzione, come
nella Spagna nel 1936 dove, con la collettivizzazione delle terre e
l'autogestione delle fabbriche, si va oltre l'aspetto di rivendicazione
sindacale ed i lavoratori hanno preso nelle proprie mani la produzione
di beni e servizi. Un importante esempio recente è stato poi quello de*
operai* e disoccupat* argentin* che agli inizi degli anni 2000
occupavano le fabbriche, resistendo agli attacchi governativi e
producendo in autogestione senza padroni. In ogni organismo operaio,
sindacato, collettivo o comitato, i mandati devono essere temporanei e
revocabili. Essere pronti a una struttura produttiva e sociale
organizzata in modo orizzontale non è una tattica ma una strategia per
raggiungere un percorso trasformativo: da ciascuno secondo le proprie
capacità a ciascuno secondo i propri bisogni. Non dobbiamo perdere di
vista l'obiettivo di distruggere la schiavitù e questo lo si può fare
solo costruendo organizzazione dal basso verso l'alto.
Note
1) Oggi la maggioranza di b&b di piccole pensioni sono gestite da
aziende della logistica, del trasporto merci o dello stesso settore
alberghiero.
2) La produttività monetaria è un indicatore che misura la quantità di
valore aggiunto prodotto da un'unità produttiva per ogni unità di
moneta spesa. In altre parole, la produttività monetaria misura
l'efficienza con cui un'azienda utilizza le risorse finanziarie per
generare valore aggiunto.
3)
https://www.economiaepolitica.it/lavoro-e-diritti/lavoro-povero-nella-citta-metropolitana-di-napoli-2021/
http://alternativalibertaria.fdca.it/
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe https://ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
- Prev by Date:
(en) Czech, AFED:[Belarus]Sabotage Distro - Belarusian anarchist distro has resumed its activity. (ca, de, it, pt, tr)[machine translation]
- Next by Date:
(it) France, OCL CA #336 - Senza frontiere 336 (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]
A-Infos Information Center