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(it) Italy, FDCA, il Cantiere #23: Schiavitù ieri ed Oggi - Alcuni operai anarchici del Sud (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Wed, 6 Mar 2024 09:40:11 +0200


«Schiavitù in ultima analisi significa essere strappati al proprio contesto e quindi da tutte quelle relazioni sociali che costituiscono un essere umano. Detto in altra maniera, uno schiavo è in un certo senso un morto (sociale)» (David Graeber) ---- Ancora studente, quando affermavo che nell'epoca attuale esistevano ancora gli schiavi, mi prendevano per pazzo tanto era radicata l'idea del progresso nella Storia che ci insegnavano. Eppure se consideriamo la definizione che Graeber dà del termine "schia- vitù", allora forse le mie idee non erano poi così tanto squilibrate. Infatti, se riflettiamo sulle condizioni in cui tant* di noi vivono nel loro lavoro quotidiano queste, purtroppo, non sono poi lontane dalla definizione graeberiana.

Nel sud di questo paese la situazione è ancora più evidente, a partire dal dato più evidente: il forte fenomeno dell'emigrazione. La difficoltà di trovare lavoro ed un potere d'acquisto ancora minore della media di ogni categoria dei lavoratori e lavoratrici dipendenti fa sì che ess* vengano strappat* dal proprio contesto e quindi a perdere molte delle relazioni sociali che fino ad allora li avevano costituiti e sostenuti come esseri umani innervati in un tessuto sociale. La realtà poi de* lavorator* stranier* impiegat* nei settori dell'agricoltura e della ristorazione esaspera ancora di più queste condizioni, in quanto per questi si aggiunge alla già misera paga oraria il ricatto dei documenti legali (permesso di soggiorno o di lavoro), ricatto che abbassa i costi del lavoro e permette di aumentare le ore lavorative effettive, fino ad arrivare dalle 10 alle 12 ore giornaliere. È il lavoratore stesso che è costretto a scegliere questa opzione, per portarsi a casa il necessario salario per sopravvivere. Un tale tempo giornaliero impiegato sul lavoro di fatto divora le suddette necessarie relazioni sociali per condurre una vita dignitosa.
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n piccolo inciso. Quando oltre dieci anni fa Napoli riprese quota come meta turistica di alto livello, per qualche tempo le classi medio/basse recuperarono un certo equilibrio tra lavoro e reddito, tramite soprattutto la gestione di piccoli b&b ed attività ristorative. Si è trattato di un breve periodo in controtendenza che sta, però, rapidamente rientrando. Negli ultimi anni infatti, i pescecani di aziende già avviate nel settore o operanti in contesti all'apparenza lontani (1) sono piombate su molti appartamenti per strutturarsi in catene commerciali capillari, portando una condizione di supersfruttamento per i/le giovan*, perlopiù student*, impiegat* in questo genere di attività. Venuti meno in buona misura i piccoli guadagni iniziali, oltre ad un nuovo supersfruttamento, è rimasta la sempre maggiore difficoltà delle famiglie del centro storico di pagare fitti che salgono sempre di più. Insomma anche qui le logiche del mercato capitalistico sono prevalse: quelli che avevano più capitali da investire sono rimasti in attività mentre le poche realtà veramente a conduzione familiare ora sopravvivono rimanendo a galla, mentre le condizioni del lavoro dipendente, che già erano quelle che erano, sono piombate nella miseria. Chi non è ridotto in tali condizioni sono solo i padroni delle aziende che, di là del profitto, non hanno bisogno di lavorare così tanto. Da alcuni dati del 2021 si può notare che nelle grandi e medie imprese, in Campania la produttività monetaria (2) è pari a quasi il doppio del reddito per ogni singolo lavoratore, nelle piccole e microimprese è più del doppio del reddito di ogni singolo (vedi tabella 1) (3)

Tabella 1 valore aggiunto, retribuzioni e lavoratori poveri per dimensioni di impresa

lavoratori poveri i soggetti che nonostante lavorino hanno un reddito annuale inferiore al 60% del reddito mediano lordo nazionale.
Questa tabella non tiene conto però del lavoro sommerso, che nel meridione è molto diffuso. Solo in Campania si contano più di 350.000 lavoratrici e lavoratori senza contratto o con contratti "strani": il datore di lavoro risparmia tasse e il dipendente non riceve contributi pensionistici, di conseguenza il rapporto tra le due quote sale a favore della produttività. Nel contesto del lavoro sommerso le donne sono un'alta percentuale, tanto che solo nella città di Napoli risulta che il 50% delle donne sono senza un regolare contratto o disoccupate, una realtà non molto lontana dal 70% delle donne che vivono a Rabat[capitale del Marocco ndt]. Naturalmente ne consegue che, non possedere autonomia economica spesso e volentieri accentua l'elemento misogino già esistente sul territorio, in quanto le rende più vulnerabili e ricattabili sia sul lavoro sia nelle relazioni sociali con gli uomini.

Questa schiavitù dei tempi nostri forse produce più morti per e sul lavoro della schiavitù nell'antico impero romano o negli Stati Uniti d'America del 1700-1800. I ritmi e i tempi di lavoro non tengono conto assolutamente delle minime norme di sicurezza necessaria sui posti di lavoro, con aumento di infortuni e patologie professionali che sembravano scomparse 30 o 40 anni fa. La questione dei tempi di lavoro sicuramente è il punto nevralgico, quello che più immediatamente sentiamo sulla nostra pelle. Sappiamo però che se non cogliamo le cause che hanno condotto a questo impoverimento di massa, accentuato negli ultimi anni dell'impennata dei prezzi dei beni primari, delle utenze domestiche e dal taglio al reddito di cittadinanza, non possiamo certamente iniziare a discutere di come liberarci da questa attuale condizione schiavistica. Alcuni anni fa era tipico tra amici giocare a "Padrone e Sotto": chi aveva le carte più alte diventava il padrone ed era quello che sceglieva chi doveva bere il bicchiere di vino e chi non doveva. Nel "gioco" della schiavitù le carte che girano non ci sono, sono sempre i padroni che decidono chi lavora, quanto deve produrre, quindi quanto tempo deve lavorare. Naturalmente ci sono dei quadri intermedi tra lavoratrici e lavoratori e padroni: capireparto, capiufficio, direttori dei lavori, etc. una gerarchia che ricorda quella feudale che elargisce potere a pochi sulla maggioranza delle maestranze. Anche questi quadri, comunque, stanno attualmente perdendo terreno in termini salariali e di obblighi sul lavoro. Le vere cause ataviche delle schiavitù sono gerarchia e potere: il fattore economico nella condizione di Schiavitù del lavoratore è solo il risultato di elementi strutturali che esistevano da prima della nascita del capitalismo: la gerarchia e il potere.

Come combattere allora il problema alla radice? Il lavoro attuale dei sindacati, mi riferisco a quelli di base, quelli combattivi, che negli ultimi anni hanno innescato giuste lotte di rivendicazione salariale o di difesa del posto di lavoro, come è avvenuto con successo nel settore della logistica, è importante ma contiene un limite molto pesante, quello di staccare gli interessi dell'attivista da quelli di lavoratrici e lavoratori, cosa che avviene nel momento in cui l'attività del sindacalista è pagata dalla struttura sindacale stessa. Ciononostante è qui che occorre battere il chiodo. Le esperienze dei sindacati anarchici degli anni passati e le le esperienze consiliari sono state, infatti, un momento di rottura concreta con il potere politico ed economico - con la gerarchia in generale. Non a caso è da strutture come queste che sono nate esperienze di collettivizzazione dei mezzi di produzione, come nella Spagna nel 1936 dove, con la collettivizzazione delle terre e l'autogestione delle fabbriche, si va oltre l'aspetto di rivendicazione sindacale ed i lavoratori hanno preso nelle proprie mani la produzione di beni e servizi. Un importante esempio recente è stato poi quello de* operai* e disoccupat* argentin* che agli inizi degli anni 2000 occupavano le fabbriche, resistendo agli attacchi governativi e producendo in autogestione senza padroni. In ogni organismo operaio, sindacato, collettivo o comitato, i mandati devono essere temporanei e revocabili. Essere pronti a una struttura produttiva e sociale organizzata in modo orizzontale non è una tattica ma una strategia per raggiungere un percorso trasformativo: da ciascuno secondo le proprie capacità a ciascuno secondo i propri bisogni. Non dobbiamo perdere di vista l'obiettivo di distruggere la schiavitù e questo lo si può fare solo costruendo organizzazione dal basso verso l'alto.

Note

1) Oggi la maggioranza di b&b di piccole pensioni sono gestite da aziende della logistica, del trasporto merci o dello stesso settore alberghiero.

2) La produttività monetaria è un indicatore che misura la quantità di valore aggiunto prodotto da un'unità produttiva per ogni unità di moneta spesa. In altre parole, la produttività monetaria misura l'efficienza con cui un'azienda utilizza le risorse finanziarie per generare valore aggiunto.

3) https://www.economiaepolitica.it/lavoro-e-diritti/lavoro-povero-nella-citta-metropolitana-di-napoli-2021/

http://alternativalibertaria.fdca.it/
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