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(it) Italy, FDCA, il Cantiere #23: L'importanza della musica nel processo formativo - Paola Perullo (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Tue, 5 Mar 2024 08:32:12 +0200


Spesso mi sono chiesta come cambierebbero le relazioni umane, se invece delle parole usassimo il linguoggio della musica, i suoni: io ti parlo suonando uno strumento e tu mi rispondi suonandone un altro. Questa immagine, non nasce in me da un'idea romantica della musica, ma dalla conoscenza e dall'esperienza fatta sul campo per molti anni con bambini e bambine da 0 a 6 anni, in cui ho potuto constatare quanto il linguaggio musicale sia il più precoce mezzo che mette gli esseri umani, nella condizione di esprimersi e di comunicare, ancor prima dell'acquisizione del linguaggio verbale. Sappiamo infatti che la musica investe tre grandi dimensione umane, quella emozionale, quella relazionale e quella espressive.

Cosa muove la musica, nella nostra mente e nel nostro corpo?

La musica è identitaria, perchè pur ricevendo lo stesso stimolo, ognuno di noi può immaginare ciò che vuole, interpretare e pensare a modo suo, ma nello stesso tempo la musica aiuta e facilita la socializzazione. Infatti più si fa interprete di una quotidianità che include l'affettività dei rapporti, estendendosi al sentire collettivo, come ad esempio la musica popolare, più soddisfa l'esigenza di cercare l'universalità di certi sentimenti. E' come se si verificasse, in modo naturale, quella sintesi tra l'io e il noi, in cui "mi vedo attraverso gli altri e libero il mio sentire". Se facciamo corrispondere la musica al movimento, attraverso il ritmo, possiamo sperimentare la simultaneità tra il pensiero e l'azione e nella percezione del nostro ritmo, troviamo un valido aiuto nella creazione di storie e copioni teatrali. Da qui, analizzando le sequenze temporali, da rispettare in frasi cadenzate precise, possiamo anche sostituire le immagini visive per raccontare una storia. Le sequenze musicali che si susseguono in un tempo necessario, una dopo l'altra, diventano la cornice dentro la quale sta la storia che possiamo inventare. In questo modo la musica diventa il filo conduttore che scorre come la trama della storia. La musica investe lo spazio, dandoci il piacere di espandere, prolungare uno stimolo che si materializza nel sentire del corpo e attraverso il corpo. Anche la voce ci permette di espandere la nostra presenza nello spazio.

Ogni musica suggerisce un modo diverso di muoversi nello spazio, "a tempo. Anche nei bambini più timidi la musica guida e spinge al movimento. E non facilita solo l'espressività, ma anche la capacità logica di orientarsi nello spazio.

Dunque, musica attiva e non semplice ascolto da fruire passivamente. Musica da vivere in prima persona, che prende vita dal corpo in movimento. Questo è il primo collegamento: la musica e il movimento.

Il bambino piccolo, quando produce un suono, battendo sul tamburo o soffiando in un flauto, o scuotendo dei campanelli, accompagna spontaneamente il suono con il movimento di tutto il corpo, attivando un ritmo che va ad intensificare il suono, perchè imprima più forza nel battere o nel soffiare. In questo modo di fare musica i bambini piccoli ricordano un modo antico di socializzare tra esseri umana, mantenuto in vita dalla tradizione della musica popolare e del folklore. Ma la musica, come già accennato, si collega anche al linguaggio articolato della narrazione: una musica, come una storia, si sviluppa nel tempo ma non lo precede.

Essa scorre continua, ma nessuna frase di una sequenza può essere saltata o accelerata, pena la perdita del suo senso. Come il "narrare storie", anche la musica è un supporto all'arricchimento delle capacità espressive del linguaggio verbale. Le parole si riempiono di senso, di quello scarto che c'è tra la realtà e la visionarietà, esattamente come nella poesia. I bambini più grandi, verso i cinque anni, si possono avviare alla capacità di associare le musiche alle poesie sviluppando in loro una sensibilità che li porta a scegliere una musica in relazione al senso del testo poetico. Ma anche le singole parole possono richiamare un colore e un suono. Il rispetto di una dimensione temporale che consente di comprendere, riflettere ed elaborare, di ascoltare e di immaginare, di pensare e di agire. Tutto questo è facilitato dall'uso della musica nella scuola.

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