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(it) Italy, UCADI, #181: La classe non è olio di ricino (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]
Date
Sun, 25 Feb 2024 07:31:41 +0200
In Italia, nel tempo, e grazie ad un utilizzo non casualmente
superficiale dei mezzi di comunicazione di massa, si è aperta ormai una
voragine fra la storia e il suo utilizzo pubblico. [1]
Gli studi sul fascismo, ad esempio, in lingua italiana, sono così
numerosi che sarebbe impossibile, per qualunque studioso, poterli
dominare tutti. ---- Il livello dell’approfondimento è ormai talmente
dettagliato, preciso, che, allo stato attuale, si può dire che il
fascismo come fenomeno storico sia stato scandagliato in maniera quasi
totale. Per cui, qualunque domanda uno avesse da porsi sul fenomeno,
troverebbe, se non una risposta, sicuramente una qualche analisi degna
di nota.[2]
Eppure, se si passa da questo aspetto a quello del “comune sentire”, al
di là di benemerite trasmissioni televisive e di interi canali tematici
come ad esempio, Rai Storia [3] (una eccezione significativa che
dovrebbe far riflettere sull’importanza e il valore di avere un sistema
pubblico sembra di entrare in un altro mondo. Un mondo dove le bufale la
fanno da padrone (per usare il pessimo linguaggio contemporaneo) e dove
in mezzo alle bufale ci sono mezze verità e molto non detto.
Ad esempio è quasi scomparso nella narrazione (non solo mediatica, ma
anche accademica) quell’aspetto fondamentale dei fascismi come reazione
di classe.[4] Persi in mezzo ai mille percorsi di analisi, ciò che era
dato per ovvio fino a qualche decennio fa pare essere ormai rilegato in
una specie di “soffitta”, come se lo scontro di classe fosse un relitto
della storia.
A questa distruzione postmoderna delle basi materiali del fascismo ha
contribuito molto anche il lavorio del revisionismo di sinistra che, per
motivi contingenti e per la fretta di levarsi di dosso “il puzzo della
povertà” ha pensato bene di cassare dalla storia la lotta di classe.[5]
Come se questa fosse una connotazione soggettiva di cui poter fare a meno.
Così, oggi appare poco credibile la “lamentatio” di fronte alle braccia
tese di Acca Larentia. Innanzitutto perché quella “cerimonia” va avanti
da decenni [6] senza che governi “di sinistra” abbiano mai detto
alcunché e poi perché si vorrebbe che la Meloni e FdI prendessero le
distanze? [7]
Le distanze da cosa? Dal fatto che le loro radici sono piantate nella
storia del neofascismo italiano, prima come epigoni della RSI e poi
(passata la fase difficile anche per l’MSI degli anni ‘70 del secolo
scorso) di tutto il ventennio.[8] Fatto a meno del materialismo come
bussola per orientarsi nella ruvida storia del mondo, non rimane che una
specie di cattolicesimo pro-poveri, rivisitato in salsa new-age ,secondo
cui il “fascismo” sarebbe stato (e sarebbe) un crimine di cui pentirsi e
risolvere con quattro avemarie e un paternoster. Una specie di “bullismo
generalizzato”. [9]
Allora chiariamoci.
Il fascismo certamente è stato un fenomeno complesso (altrimenti non
saremmo ancora qui a parlarne) ma una delle sue componenti fondamentali,
senza la quale non sarebbe esistito, è la sua natura primigenia di
reazione contro le classi lavoratrici. Poi c’è stato sicuramente l’uso
della milizia armata, la forma partito autoritaria, ecc….ma se lo
squadrismo avesse attaccato le banche e le industrie sarebbe durato meno
di un gatto sull’Aurelia.
Quindi il fascismo è stato un movimento armato, sostenuto dalle classi
dirigenti italiane, per definizione e forma mentis naturalmente
eversive, ben visto da quelle dominanti (le classi dominanti esistono
con o senza fascismo, ne possono aver bisogno, ma fanno bene anche
senza. Solo nel socialismo hanno dei veri problemi).
La violenza è da sempre quella di classe. Altro che violenza cieca e
barbara. Violenza chirurgica contro la “sovversione” di sinistra.
Quindi il fascismo non è una malattia, ma una scelta di campo che la
Repubblica italiana, per la sua stessa sopravvivenza, avrebbe dovuto
reprimere con la forza fin da subito, se fosse stata la Repubblica che è
indicata in Costituzione.
Reprimere non in quanto “deviazione”, ma proprio perché opzione politica
incompatibile. Non è difficile da capire. Per chi vuole.
E i fascisti non sono malati da curare, o che debbano pentirsi delle
loro scelte. Per cui francamente non si capisce la Meloni, che di quella
storia è parte a pieno titolo (le baggianate del tipo “io non ero ancora
nata” che anche alla sinistra piace ripetere, sono davvero il segno di
un rincoglionimento generale. Neppure io ero nato quando venne approvata
la Costituzione, per dire).[10]
Che dovrebbe dire La Russa, mentre insieme alla Segre (donna che ha
avuto una devastante esperienza, ma che è stata sovraesposta
mediaticamente, senza possedere le capacità di un Primo Levi, a cui
viene inopinatamente accostata) condanna lo sterminio senza che qualcuno
gli ricordi che gli autori sono i suoi padri politici, o, addirittura,
come nel suo caso, anche quelli naturali) ? Dice “Male assoluto”,
abbraccia Liliana ed è tutto a posto! [ 11]
Nel nostro paese abbiamo 3 giornate memoriali, tutte completamente fuori
fase. “Il giorno della memoria”, un problema di nazisti e sovietici,
quello del ricordo, in cui si cancella completamente il ruolo del
fascismo sul confine orientale, e quello delle vittime del terrorismo in
cui la data scelta è quella del rapimento di Aldo Moro e non, a a rigor
di logica, la bomba del 12 dicembre del 1969.
Tre giornate in cui gli italiani o sono sempre vittime, o non c’entrano
e se c’entrano è colpa dei comunisti. Se tali giornate memoriali sono
passate senza colpo ferire è per l’acquiescenza totale della sinistra,
la quale, quando è all’opposizione sembra ritornare ad essere Che
Guevara, ma quando governa non muove un dito, né contro il neo fascismo
né contro Casa Pound, Forza Nuova e parenti simili. [12]
A pensare male sarebbe da dire che la presenza di queste forze di
estrema destra (che ora stanno direttamente al governo) sono diventate
l’unica ragione di esistere per una sinistra che ha perso completamente
ogni bussola o idea di un’altra società (vedi anche le posizioni su
Israele).
E, aggiungerei, che l’antifascismo senza lotta di classe (parafrasando
Chico Mendes [13] ) rischia di diventare solo cattiva letteratura.
Ma, alla fine, a noi interessa poco o nulla dei pentimenti o delle prese
ipocrite di distanza e, anzi, è meglio così. Che chi è fascista lo
rimanga, per noi non è un malato, ma un oppressore, e la cosa è assai
diversa, anche per le terapie da adottare.
Andrea Bellucci
[1] https://www.deportati.it/wp-content/static/upl/sa/santomassimo.pdf
[2] È qui davvero impossibile anche solo citare uno studio in
particolare. Per cui rimando alle sterminate bibliografie rintracciabili
anche in rete, partendo anche da Wikipedia, ma con moltissima attenzione
https://it.wikipedia.org/wiki/Fascismo#Bibliografia
[3] La trasmissione “Passato e Presente” sotto la direzione di Mieli ha
assunto una connotazione, a mio parere, meno scientificamente
interessante rispetto a quelle precedenti, ma rimane comunque un buon
format divulgativo.
[4] Paradossalmente, sul fascismo, rimane sempre interessantissimo il
libro che Angelo Tasca scrisse a Regime ancora in vita, A. Tasca,
Nascita e avvento del fascismo, (ed. or. Parigi, 1938), PiGrego, 2012
[5] Vedi D. Losurdo, La lotta di classe. Una storia politica e
filosofica, Laterza, 2015.
[6] https://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Acca_Larenzia
[7]
https://www.linkiesta.it/2024/01/commemorazione-acca-larentia-meloni-fascisti-saluto-romano/
[8] N. Rao, La fiamma e la celtica, Sperling & Kupfer, 2006
[9] Un esempio, fin dal titolo, di questa visione de-politicizzata e
“mainstream” del fascismo è A. Cazzullo, Mussolini il capobanda. Perché
dovremmo vergognarci del fascismo, Mondadori, 2022
[10]
https://www.ilriformista.it/cara-elly-schlein-il-comunismo-non-e-disagio-ma-sogno-di-una-cosa-337573/
[11]
https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/23_dicembre_07/prima-alla-scala-trovato-l-accordo-dopo-le-tensioni-della-vigilia-larussa-e-sala-sul-palco-reale-con-liliana-segre-da0668d5-fdcc-49c5-8726-9c26071baxlk.shtml
[12] https://www.ilpost.it/2021/08/26/sgombero-sede-casapound/
[13]
https://umanitanova.org/l-ambientalismo-senza-la-lotta-di-classe-e-giardinaggio/
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https://www.ucadi.org/2024/01/23/la-classe-non-e-olio-di-ricino/
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