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(it) Comunicato FdCA: L'antirazzismo non è reato

Date Tue, 17 May 2005 10:32:51 +0200 (CEST)


La nostra solidarietà ai compagni anarchici di Lecce

Puntualmente, appena rifluisce l'onda lunga di una mobilitazione di massa,
o quantomeno allargata, la macchina giudiziaria dello stato si occupa di
colpire qualche militante con accuse spropositate e pene esemplari. Di
questi giorni l'ennesima conferma con arresti e incriminazioni in varie
parti d'Italia, con un uso disinvolto e agghiacciante di contestazioni di
reati e di supposte prove. E' la stessa magistratura che assolve
Trenitalia e convalida il licenziamento dei lavoratori che si espongono e
lottano, come i ferrovieri, per migliorare le proprie condizioni di lavoro
e quelle di sicurezza per i pendolari, che assolve i fascisti e lo stato e
condanna i parenti delle vittime a pagare le spese processuali.

Mentre crescono le intimidazioni nei posti di lavoro, mentre l'ossessione
della sicurezza viene cavalcata da destra e da sinistra mentre cresce il
controllo sociale e la criminalizzazione degli immigrati, le mobilitazioni
di lotta, le occupazioni abitative e le lotte antirazziste sono nel
mirino, a tentare di insegnare che non c'è scampo e non c'è spazio per
alcun tentativo di cambiamento dell'ordine sociale esistente. Lo spazio
per il conflitto sociale si riduce quanto si riducono le lotte, quanto la
paura e l'ineluttabilità aumentano. E mentre la Corte Europea per i
Diritti dell’Uomo ipocritamente "sorveglia" l’Italia, il cui governo è fin
troppo zelante nel proteggere la Fortezza Europa come concordato nei
trattati, dovremo continuare ad assistere impotenti alla pesca di cadaveri
a largo delle nostre coste e alla cattura, alla prigionia e ai rimpatri
forzati di uomini e donne? L'esistenza stessa dei CPT è un crimine,
assolutamente analogo ai lager di sessant'anni fa, i nostri campi di
pomodori assomigliano sempre più a piantagioni di cotone di qualche secolo
fa, dove si mescolano sorveglianti, schiavi del lavoro e schiave del
sesso, vittime della clandestinità. E chi come allora ha fatto finta di
nulla o ha obbedito alla legge è responsabile di quei crimini, chi come
allora combatte per aprire i cancelli o far sgusciare dalle maglie di una
legislazione insensata e inumana più persone possibile è per la legge un
criminale. Come lo era Harriet Tubman con il suo fucile, come lo erano i
quacqueri disarmati che tanti lavoratori hanno guadagnato alla libertà se
non alla liberazione dallo sfruttamento. Perché dietro al razzismo, dietro
la repressione, oggi come allora, c'è il sogno per qualcuno di un'assoluta
ricattabilità della classe lavoratrice, c'è il bisogno di impedire
qualunque vagito di autorganizzazione, il disegno in gran parte perseguito
con successo di rompere qualunque legame di solidarietà di classe.

E duramente viene colpito chi ostacola questo disegno. Che a tutti noi
spetta di rompere, per costruire una società di liberi ed uguali.

Ciascuno per la sua parte.


FEDERAZIONE DEI COMUNISTI ANARCHICI
17 maggio 2005


http://www.fdca.it

Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca@fdca.it>

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