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(it) Pordenone: Iniziativa Libertaria aderisce alla contro-manifestazione di Maniago del 2 luglio 2004
From
worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date
Fri, 2 Jul 2004 11:24:08 +0200 (CEST)
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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
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Dopo la sciagurata e patetica “cerimonia” di ringraziamento della
Brigata Ariete a Pordenone, voluta dal sindaco Bolzonello
(centro-sinistra) con il plauso di tutta la destra, sembra che la
facile previsione che fin dall’inizio paventammo, si sia, in tempi
brevissimi, concretizzata. Infatti a Maniago, sabato 3 luglio, un altro
sindaco (DS) conferirà la cittadinanza onoraria al 132° Reggimento
Artiglieria Corazzata “Ariete” e al battaglione Logistico “Ariete”.
Ovviamente le motivazioni sono sempre “umanitarie” e così mentre
l’occidente “superiore” esporta la democrazia a suon di bombardamenti e
torture in paesi “casualmente” strategici per petrolio e interessi, anche
nella piccola provincia pordenonese è cominciata l’esportazione del
becero nazionalismo da medagliette, del nefasto patriottismo da fanfare e
onorificenze.
Che a cavalcarlo siano esponenti del centro-sinistra ormai potrebbe
stupire solo gli ingenui o i furbi, sono infatti bastati i quattro anni
di governo ulivista pre-berlusconi per comprendere la natura sociale di
quel governo, tutt’ora identico a se stesso nei contenuti e
nell’establishment. Anni in cui la guerra (Serbia e Kosovo) era
“giusta” perchè era la loro, l’inaugurazione dei CPT (Centri di
Permanenza Temporanea) erano necessarie misure preventive, la
privatizzazione della scuola, della sanità, il fananziamento alle
scuole confessionali e la precarizzazione del lavoro erano leggi
“progressiste” perchè fatte proprio dal centro-sinistra.
Così come, restando nel locale, sono servite ben due tornate
all’amministarzione di centro-sinistra ad Aviano, con a capo il
diessino Rellini, per prostrarsi agli interessi del militarismo
statunitense, concedendo spazi, aree, collaborazioni e arrivando a
vendergli un pezzo di terra (Via Pedemonte) quale segno di “amicizia”
incondizionata, mentre l’inquinamento atmosferico, acustico, economico e
sociale che gli abitanti della pedemontana continuano a subire non hanno
mai destato neppure il minimo interesse.
Il militarismo, indipendente dalla bandiera sotto la quale opera e
indipendentemente dal colore politico al quale obbedisce, è morte e
distruzione sempre, sia in guerra e sia in “pace”.
Una "pace armata" fino ai denti che necessita ancor più di materia prima;
giovani, disoccupati, precari, uomini e donne continuamente sotto il
ricatto sociale ed economico.
Altro che valori patriottici, altro che valorosi portatori di pace, i
militari al meglio sono mercenari strapagati, al peggio assassini
impuniti.
Se è vero che i maggiori responsabili sono i governi e le alte cariche
militari e istituzionali è altrettanto chiaro che la
professionalizzazione dell’esercito necessita uno sforzo tanto radicale
quanto incisivo di informazione presso la gran parte dei volontari, in
cerca di lavoro e di sicurezza esistenziale.
Non è certo attraverso scappatoie formali ed elettorali che un “altro
mondo possible” si potrà costruire, un momdo senza eserciti e senza
guerre al quale noi aspiriamo.
Così a parate indegne come queste bisogna rispondere con determinazione e
senza ambiguità, squotendo le coscienze di quella “carne da macello” che
la macchina bellica ha ancora bisogno per perpetuare, per conto di stati
e capitale, disegni di dominio e saccheggio:
DISERZIONE, INSUBORDINAZIONE, DISFATTISMO.
L’uomo finisce dove comincia il soldato!
Iniziativa Libertaria PN
Da: "lino" <alterlinus -A- libero.it>
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